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	<title>Lavoro Salute Blog</title>
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	<description>Lo spazio dedicato all&#039;informazione sul lavoro nel mondo della salute</description>
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		<title>Terapia assistita con animali: una opzione importante di medicina complementare</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 14:01:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavorosalute</dc:creator>
				<category><![CDATA[Operatori Sanitari]]></category>
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		<description><![CDATA[In America negli ultimi dieci anni, un numero sempre maggiore di ospedali offrono medicina complementare e alternativa (CAM), rispondendo alla domanda sempre più frequente di americani che richiedono trattamenti al di fuori dei servizi sanitari tradizionali. Secondo l&#8217;indagine annuale della American Hospital Association, il numero di ospedali che offrono servizi CAM è più che raddoppiato, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://newsblog.lavorosalute.it/wp-content/uploads/images26.jpeg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2273" title="images" src="http://newsblog.lavorosalute.it/wp-content/uploads/images26-150x150.jpg" alt="" width="170" height="170" /></a><br />
In America negli  ultimi dieci anni, un numero sempre maggiore di ospedali offrono <strong>medicina complementare e alternativa (CAM)</strong>, rispondendo alla domanda sempre più frequente di americani che richiedono trattamenti al di fuori dei servizi  sanitari tradizionali.</p>
<p>Secondo  l&#8217;indagine annuale della American Hospital Association,  il numero di ospedali che offrono servizi CAM è più che raddoppiato, dal  7,9 per cento nel 1998 al 19,8 percento nel 2006.</p>
<p>Di recente è stato presentato un sondaggio effettuato dal Forum Salute sulla  Complementary and Alternative Medicine negli ospedali ed è risultato che in  regime di ricovero, <strong>le migliori offerte riguardano l&#8217; Animal Assisted  Therapy (46 per cento)</strong>, massaggi (40 per cento) e musica/arte terapia (30 per cento).</p>
<p>La domanda di AAT negli ospedali, case di cura ecc.  continua però ad essere maggiore rispetto al numero di team formati per svolgere con competenza questo lavoro.</p>
<p><span id="more-2264"></span><span style="color: #ff0000;"></span>Il Professore Lin Buettner (UNCG Therapeutic Recreation Therapy and Gerontology), propone un week-end lungo alla Delta Society Pet Partners per seguire un corso, almeno una volta a semestre, a studenti, personale e membri della comunità.</p>
<p><strong><a href="http://www.lavorosalute.it/pet_day.aspx" target="_blank">Il  corso</a> prepara i futuri professionisti del settore sanitario ad operare con le tecniche necessarie per lavorare con un  animale domestico in strutture mediche specializzate.</strong> &#8220;E &#8216;il legame tra il gestore e l&#8217;animale che rende proficuo il lavoro di terapia&#8221; dice Buettner, che ha  addestrato e testato più di 100 team (conduttori e animali da  compagnia di tutti i tipi) da quando è arrivato a NC nel 2008.<br />
Inoltre la UNCG  sta implementando un corso di Animal Assisted Therapy, e un  certificato in AAT, per contribuire a soddisfare la domanda nella  regione.</p>
<p>Il Dr.  Buettner ha anche attivato:<br />
- un programma continuo di ricerca che utilizza la  terapia assistita degli animali nelle case di cura in zone  rurali, per aumentare  le opportunità sociali e di movimento<br />
- un programma all&#8217;interno del centro di salute comportamentale per adolescenti<br />
- un programma che utilizza la terapia assistita con gli  animali per prevenire il delirio in adulti più anziani che sono ricoverati in ospedale.</p>
<p>&#8220;La  mia passione&#8221;, dice il Professore Buettner, &#8220;è trovare approcci non farmacologici per aiutare le  persone più vulnerabili a rimanere attivi e per migliorare la loro qualità  della vita&#8221;.</p>
<p><strong>Anche in Italia iniziano ad essere sempre più presente interessanti <a href="http://www.lavorosalute.it/pet_day.aspx" target="_blank">corsi di pet therapy</a>.<br />
Ne consigliamo uno che si terrà a Salò (BS) il 28 e 29 giugno 2012 con i migliori esperti in Italia in questo campo:<br />
Dott. Roberto Marchesini; Dott. Maddalena Wehger; Dott. Danièle Nicolas Citterio; Gigi Ferraresi</strong></p>
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		<title>Corso ECM: avvicinamento alla Pet Therapy</title>
		<link>http://newsblog.lavorosalute.it/corso-ecm-avvicinamento-alla-pet-therapy/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 14:05:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavorosalute</dc:creator>
				<category><![CDATA[ANNUNCI IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[Operatori Sanitari]]></category>
		<category><![CDATA[A.-T.A.A.]]></category>
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		<category><![CDATA[Zooantropologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Con il termine pet therapy (in italiano, zooterapia) s&#8217;intende, generalmente, una terapia dolce, basata sull&#8217;interazione uomo-animale Si tratta di una terapia che integra, rafforza e coadiuva le tradizionali terapie e può essere impiegata su pazienti affetti da differenti patologie con obiettivi di miglioramento comportamentale, fisico, cognitivo, psicosociale e psicologico-emotivo. La pet therapy non è quindi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Con il termine pet therapy (in italiano, zooterapia) s&#8217;intende, generalmente, una terapia dolce, basata sull&#8217;interazione uomo-animale</h3>
<p><a href="http://newsblog.lavorosalute.it/wp-content/uploads/logo-convegno1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2259" title="logo convegno1" src="http://newsblog.lavorosalute.it/wp-content/uploads/logo-convegno1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Si tratta di una terapia che integra, rafforza e coadiuva le tradizionali terapie e può essere impiegata su pazienti affetti da differenti patologie con obiettivi di miglioramento comportamentale, fisico, cognitivo, psicosociale e psicologico-emotivo.</p>
<p>La <strong>pet therapy</strong> non è quindi una terapia a sé stante, ma una co-terapia che affianca una terapia tradizionale in corso. Lo scopo di queste co-terapie è quello di facilitare l&#8217;approccio medico e terapeutico delle varie figure mediche e riabilitative soprattutto nei casi in cui il paziente non dimostra collaborazione spontanea. La presenza di un animale permette in molti casi di consolidare un rapporto emotivo con il paziente e, tramite questo rapporto, stabilire sia un canale di comunicazione paziente-animale-medico sia stimolare la partecipazione attiva del paziente.</p>
