Un medico, un bambino, le infermiere e i genitori. Una storia intensa con una morale: “chi guarisce il prossimo guarisce sé stesso”

Le vicende (drammatiche ma al tempo stesso coinvolgenti ed emozionanti) di “Mani calde” si snodano all’interno di un reparto di terapia intensiva, dove il piccolo Davide è in coma dopo un incidente stradale. Ad occuparsi di lui ci pensa Pierluigi Bozzi, detto ‘il cafone’, un medico incapace di instaurare rapporti con gli altri a causa del suo carattere freddo e distaccato. Ma con Davide qualcosa cambia.
Intervista a Giovanna Zucca, autrice di questo sorprendente romanzo d’esordio
“Ciao Giovanna, presentati ai lettori del nostro blog”
Sono un’infermiera di sala operatoria da ormai 23 anni, ne ho 46 e vivo e lavoro a Treviso. A
quarant’anni ho deciso di realizzare un vecchio sogno di gioventù e mi sono iscritta all’università per laurearmi in filosofia. Sono stati anni densi di scoperte e sono convinta che questo percorso di studi ha fatto di me una persona migliore,sia umanamente che professionalmente. Continuo a collaborare con la cattedra di filosofia morale all’interno del CISE(centro interuniversitario di studi sull’etica).
“Per guarigione si intende solitamente un complesso processo biologico, nel tuo libro invece si intuisce che potrebbe esserci anche qualcosa di più, è corretto?”
Si è corretta la tua affermazione. La guarigione implica una serie di accadimenti che coinvolgono più livelli, ed è ormai risaputo che un ruolo non certo marginale lo svolge l’aspetto interiore e personale della persona malata. Senza addentrarmi in dettaglio in questo aspetto, sottolineo che quello che volevo mettere in evidenza è la relazione reciproca o meglio di reciproco riconoscimento che si sviluppa tra un bambino apparentemente impossibilitato a comunicare e un medico che invece ha scelto di non comunicare. ll logos muto che esplode in tutta la sua potenza trovando canali diversi dai consueti e permette al bambino di farsi sentire e al medico di buttare alle ortiche la sua maschera di cinico e anaffettivo. In questo modo uno guarisce l’altro.
[Leggi tutto...]