Lavoro Salute Blog

Lo spazio dedicato all'informazione sul lavoro nel mondo della salute

Terapia assistita con animali: una opzione importante di medicina complementare


In America negli ultimi dieci anni, un numero sempre maggiore di ospedali offrono medicina complementare e alternativa (CAM), rispondendo alla domanda sempre più frequente di americani che richiedono trattamenti al di fuori dei servizi sanitari tradizionali.

Secondo l’indagine annuale della American Hospital Association, il numero di ospedali che offrono servizi CAM è più che raddoppiato, dal 7,9 per cento nel 1998 al 19,8 percento nel 2006.

Di recente è stato presentato un sondaggio effettuato dal Forum Salute sulla Complementary and Alternative Medicine negli ospedali ed è risultato che in regime di ricovero, le migliori offerte riguardano l’ Animal Assisted Therapy (46 per cento), massaggi (40 per cento) e musica/arte terapia (30 per cento).

La domanda di AAT negli ospedali, case di cura ecc.  continua però ad essere maggiore rispetto al numero di team formati per svolgere con competenza questo lavoro.

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Corso ECM: avvicinamento alla Pet Therapy

Con il termine pet therapy (in italiano, zooterapia) s’intende, generalmente, una terapia dolce, basata sull’interazione uomo-animale

Si tratta di una terapia che integra, rafforza e coadiuva le tradizionali terapie e può essere impiegata su pazienti affetti da differenti patologie con obiettivi di miglioramento comportamentale, fisico, cognitivo, psicosociale e psicologico-emotivo.

La pet therapy non è quindi una terapia a sé stante, ma una co-terapia che affianca una terapia tradizionale in corso. Lo scopo di queste co-terapie è quello di facilitare l’approccio medico e terapeutico delle varie figure mediche e riabilitative soprattutto nei casi in cui il paziente non dimostra collaborazione spontanea. La presenza di un animale permette in molti casi di consolidare un rapporto emotivo con il paziente e, tramite questo rapporto, stabilire sia un canale di comunicazione paziente-animale-medico sia stimolare la partecipazione attiva del paziente.

Il corso “Noi e loro: avvicinamento alla pet therapy” organizzato da Equipark e LavoroSalute.it il 28 e il 29 giugno 2012, vuole offrire la possibilità di conoscere meglio le A.-T.A.A., acquisendo conoscenze teoriche sulle potenzialità della relazione  uomo animale e conoscenze pratiche  su i principali animali  coinvolti (cavalli, asini, cani) e sulla realizzazione di percorsi terapeutici e assistiti. Tra gli argomenti del corso: le conoscenze teoriche e applicate della materia  presa in esame (dai fondamenti teorici ai metodi applicativi, fino ad  illustrare le basi della pianificazione-progettazione degli interventi);  l’approccio metodologico per costruire una relazione equilibrata (e rispettosa) con l’animale/compagno di lavoro.

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Affidarsi al web per reperire un operatore sanitario a domicilio?

Le nostre sfere personali, (amici, familiari, colleghi, ecc) hanno da sempre influenzate i nostri acquisti


Ma con l’avvento del Web 2.0 e dei social media, la dimensione e la portata di quelle sfere si è drasticamente ridimensionata.

Quello che il Web, e più in particolare i social media, hanno fatto è stato di allargare drammaticamente quella sfera di contatti a cui ci affidiamo molto spesso prima di fare un acquisto, per essere certi che ciò che andiamo a comprare sia effettivamente un prodotto di valore.

Grazie all’accesso e all’abbondanza di informazioni, e alla democratizzazione delle stesse su qualsiasi argomento e categoria business, che noi possiamo trovare sul web in forum, articoli, blog, non ci troviamo più ad essere vincolati dai limiti che le nostre reti personali danno. Il nostro accesso alle informazioni e conoscenze tra pari è quasi illimitata. I consumatori hanno più che mai una maggiore conoscenza nei loro processi decisionali, per questo hanno una maggiore influenza nel modo in cui prodotti e servizi vengono forniti. La conversazione tra i vari consumatori, attraverso il web, è diventata una parte importante nel ciclo del processo decisionale, così come la trasparenza aziendale dell’azienda produttrice e il loro modello di business.
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Claudio, un infermiere flessibile

Infermiere da una decina anni, ha lavorato con cooperative e agenzie, trasferendo la sua famiglia se necessario. E adesso non vedendo altri sbocchi, spera di riuscire a lavorare all’estero


Claudio ha frequentato il corso d’infermiere a Roma con il vecchio ordinamento regionale, l’ultimo che si è tenuto per la Regione Lazio, alla fine degli anni novanta.