<p>Il corso &#8220;Noi e loro: avvicinamento alla pet therapy&#8221; organizzato da <strong><a href="http://www.equpark.it" target="_blank">Equipark</a></strong> e <strong><a href="http://www.lavorosalute.it" target="_blank">LavoroSalute.it</a></strong> il <strong>28 e il 29 giugno 2012</strong>, vuole offrire la possibilità di conoscere meglio le <strong>A.-T.A.A.</strong>, acquisendo conoscenze teoriche sulle potenzialità della relazione  uomo animale e conoscenze pratiche  su i principali animali  coinvolti (<strong>cavalli, asini, cani</strong>) e sulla realizzazione di <strong>percorsi terapeutici e assistiti</strong>. Tra gli argomenti del corso: le conoscenze teoriche e applicate della materia  presa in esame (dai fondamenti teorici ai metodi applicativi, fino ad  illustrare le basi della pianificazione-progettazione degli interventi);  l&#8217;approccio metodologico per costruire una relazione equilibrata (e rispettosa) con l’animale/compagno di lavoro.</p>
<p><span id="more-2253"></span></p>
<p>I Relatori saranno:<br />
Dott.<strong> Roberto Marchesini</strong><br />
Autore di best seller nel campo della cinofilia, insegna Etologia in diversi atenei. Ha fondato la Zooantropologia, che trova applicazione nella Scuola di Interazione Uomo Animale di cui Marchesini è fondatore e direttore<br />
Dott. <strong>Maddalena Wehger</strong><br />
Presidente dell’Associazione “Un asino per amico” – laureta in scienze naturali, referee per operator in Zooantropologia didattica e assistenziale<br />
Dott. <strong>Danièle Nicolas Citterio</strong><br />
Presidente A.N.I.R.E. – specializzazione in medicina riabilitativa, psicologa, docente facoltà di medicina e chirurgia università di Brescia, che stabilisce idoneità alla riabilitazione equestre<br />
Dott. <strong>Gigi Ferraresi</strong><br />
Educatore cinofilo professionista e Conduttore di animali in progetti di Attività e Terapie Assistite dagli Animali (Pet Therapy). Apre a  Bergamo il 1° Centro di Attività Cinofile e Terapie Assistite Oliverdream a Cologno al Serio (Bg)</p>
<p>Il corso (in corso di accreditamento ECM)  ha come destinatari  30 tra personale medico, paramedico,  socio-assistenziale  ed educativo che opera nel settore psichiatrico, neuropsichiatrico,  riabilitativo, educativo ed assistenziale.</p>
<p>Per iscrizioni e maggiori dettagli <a href="http://www.lavorosalute.it/pet_day.aspx" target="_blank">www.lavorosalute.it</a></p>
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		<title>Affidarsi al web per reperire un operatore sanitario a domicilio?</title>
		<link>http://newsblog.lavorosalute.it/affidarsi-al-web-per-reperire-un-operatore-sanitario-a-domicilio/</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 14:21:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavorosalute</dc:creator>
				<category><![CDATA[Operatori Sanitari]]></category>
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		<category><![CDATA[assistenti domiciliari]]></category>
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		<description><![CDATA[Le nostre sfere personali, (amici, familiari, colleghi, ecc) hanno da sempre influenzate i nostri acquisti Ma con l&#8217;avvento del Web 2.0 e dei social media, la dimensione e la portata di quelle sfere si è drasticamente ridimensionata. Quello che il Web, e più in particolare i social media, hanno fatto è stato di allargare drammaticamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Le nostre sfere personali, (amici, familiari, colleghi, ecc) hanno da sempre influenzate i nostri acquisti</h3>
<p><strong><a href="http://newsblog.lavorosalute.it/wp-content/uploads/nonni-internet.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2247" title="nonni internet" src="http://newsblog.lavorosalute.it/wp-content/uploads/nonni-internet.jpg" alt="" width="225" height="225" /></a><br />
Ma con l&#8217;avvento del Web 2.0 e dei social media, la dimensione e la portata di quelle sfere si è drasticamente ridimensionata.</strong><br />
Quello che il Web, e più in particolare i social media, hanno fatto è stato di allargare drammaticamente quella sfera di contatti a cui ci affidiamo molto spesso prima di fare un acquisto, per essere certi che ciò che andiamo a comprare sia effettivamente un prodotto di valore.</p>
<p>Grazie all&#8217;accesso e all&#8217;abbondanza di informazioni, e alla democratizzazione delle stesse su qualsiasi argomento e categoria business, che noi possiamo trovare sul web in forum, articoli, blog, non ci troviamo più ad essere vincolati dai limiti che le nostre reti personali danno. <strong>Il nostro accesso alle informazioni e conoscenze tra pari è quasi illimitata.</strong> I consumatori hanno più che mai una maggiore conoscenza nei loro processi decisionali, per questo hanno una maggiore influenza nel modo in cui prodotti e servizi vengono forniti. <strong>La conversazione tra i vari consumatori, attraverso il web, è diventata una parte importante nel ciclo del processo decisionale</strong>, così come la trasparenza aziendale dell&#8217;azienda produttrice e il loro modello di business.<br />
<span id="more-2245"></span>Mentre molte organizzazioni sanitarie sono stati i primi ad adottare i social media, <strong>il settore delle cure a casa nel suo complesso è ancora molti passi indietro</strong>.<br />
Questo attendere e vedere l&#8217;approccio probabilmente affonda le sue radici nel fatto che nell&#8217;assistenza domiciliare, tutto il processo decisionale, su come e quale professionista contattare, è sempre girato per l&#8217;appunto attorno all&#8217;influenza che la nostra sfera personale di conoscenza può suggerire, più che dalla professionalità che colui che offre il proprio servizio nell&#8217;assistenza domiciliare, può dimostrare. <strong>Si dà maggiore importanza al fatto che una risorsa venga consigliata da uno stretto conoscente, che non al curriculum e competenze che questa risorsa può dimostrare di avere.</strong></p>
<p><strong>Da uno studio svolto in America da Walker Marketing, Inc.</strong>, si è potuto notare come ci siano stati negli ultimi 12, 18 mesi dei sottili cambiamenti e un inizio di apertura nel ricercare di informazioni utili sul web, che riguardano l&#8217;assistenza e cure a domicilio, anche da persone attorno ai 50-60 anni, spostando così l&#8217;equilibrio del potere di influenza decisionale.</p>
<p>Per supportare o confutare questa teoria, Walker Marketing ha cercato di individuare le tendenze di utilizzo del Web tra gli operatori sanitari e di determinare in particolare se <strong>l&#8217;emergere di nuovo piattaforme Web di social media siano in grado di influenzare decisioni a lungo termine sulla cura da fare.</strong><br />
Questo studio quantitativo on-line è stato fatto su operatori sanitari che hanno curato un familiare negli ultimi 12 mesi e i dati sono stati raccolti su 210 questionari compilati.</p>
