Cosa pensano gli italiani dei servizi sanitari in farmacia?
Da un sondaggio è emerso che il 64% dei cittadini non avrebbe problemi a recarsi in farmacia per usufruire di nuovi servizi, come prenotazione di esami e ritiro referti

Da un sondaggio effettuato dalla scuola di direzione aziendale dell’Università Bocconi di Milano e promossa dall’Ordine dei farmacisti italiani, è emerso che il 64% dei cittadini pensa di non avere alcun problema nel recarsi in farmacia per usufruire di eventuali nuovi servizi, come prenotazione di esami e ritiro di referti.
Lo studio, che ha l’obiettivo di identificare quali servizi la farmacia può scegliere di erogare a supporto del Ssn, mette in evidenza come il 70% dei cittadini non saprebbe quali servizi richiedere alla farmacia, mentre un italiano su cinque ha proposto prestazioni analoghe a quelle previste dal decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri il 2 ottobre scorso.
Il 9,1% degli italiani intervistati, infine, ha pensato a servizi diversi da quelli previsti dal Dl, primo fra tutti la vaccinazione.
Molti sono pure gli italiani che non esiterebbero a mettere mano al portafogli per accedere ai servizi al di fuori del Ssn. Oltre il 57,6% del campione intervistato ritiene che la prevenzione debba essere a pagamento. Lo stesso vale per prestazioni quali controlli di routine (55,8%); servizi infermieristici (55%) e assistenza domiciliare (53,4%).
I farmacisti, con questo, non intendono sostituirsi a medici o infermieri, anzi, ritengono che il percorso da compiere sia quello della collaborazione tra professionisti sanitari in funzione della centralità della persona a cui erogare i servizi.

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