Lavoro Salute Blog

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VANCOUVER 2010, PARALIMPIADI: Italia ai Giochi con 35 atleti

Coraggio e determinazione: è questo il cuore del messaggio olimpico portato avanti dai circa 600 tedofori delle Paralimpiadi 2010


Oltre al fuoco
i tedofori, coloro che portano la fiaccola cerimoniale che contiene la fiamma olimpica, sono testimonianza essi stessi di grandi imprese ed esempi di forte personalità sportiva e umana. Sono loro che testimoniano tante storie di donne e uomini che nonostante tutto hanno creduto nello sport e nelle loro possibilità di guardare alla vita con forza, coraggio e voglia di vincere, portando a casa molti riconoscimenti, medagli e soddisfazioni sportive.
Nel sito ufficiale delle Paralimpiadi invernali 2010, che si svolgeranno dal 12 al 21 marzo a Vancouver in Canada, si possono conoscere i 16 tedofori che percorreranno l’ultimo tratto del percorso: 13 di loro sono atleti e personalità che rappresentano le altrettante provincie canadesi.

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Dall’ambulanza all’ospedale quei cuori salvati online

Venticinque cardiologi e ventuno operatori, collegati notte e giorno con il 118. E’ la rete, prima in Europa, che ha portato la Puglia a livelli di eccellenza nel trattamento delle cardiopatie.

telecardiologia

Il servizio nasce ad ottobre 2004 nell´ambito del Progetto Leonardo, gestito in partnership pubblico-privata, con l´obiettivo di «migliorare la qualitá e l´efficacia dell´assistenza sanitaria, coniugando l´esigenza di salute e di qualitá della vita del paziente con i vincoli di sostenibilitá economica.

In concreto, accade che se il cittadino lamenta un improvviso malore e chiama il 118, questi, sulla base delle informazioni raccolte, invia l´unitá di soccorso equipaggiata per la telecardiologia. Al paziente viene fatto un elettrocardiogramma con un cardiotelefono e viene trasmesso ad una centrale operativa, dove il cardiologo analizza, referta e fornisce, seduta stante, la consulenza necessaria all´operatore intervenuto. Tempo previsto dall´esame al responso: 5 minuti. In questo modo, si puó agire piú tempestivamente in caso di patologia cardiaca grave, mentre, in caso contrario, si evita un ricovero inutile.

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Personale Sanitario: errore umano o errore del sistema?

Il “fattore umano” rappresenta quasi sempre l’ultimo anello di una catena di difetti del sistema assistenziale, ma lo stress da super lavoro e l’ossesione-risparmio aumentano il rischio

Che il surmenage lavorativo possa produrre effetti negativi non è solo il buon senso a sottolinearlo ma anche numerosi studi scentifici. Alcuni studi hanno dimostrato che dopo 12 ore di veglia la risposta individuale possa essere considerata alterata. E’ ovvio quindi che più sono le ore di veglia maggiormente alterata sarà la risposta individuale. E ancora più ovvio è che se al soggetto si richiedono prestazioni fisicamente ed emozionalmente impegnative la sua risposta sarà fortemente alterata. Un discorso che vale per tutte le professioni ma che è particolarmente rischioso per gli operatori sanitari: sempre più pressati da intensi carichi di lavoro può ridurre in maniera significativa la sua capacità di attenzione rischiando quindi di incorrere in errore. “Molti studi hanno infatti rilevato che nelle ore finali dei turbi di notte un 30% circa di errori poteva essere evitato” conferma Amedeo Bianco Presidente della Federazione dei Medici e Odontoiatri (Fnomceo) “in ogni caso l’errore dovrebbe sempre essere analizzato nel suo ruolo “positivo”".

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L’Aifi scrive al Presidente del Consiglio

AIFI

Dopo la confusione che ne è uscita sull’effettiva qualifica della Sig.ra Francesca, individuata come “la Fisioterapista del Capo della Protezione Civile“,  l’Aifi ha deciso di scrivere direttamente al Presidente del Consiglio, affinché venga regolamentata una volta per tutte la situazione delle Professioni sanitarie con l’istituzione dell’Ordine professionale, unico strumento in grado di dare le garanzie necessarie ai Cittadini e dignità ai Professionisti del Sistema Salute.

La signora infatti risulta avere la qualifica di “estetista con attestato di specializzazione per varie tipologie di massaggio” e,  la cattiva informazione sulle competenze delle Professioni sanitarie, come in questo caso,  avvalora l’ambiguità dell’ambiente in cui prolifera l’abusivismo professionale.

Di seguito quindi vi riportiamo la lettera scritta dall’Associazione Italiana Fisioterapisti

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Serial medici, quanti errori di pronto soccorso!

Sempre più spesso assistiamo nei serial televisivi a scene che si svolgono in corsie d’ospedale e in sale operatorie.