<p>Lo scopo dello studio è stato quello di <strong>comprendere meglio le tendenze generali di utilizzo che fanno del Web coloro che assistono un malato,</strong> in questo caso in particolare il rapporto tra il familiare che cura e il web, durante il processo decisionale  nella cura domiciliare. Gli intervistati sono stati scelti tra persona  geograficamente di vari territori e finanziariamente vari, con la maggior parte dei redditi che rientrano tra i $ 30.000 ei $ 50.000 all&#8217;anno.</p>
<p><strong>Risultati: incremento della profondità di utilizzo del Web</strong><br />
Diversi studi che sono stati condotti nel corso degli ultimi anni innanzi tutto, convalidano il fatto che <strong>gli anziani sono sempre più a loro agio con il web. </strong>Adulti di età maggiore ai 50 anni, sono diventati più abili non solo nell&#8217;utilizzo delle piattaforme digitali quali motori di ricerca, ma anche nel partecipare attivamente alle conversazioni on-line.<br />
Secondo un rapporto del Pew Research, <strong>l&#8217;uso di social networking tra gli utenti Internet di età maggiore dei 50 anni, è quasi raddoppiata</strong>, dal 22 per cento ad aprile 2009 al 42 per cento nel maggio 2010 e molti utenti americani tra i 50-64 anni si affidano a piattaforme di social networking per gestire le loro comunicazioni quotidiane e trovare le informazioni che a loro interessano.<br />
I risultati di Walker Marketing, nel contesto della sanità, dimostrano che <strong>il 92 per cento di coloro che si occupa di assistenza domiciliare, considera il Web una fonte &#8220;molto preziosa&#8221; o &#8220;abbastanza importante&#8221; per le informazioni sanitarie e il 65 per cento di queste persone sono attive e leggono siti di notizie o blog.</strong></p>
<p>Di maggiore rilevanza per il settore dell&#8217;assistenza domiciliare, il 61 per cento degli intervistati che hanno utilizzato servizi di assistenza domiciliare in passato si sono mostrati essere più disponibili al dialogo con altri operatori sanitari in forum online. Inoltre, <strong>il 53 per cento degli intervistati che hanno utilizzato servizi di assistenza domiciliare in passato ha indicato di utilizzare il Web sia su base settimanale o mensile, per trovare informazioni che siano direttamente correlate ai professionisti che offrono assistenza domiciliare.</strong></p>
<p><strong>Insomma, in America, coloro che cercano un professionista che possa offrire assistenza domiciliare, lo cercano con sempre maggiore frequenza affidandosi al web.</strong></p>
<p><strong>Risultati: cambiamento nel processo decisionale</strong><br />
L&#8217;intento dello studio svolto da Walker Marketing, era di prendere un punto di vista macro del processo decisionale del ciclo a lungo termine. Si è giunti alla conclusione che, i siti web sanitari, in generale sono considerati altamente credibili da parte di operatori sanitari, e da parte di chi cerca un operatore sanitario per la propria assistenza.<br />
Inoltre, <strong>il 78 per cento degli intervistati ha indicato che, mentre continuano a contare sul medico per le raccomandazioni sulla necessità e tipologia di cure, si sarebbero invece occupati da soli di prendere informazioni riguardo attraverso quali canila affidarsi per reperire risorse di qualità per la propria assistenza a domicilio, e tutto questo, attraverso il web e non al semplice passaparola familiare.</strong></p>
<p>La maggiore influenza e credibilità che il canale digitale inizia ad avere anche nel settore sanitario, può essere attribuito alla crescita dei canali di social media e dal valore che gli individui ne danno, con le loro raccomandazioni ed esperienze personali, così come dall&#8217;aumento nei siti, di contenuti che non vanno direttamente o indirettamente a pubblicizzare marchi, e che si propongono di essere semplicemente un preziosa fonte di informazioni.</p>
<p>In America dunque, anche <strong>gli operatori sanitari e gli utenti che necessitano assistenza a domicilio, si stanno rivolgendo con maggiore fiducia e sempre più frequenza al web, consultando portali specializzati, blog e forum, sia per la ricerca di informazioni sia per la ricerca di professionisti</strong>, non limitandosi più ad utilizzare soltanto il solo passaparola tra  amici e conoscenti, che certamente rimane ancora affidabile, ma che di certo limita e  rallenta molto spesso la ricerca del professionista di cui si ha  bisogno.</p>
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		<title>Claudio, un infermiere flessibile</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 08:53:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavorosalute</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti e Testimonianze]]></category>
		<category><![CDATA[Operatori Sanitari]]></category>

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		<description><![CDATA[Infermiere da una decina anni, ha lavorato con cooperative e agenzie, trasferendo la sua famiglia se necessario. E adesso non vedendo altri sbocchi, spera di riuscire a lavorare all&#8217;estero Claudio ha frequentato il corso d&#8217;infermiere a Roma con il vecchio ordinamento regionale, l&#8217;ultimo che si è tenuto per la Regione Lazio, alla fine degli anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Infermiere da una decina anni, ha lavorato con cooperative e agenzie, trasferendo la sua famiglia se necessario. E adesso non vedendo altri sbocchi, spera di riuscire a lavorare all&#8217;estero</h3>
<p><a href="http://newsblog.lavorosalute.it/wp-content/uploads/24db777.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2237" title="24db777" src="http://newsblog.lavorosalute.it/wp-content/uploads/24db777.jpg" alt="" width="215" height="215" /></a><br />
Claudio ha frequentato il corso d&#8217;infermiere a Roma con il vecchio ordinamento regionale, l&#8217;ultimo che si è tenuto per la Regione Lazio, alla fine degli anni novanta.</p>
<p>Dopo il perseguimento del diploma, il passaggio alla vita lavorativa non è avvenuto subito, ha dovuto aspettare quasi un anno. Il primo lavoro come infermiere è stato con una cooperativa di Roma che seguiva ragazzi con problemi d&#8217;insufficienza mentale. In questo caso è stata la cooperativa stessa che si era rivolta alla scuola infermieri che aveva frequentato per avere alcuni nominativi. L’esperienza non è durata molto in quanto cercavano del personale che avesse anche delle competenze in ambito educativo.</p>
<p>La sua esperienza con le agenzie di somministrazione (ex interinali) inizia nel 2008, quando lavora per Obiettivo Lavoro per sei mesi.  Oltre al lavoro l’agenzia tratteneva dalla busta paga l&#8217;affitto e il costo dei servizi dell&#8217;appartamento dove Claudio viveva con lamoglie. L’esperienza è stata positiva, soprattutto per la puntualità nei pagamenti. Per motivi familiari infatti ha cambiato spesso città ed ogni volta è stato un ricominciare tutto d&#8217;accapo, non solo per la ricerca del lavoro, ma anche per la situazione abitativa, che in questo caso gli è stato fornito dall&#8217;agenzia.</p>
