Dall’ambulanza all’ospedale quei cuori salvati online
Venticinque cardiologi e ventuno operatori, collegati notte e giorno con il 118. E’ la rete, prima in Europa, che ha portato la Puglia a livelli di eccellenza nel trattamento delle cardiopatie.

Il servizio nasce ad ottobre 2004 nell´ambito del Progetto Leonardo, gestito in partnership pubblico-privata, con l´obiettivo di «migliorare la qualitá e l´efficacia dell´assistenza sanitaria, coniugando l´esigenza di salute e di qualitá della vita del paziente con i vincoli di sostenibilitá economica.
In concreto, accade che se il cittadino lamenta un improvviso malore e chiama il 118, questi, sulla base delle informazioni raccolte, invia l´unitá di soccorso equipaggiata per la telecardiologia. Al paziente viene fatto un elettrocardiogramma con un cardiotelefono e viene trasmesso ad una centrale operativa, dove il cardiologo analizza, referta e fornisce, seduta stante, la consulenza necessaria all´operatore intervenuto. Tempo previsto dall´esame al responso: 5 minuti. In questo modo, si puó agire piú tempestivamente in caso di patologia cardiaca grave, mentre, in caso contrario, si evita un ricovero inutile.
I NUMERI
Quello della Puglia è il primo Servizio sanitario regionale italiano ad utilizzare la telecardiologia in modo sistematico nelle emergenze ed in 5 anni ha realizzato il record europeo di prestazioni in emergenza superando quota duecentomila. Grazie all’azione tempestiva dei mezzi del 118 e al servizio di teleassistenza, presente per la prima volta in Italia su tutte le ambulanze di una intera regione, è stato possibile evitare 163.154 ricoveri impropri. Salvavita invece 36.846 interventi che hanno consentito la diagnosi in loco di infarti, patologie ischemiche e aritmie importanti. In soli due minuti la telecardiologia permette la registrazione dell’ecg, la consulenza e l’indicazione della terapia necessaria.
IL TEMPO E’ VITA
A spiegarlo è il professor Gianfranco Antonelli, direttore della Cardiologia del Policlinico di Bari, dicendo che in caso di infarto acuto al miocardio o per tutte le sindromi coronariche, le aritmie ventricolari gravi ed emodinamicamente instabili bisogna intervenire entro un’ora, altrimenti il paziente subisce uno scompenso cardiaco, con conseguenza per il paziente all’assunzione a vita di farmaci e a continui ricoveri.
DUE ESEMPI DI VITE SALVATE GRAZIE AL TELESOCCORSO
Il telefono suona ogni cinque minuti, in media arrivano 240 chiamate al giorno alla centrale di telecardiologia di Bari. La prima richiesta di intervento arriva alle cinque del mattino da un’ambulanza del 118 di Lecce: il paziente è un uomo di 82 anni, febbre alta, sudorazione profusa e nausea, nella sua storia clinica ci sono tre casi di infarto. In 50 secondi il medico a bordo del mezzo registra l’elettrocardiogramma con il cardiovox P12, un apparecchio che permette di trasmettere telefonicamente l’esame. Altri 50 secondi per l’invio del tracciato che viene visualizzato sul computer della centrale. A quel punto interviene il cardiologo di turno che analizza e referta il tracciato fornendo in tempo reale un consulto specialistico. Sono trascorsi appena due minuti. La diagnosi in questo caso è semplice: infarto miocardico acuto. Il paziente viene subito portato all’unità coronarica dell’ospedale più vicino bypassando il pronto soccorso. Grazie alla rete per l’infarto al miocardio presente in Puglia, il reparto viene allertato per accogliere il malato. E’ la prima vita salvata del giorno.
Il secondo caso grave arriva alle otto. A chiamare sono gli operatori del 118 di Bari, il paziente ha 60 anni e presenta battito cardiaco accelerato e senzazioni di mancamento. L’elettrocardiogramma dice che si tratta di tachicardia ventricolare che può portare a dilatazione del cuore e morte improvvisa. La diagnosi tempestiva è fondamentale. Il cardiologo della centrale risponde al telefono e, senza esitare, detta le istruzioni: effettuare immediatamente in ambulanza la defibrillazione e trasportare l’uomo al reparto di cardiologia d’urgenza del Policlinico. In diciotto minuti è già lì per l’intervento di cardioversione necessario a far passare l’aritmia persistente.
Questi sono solo due casi che si sono verificati durante un lunedì qualunque. Fino a sera arrivano in tutto 280 chiamate. Sono 25 in tutto le lineee attive nella sede di Cardio On Line Europe, 21 le postazioni a cui si alternano 22 operatori specializzati e 25 cardiologi. La struttura è collegata con l’intera rete pugliese di 164 ambulanze del servizio 118, con i 27 punti strategici di primo soccorso, i 33 di primo intervento estivo, le 12 automediche e l’unica moto d’acqua dislocati in tutta la regione.
La Puglia è riuscita così ad abbattere del cinquanta per cento gli indici di mortalità coronarica, salvando 37mila vite ed evitando ricoveri impropri con forti ricadute sociali ed economiche.
Fonte: Francesca Russi
la Repubblica
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