Dottori e infermieri attirano milioni di telespettatori, ma quasi la metà dei gesti che compiono mentre “lavorano” sul set costituiscono cattivi esempi di come si affrontano le emergenze sanitarie in corsia. Lo ha rilevato uno studio canadese che ha preso in esame popolari serie tra cui anche House e Private Practice.
Ricercatori della Dalhousie University di Halifax, nella Nuova Scozia, esaminando 327 episodi hanno rilevato che nel 46% dei casi di ricovero d’urgenza sono state mostrate pratiche inappropriate come il tener giù il paziente, bloccarne movimenti involontari o mettergli qualcosa in bocca. Un corretto primo soccorso è stato riconosciuto solo nel 29% dei casi.

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Il servizio DAMA cerca volontari

Il servizio DAMA, gestito dall’Ospedale San Paolo in collaborazione con LEDHA, cerca persone dotate di empatia, elasticità e capacità organizzativa che siano interessate a questo percorso.

Ospedale Amico

Dall’incontro tra l’esperienza di vita di LEDHA e le risorse professionali e strutturali dell’Azienda Ospedaliera San Paolo di Milano, nel 2000 è nato il Progetto DAMA (Disabled Advanced Medical Assistance), divenuto negli anni seguenti un’unità operativa in grado di offrire una risposta rapida ai problemi medici e chirurgici di persone con grave disabilità, in particolare con deficit comunicativo.

Accanto a medici ed infermieri, dotati della necessaria esperienza, professionale e umana, nel modello DAMA sono presenti volontari formati per essere in grado di accogliere ed aiutare i genitori o chi accompagna la persona disabile a rapportarsi con l’ospedale. Figure professionali in grado di interpretare banali problemi di salute di persone disabili, che possono però essere acuiti dalla loro difficoltà di espressione.

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Il contratto “disciplina” i Medici

Le novità principali: Aumenti salariali, Rivalutazione dell’Indennità di esclusione e Sanzioni

Dalla censura scritta alla multa da 200 a 500 euro fino al licenziamento senza preavviso. Ma anche il reintegro sul posto in caso di ingiusto licenziamento. La riforma Brunetta del pubblico impiego irrompe a pieno titolo nel nuovo contratto dei medici pubblici e dei dirigenti non medici del SSN firmato nella notte tra lunedì e martedì dopo una maratona all’Aran. Sarà l’ultimo contratto siglato sul modello del 1993, il prossimo sarà triennale: quattro aree di contrattazione (oggi sono otto) e sanità accorpata alle regioni.

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Italia alla ricerca di 100.000 infermieri

Oggi l’Italia è il penultimo Paese in Europa per rapporto infermieri-abitanti (5,8 per mille), seguito solo dalla Grecia.

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Indispensabili, ma sempre più rari. Sono gli infermieri professionali: circa 350.000 in Italia, quasi il 10% di origine straniera. Un numero insufficiente, secondo l’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) che ne prevedrebbe altri 98.000 per essere in linea con gli standard europei. Per la Federazione nazionale Ipasvi (che riunisce i collegi infermieristici italiani), invece, all’appello ne mancherebbero 71.000. In ogni caso le cifre sono elevate. Una carenza ormai cronica che condiziona turni di lavoro e qualità dell’assistenza.

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Fisioterapia: sai in che mani ti metti?

Accanto a professionisti seri, purtroppo ci sono molti impostori

Sono circa un milione in Italia i “furbetti” a cui manca un titolo di abilitazione sanitaria alla professione. Il problema dell’abusivismo riguarda in particolar modo i fisioterapisti: infatti, su 50.000 abilitati ad esercitare la professione, ne esistono almeno altri 100.000 che praticano attività fisioterapiche in modo illegale. Anche logopedisti, igienisti e dietisti lamentano una situazione analoga.

Il problema è tutto italiano. Nel nostro Paese infatti, manca un Ordine che attesti serietà e qualità del professionista sanitario. La creazione di tale Ordine sarebbe utile anche per garantire corretti aggiornamenti e corsi di formazione indispensabili.

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La mobilitazione della Sanità

La mobilitazione è partita il 19 gennaio, con presidi e assemblee, per culminare il 9 marzo con una manifestazione nazionale a Roma


La mobilitazione è partita il 19 gennaio, con presidi e assemblee organizzate nei più importanti ospedali (Fondazione Policlinico di Milano, San Martino di Genova, San Camillo di Roma, Policlinico di Bari, Cardarelli di Napoli, Policlinico di Palermo) e continuerà con iniziative interregionali il 4 Febbraio a Napoli e il 16 a Milano, per culminare il 9 Marzo con una manifestazione nazionale a Roma e uno sciopero generale dei 115.000 operatori sanitari, previsto sempre nella prima decade di Marzo.

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