<p>Essendo un lavoratore flessibile Claudio ha avuto esperieze di lavoro anche all’interno di cooperative, sia con contratti di collaborazione (co.co.co) che come dipendente, non trovando differenze sostanziali.</p>
<p><span id="more-2236"></span></p>
<p>L’aspirazione di Claudio è sempre stata quella di lavorare in contesti non troppo stressanti:  case di riposo, attività nel territorio, alcune Residenze sanitarie, nessuna importanza che fossero pubbliche o private. Si è quasi sempre ritrovato a lavorare nei reparti di medicina generale o specialisticha.</p>
<p>Secondo Claudio non esiste il lavoro perfetto, perché molto dipende dai colleghi che ti trovi e nel buono o cattivo rapporto di collaborazione che si crea. Vorrebbe trovare un lavoro da svolgere sul territorio, oppure in una casa di riposo. A livello contrattuale, ovviamente,  preferirebbe il contratto a tempo indeterminato, anche se ai tempi attuali è consapevole che possa essere una chimera.</p>
<p>Attualmente lavora in un ospedale pubblico di Roma per conto di un&#8217;agenzia di lavoro con un contratto a tempo determinato. Spera che il contratto venga rinnovato, in quanto “attualmente non è facile trovare un&#8217;altra opportunità lavorativa come infermiere, a quarantatre anni di età”.<br />
Claudio è disponibile a trasferirsi in altre regioni, è automunito e ha un’esperienza pluriennale eppure non riceve nessuna proposta di lavoro.<br />
“Sono tentato per l&#8217;estero.. anche se questo mi spaventa un pò per mia moglie, che non conoscendo le lingue, può tendere ad isolarsi in casa. Ditemi voi cosa si può fare per poter vivere nella flessibilità in una nazione come la nostra, dove la flessibilità mi sembra solo in uscita dall&#8217;azienda.. &#8220;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Medico, Infermiere, Fisioterapista: lavorare in Germania</title>
		<link>http://newsblog.lavorosalute.it/medico-infermiere-fisioterapista-lavorare-in-germania/</link>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2012 14:18:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavorosalute</dc:creator>
				<category><![CDATA[Operatori Sanitari]]></category>
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		<category><![CDATA[germania]]></category>
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		<category><![CDATA[medico]]></category>
		<category><![CDATA[tedesco]]></category>

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		<description><![CDATA[Lavorare all&#8217;estero, in questo caso in Germania, può essere una scelta di vita dettata dalla voglia di crescita oppure da necessità, cerchiamo in ogni caso di formire informazioni utili Il riconoscimento degli titoli di studio in Germania per tutte le specialità Medici, Infermieri, Fisioterapisti varia nei diversi Länder (le Regioni tedesche) Chi ha acquisito una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Lavorare all&#8217;estero, in questo caso in Germania, può essere una scelta di vita dettata dalla voglia di crescita oppure da necessità, cerchiamo in ogni caso di formire informazioni utili</h3>
<p><img class="alignleft" src="http://infermierinprogress.files.wordpress.com/2011/04/germania_01.jpg" alt="" width="250" height="187" /><br />
Il riconoscimento degli titoli di studio in Germania per tutte le specialità <strong>Medici, Infermieri, Fisioterapisti</strong> varia nei diversi <strong>Länder</strong> (le Regioni tedesche)<br />
Chi ha acquisito una qualifica professionale in Italia che permette di svolgere un certo lavoro in loco, normalmente vorrà svolgere questo lavoro anche dopo il trasferimento in Germania.<br />
Se la professione è regolamentata in Germania, se quindi il Governo federale o i Governi dei Länder hanno emanato delle<strong> prescrizioni precise per l&#8217;ammissione a questa professione e per l&#8217;esercizio di essa</strong>, allora esiste una procedura di riconoscimento formale.<br />
L`esercizio di una professione regolamentata in Germania è possibile soltanto con un riconoscimento da parte di un`autorità. <strong>Le competenze concrete delle autorità dipendono dalla città di residenza in Germania</strong>. Quindi bisogna sapere qual’è prima di poter iniziare la procedura di riconoscimento.</p>
<p><strong>Requisito fondamentale</strong> in quasi ogni Länder? <strong>Un livello di lingua minimo, tendenzialmente B2</strong></p>
<p><span id="more-2227"></span></p>
<p>Procedura generica:<br />
<strong>Iscrizione all&#8217;ordine dei medici</strong>, per fare questo ti serve il documento di laurea, l´esame di stato, un documento che si chiama cerificato di good standing dal ministero della salute, un certificato di nascita e relative traduzioni.<br />
Per il <strong>riconoscimento della specialità</strong> è necessario richiederlo sempre all´ordine dei medici locale e portare un certificato di conformità europea, rilasciato sempre dal nostro ministero della salute, ufficio VII risorse umane e, ovviamente, il titolo di specialità con relativa traduzione.<br />
Solitamente bisogna anche chedere al ministero della salute tedesco l´<strong>Approbation</strong>, che praticamente é il <strong>permesso di lavorare come medico</strong> ( un po&#8217; come l&#8217;esame di stato).<br />
La cosa migliore è recarsi all&#8217;ufficio regionale dove richiede l&#8217;Approbation dove consegnano un vademecum che riporta tutti i documenti che bisogna presentare per ottenere questa Approbation appunto (requisito fondamentale scritto in grassetto Livello B2 della lingua tedesca)<br />
Dettaglio importante: l&#8217;assunzione in Germania è per colloquio</p>
<p><a href="http://www.lavorosalute.it/med_inf_fisio_Germ.aspx" target="_blank">Qui</a> puoi trovare una serie di link importanti</p>
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		<title>5 esempi su come fare Social Media Marketing in Sanità</title>
		<link>http://newsblog.lavorosalute.it/5-modi-dicome-fare-social-media-marketing-in-sanita/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Mar 2012 14:39:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavorosalute</dc:creator>
				<category><![CDATA[Operatori Sanitari]]></category>
		<category><![CDATA[health care marketing]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; più che mai essenziale per gli ospedali e operatori sanitari includere anche i social media nel loro marketing mix sanitario La prova è nei numeri: in America il 34% dei consumatori utilizza i social media per cercare informazioni sulla salute, secondo i dati della ricerca, da come Ricerche America: salute e benessere. Mentre è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>E&#8217; più che mai essenziale per gli ospedali e operatori sanitari includere anche i social media nel loro marketing mix sanitario</h3>
