Cinque anni di sconto per i lavoratori – Nella P.A. esonero dal servizio

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I lavoratori che assistono un familiare disabile al 100%per almeno 18 anni potranno andare in pensione con 5 anni di anticipo
: lo prevedono le norme bipartisan appena approvate dalla Camera che “premiano” i sacrifici dei lavoratori che assistono familiari gravemente disabili.

Il Ddl è stato licenziato attorno al 20 maggio da Montecitorio pressochè all’unanimità (465 sì, un astenuto). E ora passa al Senato per il via libera definitivo.

Il testo sostanziale consentirà di andare in pensione a 55 anni (invece che a 60) alle donne e a 60 anni (invece che a 65) agli uomini che abbiano assistito un familiare handicappato per 18 anni. Le spese necessarie verranno coperte in parte con i proventi delle imposte sulle bevande alcoliche. Potranno, dunque, richiedere il pensionamento anticipato i familiari che abbiano assistito, convivendo con lui, un disabile al 100% per 18 anni continuativi e che abbiano maturato almeno 20 anni di contributi previdenziali.

Ricorrendo le condizioni richieste dalla normativa, il dipendente di azienda privata potrà essere prepensionato cinque anni prima del previsto. Diversa è la situazione nel settore pubblico. I dipendenti pubblici che abbiano diritto vengono esonerati dalla prestazione lavorativa percependo il 70% dello stipendio. Per loro, dunque, si tratta non di prepensionamento ma di esonero dal servizio. La pensione scatterà invece, a 60 o 65 anni.

C’è infine una differenza tra i dipendenti pubblici: al momento da questa possibilità sono esclusi i dipendenti della scuola e degli enti locali. Tuttavia, l’Assemblea di Montecitorio ha approvato un ordine del giorno bipartisan per conseguire l’obiettivo dell’estensione anche a questi lavoratori superando la disparità.

Positive una volta tanto, le reazioni sia dalla maggioranza che dall’opposizione.

Fonte: Il Sole 24 ore Sanità