Medici VS Infermieri? E’ una questione di principio o c’è dell’altro?
Infermieri che si fanno carico di problemi clinici minori, l’Ordine dei Medici che non ci sta e presenta un esposto in procura, tu che ne pensi? Ecco cosa ne pensano i Big del settore

Antefatto: In Toscana parte un progetto sperimentale dalla formula “See & Treat”, che permette ad infermieri esperti, opportunamente formati, di farsi carico di alcuni problemi clinici minori, all’interno del pronto soccorso.
Il presidente dell’Ordine dei medici presenta un esposto per denunciare questo progetto alla Procure di Bologna e Firenze.
L’Ipasvi risponde con un comunicato stampa dove si sottolinea come “il progetto sotteso al modello organizzativo See & Treat non contiene sostanziali elementi di novità rispetto a ciò che gli infermieri italiani fanno già dagli anni Novanta”.
Quali sono i timori dei medici? Progetti di questo tipo cambieranno in che modo la professione infermieristica? La questione riguarda solo l’invasione di campo e la distinzione dei ruoli? E il fattore economico quanto conta?
In attesa di avere anche e soprattutto i vostri pareri, riportiamo alcune dichiarazioni ufficiali, di pro e contro, come primo spunto di riflessione:
Daniela Volpato, segretario nazionale della Cisl Fp :
“L’integrazione di funzioni tra infermieri e medici e’ strategica per un modello sanitario che abbia al centro la presa in carico del paziente’. A sostenerlo, in una nota, la Cisl Fp, che difende i progetti sperimentali che attribuiscono “nuovi compiti agli infermieri, (come il ‘See and treat’ toscano) e rilancia sulla riorganizzazione sanitaria e professionale del sistema di salute”. ‘Riconoscere a figure altamente qualificate come sono oggi gli infermieri la possibilita’ di trattare casi clinici come i codici bianchi di pronto soccorso, va nell’interesse di tutti: riduce i tempi di attesa per i pazienti e permette ai medici di concentrarsi sui casi piu’ complessi. “Il problema -ha spiegato Volpato- e’ piuttosto che mancano infermieri. Nonostante sia una professione molto ricercata e molto ambita dai giovani, le universita’ continuano a mantenere troppo bassa l’offerta formativa: anche in quest’anno accademico ci sara’ solo un posto per ogni tre domande di aspiranti infermieri”.
Amedeo Bianco, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo):
E’ ‘importante che il ruolo del medico resti centrale e di garanzia per il cittadino nei percorsi di diagnosi e cura e che il medico non sia emarginato o ‘bypassato” e laddove si parla di diagnosi e cura e’ evidente che il medico deve essere centrale’. Il problema legato alla ‘delega di tali funzioni – ha concluso Bianco – e’ un problema complesso dal punto di vista giuridico e deontologico, e qualora si intendesse mettere a regime un simile modello andrebbe ben chiarito il ruolo del medico’.
Annalisa Silvestro presidente della Federazione nazionale dei collegi degli infermieri (Ipasvi):
‘I cittadini – ha commentato Silvestro – devono stare tranquilli, perche’ con questa sperimentazione in realta’ non facciamo altro che formalizzare quello che da anni gli infermieri gia’ fanno nei pronto soccorso: infatti, la possibilita’ per gli infermieri di trattare i casi meno gravi nei pronto soccorso e’ prevista da una legge del 1992′. Oggi, la novita’, ha chiarito la presidente Ipasvi, ‘sta solo nel fatto che gli infermieri, rispetto a competenze gia’ previste, potranno inviare il paziente dal medico specialista in ospedale per ulteriori accertamenti se lo riterranno necessario’.
Costantito Troise, segretario nazionale dell’Anaao-Assomed:
Ben vengano le sperimentazioni a patto che ‘siano chiari i profili di responsabilita” e che non celino un tentatitivo di ‘andare verso una sanita’ low cost’, dando ‘a figure professionali che costano meno dei medici, come gli infermieri’ maggiori responsabilita’ ‘solo per risparmiare’. Un tema ‘da affrontare senza guerre di religione, in primis da parte delle amministrazioni regionali’ che ‘non devono dimenticare il duplice ruolo di garanzia del medico, verso i cittadini e verso le amministrazioni stesse. Ruolo che non e’ sostituibile’.
Ugo Garbarini, presidente dell’Ordine dei medici di Milano:
Siamo molto contrari a questa sperimentazione, francamente ci sembra un’esagerazione perche’ la responsabilita’ e’ sempre del medico, e non dell’infermiere. Lo spunto da cui la sperimentazione parte puo’ essere anche buono, perche’ punta a ridurre i tempi di attesa in pronto soccorso; ma gli infermieri gia’ fanno una cosa molto importante, che e’ il triage, ovvero l’attribuzione del codice dal bianco al rosso: questa e’ gia’ una bella responsabilita’, perche’ sbagliare puo’ condannare i pazienti’.