<p><a href="http://newsblog.lavorosalute.it/wp-content/uploads/images25.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-2217" title="images" src="http://newsblog.lavorosalute.it/wp-content/uploads/images25.jpeg" alt="" width="290" height="174" /></a><br />
La prova è nei numeri: <strong>in America il 34% dei consumatori utilizza i social media per cercare informazioni sulla salute</strong>, secondo i dati della ricerca, da come Ricerche America: salute e benessere.</p>
<p>Mentre è facile individuare la domanda, <strong>molti marketers sanitari non sono esattamente sicuri di come potrebbero sfruttare il web sociale per raggiungere gli obiettivi di business</strong>.<br />
Per aiutare a capire le possibili applicazioni, prendiamo in considerazione questi cinque esempi di come il web sociale sia in grado di lavorare per gli ospedali e gli altri utenti del settore sanitario:<br />
<span id="more-2216"></span><br />
<strong>1. Procedure di Tweet in diretta</strong><br />
L&#8217;anno scorso, canali di social media hanno contribuito a aprire un settore dell&#8217;assistenza sanitaria in precedenza disponibile solo per pochi eletti: la sala operatoria.</p>
<p>Nel febbraio scorso, Henry Ford Hospital è diventato uno dei primi ospedali ad aprire ad una procedura di Tweet in diretta da una sala operatoria. Medici, studenti di medicina e curiosi personale non medico hanno seguito attraverso brevi aggiornamenti via Twitter l&#8217;intera operazione svoltasi per rimuovere un tumore canceroso.</p>
<p>Questa tattica di marketing sanitario può effettivamente creare entusiasmo e sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica. Nel caso della procedura di Henry Ford, Twitter, tra i re-tweet dei messaggi che uscivano dalla sala operatoria dilll&#8217;Henry ford hospital e i pensieri che gli utenti twittavano commentando l&#8217;operazione stessa, è stato in gran fermento creando un buzz incredibile in grado di richiamare pazienti e operatori sanitari.</p>
<p><strong>2. Formazione del personale medico</strong><br />
Alcune organizzazioni sanitarie stanno iniziando a riconoscere il potenziale impatto di sfruttare canali di social media per completare le iniziative di formazione. Il Mayo Clinic Social Media Manager Lee Aase, per esempio, ha incorporato di recente, i social media in una presentazione di formazione, per i capitoli locali della American Heart Association. Durante la presentazione, Aase ha sfruttato Twitter per incoraggiare i partecipanti a contribuire alla discussione con il hashtag # AHAchat.</p>
<p><strong>L&#8217; utilizzo dei social media in iniziative di formazione sanitaria, può fornire molteplici vantaggi, tra cui:</strong></p>
<p>- Mettere a disposizione, durante il periodo di formazione, un forum che consenta di chiedere informazioni e ricevere risposte in fretta</p>
<p>- Fare in modo che venga data la possibilità ai tirocinanti di capire immediatamente attraverso un feddback dato da supervisori, se hanno appreso nel modo giusto, un concetto studiato</p>
<p>- Consentire alle organizzazioni di integrare gli sforzi di marketing della salute attraverso la condivisione di slideshow, video o immagini di sessioni di formazione su siti sociali come YouTube o Flickr</p>
<p><strong>3. Reach Mass Media</strong><br />
Il 70% dei giornalisti ora utilizzare i social network per assistere reporting, rispetto al 41% dell&#8217;anno precedente. Con numeri così elevati, ha senso ancor di più per i marketer sanitari, sfruttare canali di social media al fine di ottenere una copertura dai media mainstream e pubblicazioni di settore.</p>
<p>Come parte degli sforzi di marketing sanitario, le organizzazioni possono utilizzare canali di social media &#8211; tra cui blog, forum e microblog &#8211; attraverso cui condividere storie di successo di ordinarie operazioni o trattamenti, riguardo passi avanti fatti dalla ricerca medica o altri risultati significativi.<br />
Ad esempio, quando Aurora Health Care nel mese di aprile ha seguito anche attraverso Twitter passo passo un&#8217;operazione al ginocchio , ha ricevuto notevole attenzione dei media, sia dai media mainstream, che attraverso pubblicazioni di settore, tra cui Good Morning America, la locale radio pubblica di Milwaukee e la gestione Magazine Hospital.</p>
<p><strong>4. Comunicare in tempi di crisi</strong><br />
In caso di catastrofe &#8211; che si tratti di un diluvio, un terremoto o un attentato terroristico &#8211; ospedali e operatori sanitari sono al centro di tutto.<br />
Gli operatori sanitari possono utilizzare social media network per fornire aggiornamenti in tempo reale sia per coloro che sono direttamente colpiti dalla crisi e sia per chi guarda da lontano.</p>
<p>A novembre, Steven Widman di Scott &amp; White Healthcare &#8211; uno degli ospedali che curava le vittime dell&#8217;attacco di Fort Hood, ha usato Twitter per fornire news. Attraverso Twitter, Widman ha fornito aggiornamenti in materia di accesso al pronto soccorso e il funzionamento dell&#8217;ospedale, ha re-twittato notizie dalla Croce Rossa e comunicato con i giornalisti.</p>
<p>Ecco i numeri che Widman ha condiviso nelle pagine del blog sui risultati che la condivisione sui social media durante i momenti di crisi, ha portato: s</p>
<p>I followers su Twitter sono aumentati del 78% in soli tre giorni<br />
La voce Scott &amp; White Healthcare è stata quotata alla prima pagina di Twitter come un &#8220;argomento di tendenza&#8221;<br />
Il canale YouTube dell&#8217;ospedale si è classificato al 79 ° posto come il canale non-profit più visto durante tutta la settimana che ha circondato la crisi</p>
<p><strong>5. Fornire informazioni accurate ai pazienti</strong><br />
Il 73% dei pazienti prima e dopo le visite, usano il web per cercare informazioni mediche. Con l&#8217;ampiezza delle informazioni sanitarie disponibili sul web &#8211; è molto elevata la possibilità che questi pazienti possano facilmente essere disinformati.</p>
<p>Integrando i social media nel marketing mix della sanità, le organizzazioni possono condividere informazioni accurate e tempestive per quanto riguarda i sintomi, le malattie, farmaci, trattamenti e altro ancora.</p>
<p>I vantaggi di integrare i social media nel marketing sanitario non hanno prezzo &#8211; dal miglioramento della cura del paziente, al guadagnare una copertura mediatica, ad attrarre nuovi pazienti e personale sanitario. Quindi, se l&#8217;organizzazione sanitaria non ha già iniziato ad attivarsi per l&#8217;utilizzo dei canali social, ora è il momento.</p>
<p><strong>In quale altro modo di marketing sanitario sfruttare i social media per completare i loro sforzi? E in Italia a che punto siamo?<br />
