Accanto a professionisti seri, purtroppo ci sono molti impostori

Sono circa un milione in Italia i “furbetti” a cui manca un titolo di abilitazione sanitaria alla professione. Il problema dell’abusivismo riguarda in particolar modo i fisioterapisti: infatti, su 50.000 abilitati ad esercitare la professione, ne esistono almeno altri 100.000 che praticano attività fisioterapiche in modo illegale. Anche logopedisti, igienisti e dietisti lamentano una situazione analoga.

Il problema è tutto italiano. Nel nostro Paese infatti, manca un Ordine che attesti serietà e qualità del professionista sanitario. La creazione di tale Ordine sarebbe utile anche per garantire corretti aggiornamenti e corsi di formazione indispensabili.

Dal 2006, però, è in corso un importante iter legislativo che quest’anno dovrebbe portare all’approvazione di una legge in tal senso.

Prima di tutto, rivolgersi al medico:
in caso di problemi o disturbi del movimento, è bene rivolgersi ad un medico (ortopedico, fisitra o altro), che è anche l’unico autorizzato a prescrivere farmaci. Dopo la visita, sarà lo specialista ad indirizzare la persona dal fisioterapista, con una indicazione dettagliata dei trattamenti da eseguire (tecniche manuali o apparecchiature come gli ultrasuoni). Anche il fisioterapista, che svolge il lavoro a stretto contatto con la persona, se noterà miglioramenti più veloci o, al contrario, più lenti del previsto e/o riterrà che sia opportuno modificare quanto prescritto per un recupero migliore o più veloce, ne parlerà prima con il medico.

Come evitare i truffatori?
Ben diverso è il caso degli abusivi veri e propri. Spesso, per esempio, queste persone vantano titoli e diplomi conseguiti all’estero, in scuole non conosciute e dalle quali non si può avere conferma. Molti attuano una pubblicità aggressiva, sono ambulanti o forniscono servizi a domicilio. In altri casi, prestano la loro opera all’interno di strutture che non hanno competenze adeguate a quelle richieste dal trattamento riabilitativo. Quest’ultima forma di abusivismo è ancora più difficile da indiviuare per il cittadino, che si affida ad una struttura credendola seria.

Come riconoscere un vero fisioterapista?
Si diventa fisioterapista dopo aver frequentato un corso di laurea triennale in fisioterapia all’Università (Facoltà di Medicina e Chirurgia) e conseguito la laurea con abilitazione all’esercizio della professione. Il fisioterapista può svolgere trattamenti di prevenzione, cura e riabilitazione per problematiche congenite o acquisite a livello motorio, neurologico e cognitivo, cardio-respiratorio. Anche chi ha ottenuto una laurea o un titolo “equipollente” può svolgere attività fisioterapica. Per legge è considerato equipollente la laurea in scienze motorie, ma solo se il diplomato ha compiuto un’ integrazione del piano di studi con appositi corsi universitari.

In attesa dell’istituzioe di un Ordine, per verificare la competenza di un operatore sanitario ci si può rivolgere alle associazioni affiliate al Conaps (www.conaps.it). Gli operatori delle associazioni che fanno capo al Conaps rispettano un codice deontologico autoimposto e garantiscono qualità e professionalità della prestazione. Un altro riferimento utile è l’associazione italiana fisioterapisti, al sito www.aifi.net
Fonte: Livia Zacchetti