La vittima è adesso in una comunità protetta, i famigliari portati a molti km da casa per evitare le ritorsioni dei nomadi.

Il disabile minacciato con il fuoco mentre corre sul tapis roulant (Antennatre)

Il disabile minacciato con il fuoco mentre corre sul tapis roulant (Antennatre)

I quattro sono stati arrestati, nel gennaio del 2009, dopo la confidenza del fratello fatta ad un avvocato che si è poi rivolto ai carabinieri di Montebelluna.

Il ragazzo trendaduenne, che  aveva rifiutato inizialmente di sporgere denuncia per paura di essere ucciso, era infatti stato avvisato da un barista che aveva scorto le immagini che Devis Derlesi, 24 anni, e i due fratelli Manolo e Gesuè Innocenti, 32 e 28 anni, questi i nomi dei tre aguzzini, mostravano al bar agli amici, vantandosene.

Avevano ripreso le sevizie che hanno  praticato per giorni interi, al ragazzo dalle ridotte capacità psichiche, in un garage di loro proprietà. Sevizie anche con animali e giochi sessuali, proiettate in aula alcuni giorni fa e resi pubblici per la prima volta da Antennatre.

In una di queste si vede il ragazzo che corre, corre e non ha più fiato su quel tapis roulant. Non guarda mai indietro. Improvvisa, una fiammata lo colpisce alla schiena. Per un attimo, pantaloni e maglione prendono fuoco. Poi si spengono. Ma lui non ci fa caso. Non può fermarsi. Passa ancora qualche secondo. E allora si capisce da dove esce quella fiammata: qualcuno fa scoccare la scintilla di un accendino sullo spruzzo di una bomboletta spray.
http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2010/15-gennaio-2010/seviziato-tre-giostrai-c-video-torture-1602292876737.shtml

Una storia terribile, liquidata dalla fidanzata di uno dei tre, ribadendo in udienza che, secondo lei,  «quelli erano solo scherzi, forse pesanti, fatti tra amici».

Il giovane disabile è adesso in una comunità protetta. Il padre e il fratello, invece, sono tutelati in un appartamento a molti chilometri dalla loro casa, nel Montebellunese, in un luogo dove i giostrai che li hanno umiliati e picchiati non possano trovarli per vendicarsi.

Vogliamo chiudere la cronaca di questa triste storia di degrado, che aumenta col passare dei giorni, riportando l’appello dell’avvocato Pierluigi Sovernigo: «Se qualche azienda ha un lavoro da proporre, è il benvenuto. Ormai i familiari di quel povero giovane non hanno più soldi, sono stati abbandonati dai servizi sociali e temono costantemente le ritorsioni dei nomadi».