Dopo il perseguimento del diploma, il passaggio alla vita lavorativa non è avvenuto subito, ha dovuto aspettare quasi un anno. Il primo lavoro come infermiere è stato con una cooperativa di Roma che seguiva ragazzi con problemi d’insufficienza mentale. In questo caso è stata la cooperativa stessa che si era rivolta alla scuola infermieri che aveva frequentato per avere alcuni nominativi. L’esperienza non è durata molto in quanto cercavano del personale che avesse anche delle competenze in ambito educativo.

La sua esperienza con le agenzie di somministrazione (ex interinali) inizia nel 2008, quando lavora per Obiettivo Lavoro per sei mesi.  Oltre al lavoro l’agenzia tratteneva dalla busta paga l’affitto e il costo dei servizi dell’appartamento dove Claudio viveva con lamoglie. L’esperienza è stata positiva, soprattutto per la puntualità nei pagamenti. Per motivi familiari infatti ha cambiato spesso città ed ogni volta è stato un ricominciare tutto d’accapo, non solo per la ricerca del lavoro, ma anche per la situazione abitativa, che in questo caso gli è stato fornito dall’agenzia.

Essendo un lavoratore flessibile Claudio ha avuto esperieze di lavoro anche all’interno di cooperative, sia con contratti di collaborazione (co.co.co) che come dipendente, non trovando differenze sostanziali.

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Medico, Infermiere, Fisioterapista: lavorare in Germania

Lavorare all’estero, in questo caso in Germania, può essere una scelta di vita dettata dalla voglia di crescita oppure da necessità, cerchiamo in ogni caso di formire informazioni utili


Il riconoscimento degli titoli di studio in Germania per tutte le specialità Medici, Infermieri, Fisioterapisti varia nei diversi Länder (le Regioni tedesche)
Chi ha acquisito una qualifica professionale in Italia che permette di svolgere un certo lavoro in loco, normalmente vorrà svolgere questo lavoro anche dopo il trasferimento in Germania.
Se la professione è regolamentata in Germania, se quindi il Governo federale o i Governi dei Länder hanno emanato delle prescrizioni precise per l’ammissione a questa professione e per l’esercizio di essa, allora esiste una procedura di riconoscimento formale.
L`esercizio di una professione regolamentata in Germania è possibile soltanto con un riconoscimento da parte di un`autorità. Le competenze concrete delle autorità dipendono dalla città di residenza in Germania. Quindi bisogna sapere qual’è prima di poter iniziare la procedura di riconoscimento.

Requisito fondamentale in quasi ogni Länder? Un livello di lingua minimo, tendenzialmente B2

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5 esempi su come fare Social Media Marketing in Sanità

E’ più che mai essenziale per gli ospedali e operatori sanitari includere anche i social media nel loro marketing mix sanitario


La prova è nei numeri: in America il 34% dei consumatori utilizza i social media per cercare informazioni sulla salute, secondo i dati della ricerca, da come Ricerche America: salute e benessere.

Mentre è facile individuare la domanda, molti marketers sanitari non sono esattamente sicuri di come potrebbero sfruttare il web sociale per raggiungere gli obiettivi di business.
Per aiutare a capire le possibili applicazioni, prendiamo in considerazione questi cinque esempi di come il web sociale sia in grado di lavorare per gli ospedali e gli altri utenti del settore sanitario:
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8 Marzo: “Mio Dio, non ho ancora preso il caffè”

I dati su occupazione femminile in calo, gap negli stipendi e abbandono del lavoro dopo la maternità. E l’ONU ci bacchetta.