</strong></p>
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		<title>8 Marzo: &#8220;Mio Dio, non ho ancora preso il caffè&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Mar 2012 09:13:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavorosalute</dc:creator>
				<category><![CDATA[Leggi e norme]]></category>
		<category><![CDATA[8 marzo]]></category>
		<category><![CDATA[cedaw]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[festa della donna]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[onu]]></category>
		<category><![CDATA[parità]]></category>

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		<description><![CDATA[I dati su occupazione femminile in calo, gap negli stipendi e abbandono del lavoro dopo la maternità. E l&#8217;ONU ci bacchetta. &#8220;La cultura italiana è arroccata a luoghi comuni umilinati per la dignità femminile più di quasi tutte le altre culture europee&#8221;. Parola dell&#8217;ONU. Da ricordare alla vigilia dell&#8217;8 Marzo, Giornata Internazione per i diritti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>I dati su occupazione femminile in calo, gap negli stipendi e abbandono del lavoro dopo la maternità. E l&#8217;ONU ci bacchetta.</h3>
<p><a href="http://newsblog.lavorosalute.it/wp-content/uploads/8marzo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2211" title="8marzo" src="http://newsblog.lavorosalute.it/wp-content/uploads/8marzo-300x226.jpg" alt="" width="237" height="178" /></a><br />
&#8220;La cultura italiana è arroccata a luoghi comuni umilinati per la  dignità femminile più di quasi tutte le altre culture europee&#8221;. Parola  dell&#8217;ONU. Da ricordare alla vigilia dell&#8217;8 Marzo, <strong>Giornata Internazione per i diritti delle donne</strong>.<br />
<strong>Occupazione femminile più bassa d’Europa</strong> (dopo quella di Malta), <strong>stipendi inferiori</strong> del 13%, tasso di<strong> abbandono dopo la maternità</strong> alle stelle, una giornata lavorativa più lunga rispetto a quella degli uomini(di 45 minuti): sono i dati relativi al mercato del lavoro italiano al femminile emersi nel corso degli “Stati generali sul lavoro delle donne in Italia” presentati al Cnel a Roma.</p>
<p>L&#8217;Italia è molto indietro, rispetto all&#8217;Europa, nella lotta contro la  violenza e in materia di lavoro: le donne costituiscono il 51,5% della  popolazione, ma rappresentano solo il 20% dei parlamentari, <strong>il 32% dei  medici</strong>, il 30% degli imprenditori, il 12% degli amministratori delegati,  il 5% dei consiglieri d&#8217;0amministrazione. E, dati Istat,<strong> il 48,9% delle  donne non ha lavoro</strong>, quindi neanche previdenza e altri diritti di welfare, come  l&#8217;accesso ad asili nidi pubblici. Il problema poi della <strong>povertà  femminile</strong> si fa sempre più rilevante: sono un milione 678mila le madri  indigenti.</p>
<p><span id="more-2209"></span></p>
<p><strong>Giocattoli sessuali o brave mamme di famiglia? </strong><br />
Queste continuano a essere le immagini della donna preferite dalla pubblicità per lanciare qualsiasi prodotto. Uno spot di pannelli fotovoltaici mostra una ragazza accovacciata, in tanga e tacchi a spillo, con la scritta: &#8220;<strong>Montami a costo zero</strong>&#8220;. Lo slogan di una marca di mozzarella gioca sulle assonanze: &#8220;<strong>Fantastica all&#8217;etto</strong>&#8220;. Il Censisi registra che il 53% delle donne in TV non ha voce, il 43% è associato a temi come sesso, moda, bellezza e spettacolo e solo il 2% interviene su questione professionali.</p>
<p>Ogni quattro anni, i governi dei 186 paesi che hanno sottoscritto il Cedaw devono presentare all&#8217;ONU un rapporto sui propri progressi. Mentre la società civile sottopone un rapporto ombra, analizzando ciò che si è realizzato davvero. L&#8217;ultimo documento verità, stilato da 140 organizzazioni italiane, ha provocato dure raccomandazioni dell&#8217;ONU alle nostre istituzioni.</p>
<p>Dati e rapporti sul sito della Fondazione Pangea, che ha coordinato la stesura del rapporto ombra.</p>
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		<title>Nasce l&#8217;unità di ostetricia virtuale: simulare la pratica per apprendere meglio</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2012 16:25:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavorosalute</dc:creator>
				<category><![CDATA[Infermieri]]></category>
		<category><![CDATA[avatar]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[insegnamento]]></category>
		<category><![CDATA[ostetrica]]></category>
		<category><![CDATA[social]]></category>

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		<description><![CDATA[Jenny Bailey: l&#8217;apprendimento virtuale attraverso un mondo virtuale, dove la vita quotidiana può essere simulata. Il progetto ha sviluppato &#8220;una unità di ostetricia virtuale&#8221; dove gli studenti possono simulare gli aspetti dell&#8217;apprendimento e sviluppare la loro skills. Inoltre attraverso un forum con accesso sicuro, consente alle ostetriche studenti che sono alle prese con la pratica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Jenny Bailey: l&#8217;apprendimento virtuale attraverso un mondo virtuale, dove la vita quotidiana può essere simulata.</h3>
<p><a href="http://newsblog.lavorosalute.it/wp-content/uploads/getresource.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2200" title="getresource" src="http://newsblog.lavorosalute.it/wp-content/uploads/getresource.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a><br />
Il progetto ha sviluppato &#8220;<strong>una unità di ostetricia virtuale</strong>&#8221; dove gli studenti possono simulare gli aspetti dell&#8217;apprendimento e sviluppare la loro skills. Inoltre attraverso un forum con accesso sicuro, consente alle ostetriche studenti che sono alle prese con la pratica clinica, di confrontarsi e mettere in discussione la pratica clinica stessa, senza che questo porti a conseguenze negative per i pazienti.<br />
Il premio, sponsorizzato da Philips AVENT, è stato presentato presso il Royal College di Ostetricia Ostetriche Annual Awards durante una cerimonia il 25 gennaio 2012, al Connaught Rooms, Covent Garden, a <a href="http://www.lavorosalute.it/Inferm_ed_Ostetr_GB.aspx" target="_blank">Londra</a>.<br />
Cathy Warwick, amministratore delegato del Royal College delle <a href="http://www.lavorosalute.it/Inferm_ed_Ostetr_GB.aspx" target="_blank">ostetriche</a>, ha dichiarato: &#8220;Questo premio sottolinea l&#8217;importante lavoro innovativo e pionieristico svolto dagli insegnanti di ostetricia, e dimostra il valore della formazione ostetrica. E&#8217; importante che la gente sappia che <strong>l&#8217;istruzione ostetrica non si ferma e risponde alle esigenze degli studenti e sta abbracciando i social media. </strong>&#8221;<br />