Daniela Scaramuccia, assessore alla sanita’ della Regione Toscana:
Durante la sperimentazione’ di ‘See & Treat’ ‘tutta la responsabilita’ rimane sempre e comunque del medico’. ‘Non solo la Regione Toscana si guarda bene dal mettere in discussione il ruolo del medico, ma anzi questi miglioramenti organizzativi vogliono lasciare piu’ tempo al medico per i casi piu’ importanti, per i quali e’ veramente necessario il suo intervento, valorizzando tutte le professionalita’ presenti nel sistema. La Regione Toscana asseconda questa collaborazione tra professionisti della sanita’, perche’ ritiene – spiega l’ assessore – che sia nella sanita’ moderna un modo per migliorare l’assistenza ai cittadini, come gia’ avviene da anni in molti Paesi europei. Come assessore al diritto alla salute della Regione Toscana, mi faro’ carico di portare quanto prima in Conferenza Stato Regioni la questione della valorizzazione delle competenze di tutte le professioni sanitarie, nel rispetto di tutti i ruoli e responsabilita”.
Un primo quesito LavoroSalute lo vuole lanciare:
Da tempo ormai si parla che il grosso problema relativo alla professione infermieristica sta nel fatto che mancano infermieri, secondo l’Ipasvi, la Federazione dei Collegi infermieristici, ne mancherebbero almeno 40mila, che difficilmente però saranno reperiti, visto che i 7mila laureati che ogni anno escono dai Corsi di Scienze infermieristiche non riescono neanche a coprire il turn over fisiologico dei pensionamenti e, nonostante sia una professione molto ricercata e molto ambita dai giovani, le universita’ continuano a mantenere troppo bassa l’offerta formativa. Questo comporta quindi carichi di lavoro eccessivi, difficoltà ad articolare un vero sviluppo nella carriera, e basse retribuzioni, inadeguate ad una professione che comporta studi universitari e responsabilità “in proprio”. In che modo, farsi carico dunque anche di una nuova responsabilità, può aiutare l’infermiere? Ma se all’infermiere non vengono date possibilità come queste che si prospettano con il progetto sperimentale di “See & Treat” di ampliare la propria formazione e collaborare ancor più stretto contatto con i medici, in che altro modo possono scommettere su se stessi, sia dal punto di vista clinico che da quello gestionale e didattico, per offrire un servizio sempre migliore al paziente?

dicembre 2nd, 2010 at 15:23
[...] This post was mentioned on Twitter by SEEdMedicalPublisher, LavoroSalute.it. LavoroSalute.it said: Medici VS Infermieri? E’ una questione di principio o c’è dell’altro? http://bit.ly/hmhyLH [...]
dicembre 3rd, 2010 at 13:36
Secondo me la questione e’ molto delicata e puo’ investire diversi campi da quelli che riguardano il lato economico(principe)inquanto l’etica e’ ormai una tematica morta e sepolta da molti…..in tutte le scuole di formazione del settore sa…nitario e corsi per operatori vari si parla del paziente e come quest’ultimo deve essere consideratao “persona” e non solo” patologia” ma in giro si vedono sempre piu’ medici e professionisti con la faccia chinata sulla cartella e che poco ascoltano la voce del paziente che molto spesso sa’ ancor prima del medico cosa ha!!!ma tanto cosa importa se il dottore dice :”Taci io ho sempre ragione e solo io posso giungere alla soluzione”Per quanto riguarda il “See and treat” quello e’ da sempre esistito !ed e’ stato esercitato non solo dagli infermieri iscritti all’Albo professionale ma da tutti gli operatori sanitari ed i familiari in prima linea…..io stessa mi sono assunta la responsabilita’ e non da operatore del settore ma da familiare in ambito ospedaliero di far ordinare da un medico ad un infermiere la somministrazione di una fiala antishock!per una sospetta allergia ad una particolare sostanza contenuta in una flebo nonostante la prima persona ad avere contro fosse un medico che non poteva credere lontanamente che i lmio intuito era giusto e naturalmente solo osservando….(See)..e questo la dice lunga su quanta attenzione in genere vi sia sul paziente e quanta invece ve ne sia solo per i propi interessi …..Poi preferirei non pronunciarmi sui concorsi pubblici per accedere alla professione infermeristica ……nonostante ve ne sia tanto bisogno in Italia …….ed ancora non vorrei pronunciarmi sulla cosi’detta solidarieta’ di categoria!!!vogliate perdonarmi ma credo che in pratica non esiste alla fine ognuno pensa solo ed unicamente ai propri interessi che molto spesso divergono con le categorie che sono sopra e sotto di te…..:)