“La cultura italiana è arroccata a luoghi comuni umilinati per la dignità femminile più di quasi tutte le altre culture europee”. Parola dell’ONU. Da ricordare alla vigilia dell’8 Marzo, Giornata Internazione per i diritti delle donne.
Occupazione femminile più bassa d’Europa (dopo quella di Malta), stipendi inferiori del 13%, tasso di abbandono dopo la maternità alle stelle, una giornata lavorativa più lunga rispetto a quella degli uomini(di 45 minuti): sono i dati relativi al mercato del lavoro italiano al femminile emersi nel corso degli “Stati generali sul lavoro delle donne in Italia” presentati al Cnel a Roma.

L’Italia è molto indietro, rispetto all’Europa, nella lotta contro la violenza e in materia di lavoro: le donne costituiscono il 51,5% della popolazione, ma rappresentano solo il 20% dei parlamentari, il 32% dei medici, il 30% degli imprenditori, il 12% degli amministratori delegati, il 5% dei consiglieri d’0amministrazione. E, dati Istat, il 48,9% delle donne non ha lavoro, quindi neanche previdenza e altri diritti di welfare, come l’accesso ad asili nidi pubblici. Il problema poi della povertà femminile si fa sempre più rilevante: sono un milione 678mila le madri indigenti.

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Nasce l’unità di ostetricia virtuale: simulare la pratica per apprendere meglio

Jenny Bailey: l’apprendimento virtuale attraverso un mondo virtuale, dove la vita quotidiana può essere simulata.


Il progetto ha sviluppato “una unità di ostetricia virtuale” dove gli studenti possono simulare gli aspetti dell’apprendimento e sviluppare la loro skills. Inoltre attraverso un forum con accesso sicuro, consente alle ostetriche studenti che sono alle prese con la pratica clinica, di confrontarsi e mettere in discussione la pratica clinica stessa, senza che questo porti a conseguenze negative per i pazienti.
Il premio, sponsorizzato da Philips AVENT, è stato presentato presso il Royal College di Ostetricia Ostetriche Annual Awards durante una cerimonia il 25 gennaio 2012, al Connaught Rooms, Covent Garden, a Londra.
Cathy Warwick, amministratore delegato del Royal College delle ostetriche, ha dichiarato: “Questo premio sottolinea l’importante lavoro innovativo e pionieristico svolto dagli insegnanti di ostetricia, e dimostra il valore della formazione ostetrica. E’ importante che la gente sappia che l’istruzione ostetrica non si ferma e risponde alle esigenze degli studenti e sta abbracciando i social media.
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Assistenza domiciliare e servizi alla famiglia: come fare?

Un assistente personale può aiutare a vivere in modo indipendente a casa propria. Scopri come assumere qualcuno per aiutarti a casa

1. Cosa può fare per voi un’assistente professionista?

Gli operatori professionali hanno diverse competenze: alcuni hanno studiato scienze infermieristiche e primo soccorso e altri possono essere semplicemente d’aiuto in casa, altri possono essere assistenti personali per disabili.

Alcuni esempi del tipo di attività di un’assistente famigliare:
- cucinare e pulire
- aiuto per la cura personale
- guidare o aiuto nel movimento
- attività para-mediche come fare iniezioni o il cambio del catetere
- fare la spesa e pagare le bollette

Ci sono tre modalità di base per ottenere un aiuto professionale a domicilio:

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I pediatri dovrebbeo occuparsi anche di Facebook

Ormai gran parte dello sviluppo sociale ed emotivo dei bambini è influenzato dalle loro attività on-line, gli esperti suggeriscono che potrebbe anche portare alla “depressione Facebook”

Non siate sorpresi se la prossima volta che andate dal pediatra, tra auscultare il cuore del tuo bambino e un colpo di tosse, il medico infila una domanda o due su Facebook.

Considerando  il ruolo sempre maggiore che i sociali media possono svolgere nella vita dei bambini, l’American Academy of Pediatrics (AAP) chiede ai pediatri di inserire domande sui social media durante le visite mediche.

In una ricerca clinica pubblicata lunedì, l’Accademia offre una guida ai medici – e ai genitori – su come sbirciare nella vita online dei bambini senza dare l’impressione di curiosare.

La chiave è quella di raccogliere informazioni senza che sembri un interrogatorio. Il medico potrebbe chiedere casualmente:  Avete un telefono cellulare? Un account di Facebook? Quanti amici virtuali avete?

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