<span id="more-2199"></span>Deneice Harwin da Philips AVENT ha aggiunto: &#8220;Siamo stati davvero soddisfatti. Questo progetto è un <strong>grande esempio di innovazione</strong> sostenuto da una reale comprensione delle sfide che devono affrontare molti insegnanti ad impegnarsi con gli studenti in modo logico, moderno e coinvolgente attraverso i social media. &#8221;</p>
<p><strong>Jenny Bailey, insegnante di ostetrica, presso l&#8217;Università di Nottingham Academic Divisione di ostetricia, ha dichiarato: </strong></p>
<p>&#8220;Sono assolutamente entusiasta di essere risultata vincitrice, soprattutto considerando il calibro eccellente degli altri candidati. Speriamo che il progetto di maternità virtuale continui ad andare sempre più forte. Ostetriche e studenti hanno bisogno di sviluppare eccellenti doti di comunicazione quando si tratta della cura delle persone. Ma, nella vita reale, l&#8217;assistenza da parte di un team infermieristico per le donne nel momento del travaglio, non permettono la possibilità di una discussione e ovviamente la messa in discussione della stessa pratica clinica.<br />
Simulando la pratica invece in un ambiente virtuale, gli studenti possono immergersi in scenari clinici e capacità di comunicazione e possono esplorare la pratica, la gestione dei problemi di assistenza, in un ambiente che è nella pratica e dal punto di vista etico, sicuri, senza paura di ripercussioni o danni clinica.<br />
<strong>Studenti e insegnanti utilizzano avatar, che permettono di rimuovere quell&#8217;imbarazzo che invece viene vissuto in situazioni reali.&#8221;</strong></p>
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		<title>Assistenza domiciliare e servizi alla famiglia: come fare?</title>
		<link>http://newsblog.lavorosalute.it/assistenza-domiciliare-e-servizi-alla-famiglia-come-fare/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 12:11:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavorosalute</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assistenti Personali]]></category>
		<category><![CDATA[Badanti]]></category>
		<category><![CDATA[Diversamenti Abili]]></category>
		<category><![CDATA[assistente personale]]></category>
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		<category><![CDATA[badante]]></category>
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		<category><![CDATA[sad]]></category>

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		<description><![CDATA[Un assistente personale può aiutare a vivere in modo indipendente a casa propria. Scopri come assumere qualcuno per aiutarti a casa 1. Cosa può fare per voi un&#8217;assistente professionista? Gli operatori professionali hanno diverse competenze: alcuni hanno studiato scienze infermieristiche e primo soccorso e altri possono essere semplicemente d’aiuto in casa, altri possono essere assistenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Un assistente personale può aiutare a vivere in modo indipendente a casa propria. Scopri come assumere qualcuno per aiutarti a casa</h3>
<p>1. Cosa può fare per voi un&#8217;<strong><a href="http://www.lavorosalute.it/menu_ass_personale.aspx" target="_self">assistente professionista</a></strong>?</p>
<p><img class="alignleft" src="http://www.direct.gov.uk/prod_consum_dg/groups/dg_digitalassets/@dg/documents/digitalasset/dg_077052.jpg" alt="" width="150" height="120" />Gli operatori professionali hanno <strong>diverse competenze</strong>: alcuni hanno studiato scienze infermieristiche e primo soccorso e altri possono essere semplicemente d’aiuto in casa, altri possono essere assistenti personali per disabili.</p>
<p>Alcuni esempi del tipo di attività di un’assistente famigliare:<br />
- cucinare e pulire<br />
- aiuto per la cura personale<br />
- guidare o aiuto nel movimento<br />
- attività para-mediche come fare iniezioni o il cambio del catetere<br />
- fare la spesa e pagare le bollette</p>
<p>Ci sono <strong>tre modalità di base per ottenere un aiuto professionale a domicilio</strong>:</p>
<p><span id="more-2189"></span></p>
<p>1.    <strong>SAD &#8211; Servizio assistenza domiciliare</strong><br />
Il servizio di assistenza domiciliare si rivolge ad anziani e/o disabili che non riescono a svolgere autonomamente o con l’aiuto di familiari/parenti le funzioni minime della vita quotidiana.I diestinatari sono persone anziane, disabili o persone a rischio di emarginazione sociale, che non sono autosufficienti e vivono sole o comunque senza alcuno che possa provvedere in modo continuo alla loro assistenza.<br />
La richiesta di attivazione dell&#8217;assistenza domiciliare deve essere presentata al Servizio Sociale comunale.</p>
<p>2.    Si può chiedere una <strong>agenzia privata </strong>di trovare un accompagnatore adatto. Questo significa che dovete trovare e pagare l&#8217;agenzia stessa. Il costo non è proprio a buon mercato, ma questo permette di non assumersi alcune responsabilità in qualità di datore di lavoro in quanto l’assistente famigliare lavorerebbe per l&#8217;agenzia.</p>
<p>3.    Si può anche <strong>assumere</strong> la persona <strong>direttamente</strong>. Questo vi dà una maggiore scelta e controllo su chi si prende cura di voi e ciò che fanno i compiti. Ma significa anche avere responsabilità legali come un datore di lavoro. In questo caso sono utilissimi i portali web che pubblicizzano gli annunci di lavoro, meglio quelli specifici per questo tipo di ricerche, e all&#8217;interno dei quali è possibile anche trovare informazioni su come assumere, ed eventualmente contattare l&#8217;Esperto per avere maggiori informazioni.</p>
<p>Come dovrebbe essere il vostro <strong>annuncio di ricerca</strong>:<br />
- specificare il tipo di lavoro da svolgere<br />
- le ore lavorative<br />
- la retribuzione<br />
- la zona in cui si svolge il lavoro<br />
- se ci sono qualità specifiche che il lavoratore deve avere<br />
- se ci sono problematiche particolari dell&#8217;assistito<br />
- evitare per ragioni di sicurezza di mettere su questi annunci il proprio numero di telefono e lasciare come riferimento solo la mail</p>
<p>Dopo aver valutato i vari CV che arrivano via mail, si può decidere di procedere con un colloquio di persona, ed è importante prepararsi delle domande prima di questi incontri, Il primo passo è avere ben chiaro quali debbano essere le caratteristiche del lavoro che l&#8217;assistente deve svolgere.<br />
<strong>Può essere utile pensare ad una giornata tipo per voi</strong> e scrivere una descrizione del lavoro che dovrà essere svolto.<br />
Ciò dovrebbe includere:</p>
<p>- un elenco di tutte le mansioni che possono avere bisogno di aiuto<br />
- alcuna abilità particolare o qualifiche che l&#8217;assistente/badante deve avere &#8211; per esempio, una qualifica di cura o la patente di guida<br />
