Antonio Gallese (Unp): “Tra dieci anni dai 14.300 di oggi, si arriverà a 11.500″


ROMA – “La pediatria italiana è carente di medici dal 1991, quando, a seguito dell’adeguamento dell’Italia a una direttiva dell’Unione europea, sono diminuiti gli specializzandi”. E’ l’allarme lanciato da Antonio Gallese, segretario nazionale Unp, proprio durante il congresso dell’Unione nazionale pediatri che si è svolto a Roma gli scorsi 15 e 16 aprile. “Mancano 500 pediatri- avverte Gallese- e tra dieci anni dai 14.300 di oggi, si arriverà a 11.500″.
Servono, dunque, altri pediatri sul territorio, secondo quanto segnalato da Gallese, “perchè le problematiche da affrontare- prosegue- non sono sole le malattie. I ragazzi di oggi si trovano ad avere a che fare con tante difficoltà che il pediatra puo’ aiutare a individuare precocemente e che vanno oltre le classiche patologie”.

L’appello del pediatra, dunque, è rivolto alle istituzioni affinché “vengano fatte scelte politiche per aumentare le scuole di specializzazione. Questo- sottolinea- se il territorio deve rimanere in mano a noi. Ci vuole una scelta chiara- conclude Gallese- se i pediatri di base devono continuare a esistere e funzionare ci vogliono delle scelte chiare. Una piccola variazione già c’è stata. Infatti, nel 2010 gli specializzandi sono stati 212 e nel 2011 saranno 260.
Ma ancora non basta, perchè i pensionamenti non sono ancora totalmente ricoperti da nuovi medici”.

Fonte: “Agenzia Dire”