- una stima del numero di ore e giorni avrete bisogno di lavoro della persona</p>
<p>Una <strong>dettagliata descrizione del lavoro</strong> può aiutare le agenzie di assistenza domiciliare a selezionare un assistente adatto per voi.<br />
Se il colloquio lo fate a casa vostra chiedete ad un amico o un parente ad assistere alle interviste.<br />
Quando hai deciso che di offrire il lavoro, siete responsabili di verificare la loro idoneità. Si dovrebbe sempre chiedere &#8211; e controllare &#8211; almeno due referenze, tra cui uno da qualcuno che hanno curato in precedenza.</p>
<p>A questo punto è importante sapere che tipologia di contratto stipulare con il lavoratore, e per fare questo è bene rivolgersi a un CAF e leggere qualche info <a href="http://www.lavorosalute.it/contratto.aspx" target="_blank">qui</a></p>
<p>La Redazione di <a href="http://www.lavorosalute.it" target="_blank"><strong>LavoroSalute.it</strong></a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I pediatri dovrebbeo occuparsi anche di Facebook</title>
		<link>http://newsblog.lavorosalute.it/i-pediatri-dovrebbeo-occuparsi-anche-di-facebook/</link>
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		<pubDate>Fri, 17 Feb 2012 11:13:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavorosalute</dc:creator>
				<category><![CDATA[Operatori Sanitari]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[bullismo]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[pediatra]]></category>

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		<description><![CDATA[Ormai gran parte dello sviluppo sociale ed emotivo dei bambini è influenzato dalle loro attività on-line, gli esperti suggeriscono che potrebbe anche portare alla &#8220;depressione Facebook&#8221; Non siate sorpresi se la prossima volta che andate dal pediatra, tra auscultare il cuore del tuo bambino e un colpo di tosse, il medico infila una domanda o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Ormai gran parte dello sviluppo sociale ed emotivo dei bambini è  influenzato dalle loro attività on-line, gli esperti suggeriscono che  potrebbe anche portare alla &#8220;depressione Facebook&#8221;</h3>
<p><a href="http://newsblog.lavorosalute.it/wp-content/uploads/83375985-resize.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2195" title="83375985-resize" src="http://newsblog.lavorosalute.it/wp-content/uploads/83375985-resize-300x200.jpg" alt="" width="245" height="163" /></a>Non siate sorpresi se la prossima volta che andate dal <a href="http://www.lavorosalute.it/dettaglio_annuncio.aspx?EVENTID=1828" target="_blank">pediatra</a>, tra  auscultare il cuore del tuo bambino e un colpo di tosse, il medico  infila una domanda o due su Facebook.</p>
<p>Considerando  il ruolo sempre maggiore che i sociali media possono svolgere nella vita dei bambini, l&#8217;American Academy of Pediatrics (AAP) chiede ai pediatri di inserire domande sui social media durante le visite mediche.</p>
<p>In una ricerca clinica pubblicata lunedì, l&#8217;Accademia offre una guida ai medici &#8211; e ai genitori &#8211; su come sbirciare nella vita online dei bambini senza dare l&#8217;impressione di curiosare.</p>
<p>La chiave è quella di raccogliere informazioni senza che sembri un interrogatorio. Il medico potrebbe chiedere casualmente:  Avete un telefono cellulare? Un account di Facebook? Quanti amici virtuali avete?</p>
<p><span id="more-2185"></span></p>
<p>&#8220;Hai 20 amici o 200?&#8221;, questa è una delle domande che, spiega Gwenn O&#8217;Keeffe, co-autore della ricerca clinica e pediatra alla periferia di Boston ti può dare molte informazioni .</p>
<p>Gli esperti sono preoccupati per i pericoli evidenti come il sexting e il bullismo e da quelli più generali, ad esempio, come è cambiata  l&#8217;infanzia dei nostri bambini ora che molti ragazzi preferiscono il gioco digitale a quello all’aria aperta?  Ormai gran parte dello sviluppo sociale ed emotivo dei bambini è influenzato dalle loro attività on-line, gli esperti suggeriscono che potrebbe anche portare alla &#8220;depressione Facebook&#8221;, per  cui alcuni bambini potrebbero essere a rischio di isolamento sociale o di scarsa autostima e trascorrere una notevole quantità di tempo sul sito di social-networking può. La raffica costante di aggiornamenti di stato come “felice” dei loro coetanei e gli aggiornamenti di foto può presentare una visione distorta della realtà che potrebbe rendere a rischio i ragazzi che non si sentono  all&#8217;altezza.</p>
<p>&#8220;Con questa generazione di ragazzi è importante insegnare loro i pericoli di essere online&#8221;, afferma O&#8217;Keeffe. &#8220;Non avremmo mai messo un ragazzino al volante senza pilota ad esempio. Se utilizziamo questo approccio con i ragazzi più giovani che stanno crescendo, questi ragazzi staranno molto meglio &#8220;.</p>
<p>Più della metà degli adolescenti visita il loro sito preferito di social media più di una volta al giorno. Il settantacinque per cento degli adolescenti hanno telefoni cellulari, che usano per accedere ai social media e soprattutto per mandare SMS.</p>
<p>I pediatri dovranno  adeguarsi.</p>
<p>Alcuni medici sono preoccupati perchè a malapena hanno abbastanza tempo adesso per vagliare tutto quello che vorrebbero nel corso di una breve visita: sono diffidenti ad aggiungere un altro punto all’elencodelle cose da controllare. Ma la nuova politica suggerisce di trattare la questione dell&#8217;uso on-line come una questione di screening .</p>
<p>La nuova politica raccomanda ai pediatri di  consigliare ai genitori di afdfrontare i possibili problemi digitali, tra cui bullismo, sexting e il modo corretto per gestire il tempo che i loro figli passano  on line.. I genitori dovrebbero controllare regolarmente  che cosa i loro figli fanno on-line e dovrebbero prendere in considerazione l&#8217;attuazione di un &#8221; piano regolatore on line&#8221; che espone un insieme di regole familiari per il corretto comportamento online.  Alcuni esempi:</p>
<p>-          Nessuno può  utilizzare tecnologia a tavola (cellulari, videogiochi ecc.)</p>
<p>-           I bambini possono andare on-line solo una volta che hanno finito i compiti</p>
<p>-          I genitori &#8211; e questa è una regola difficile &#8211; non possono utilizzarte lo smartphone quando sono fuori con i loro figli</p>
<p>I medici dovrebbero anche incoraggiare i genitori ad affinare le proprie competenze tecnologiche, se vostro figlio ha un account Facebook, bene, mamma, ne devi avere uno anche tu.  E per quanto riguarda il dilemma dei genitori moderni – essere amico o non amico di tuo figlio su Facebook? O&#8217;Keeffe dice: &#8220;Assoultamente amico del  vostro bambino&#8221;.</p>
<p>TIME &#8211; Healthland di Bonnie Rochman</p>
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