a0124-000125c“Sono iscritto al terzo anno di Economia e Commercio a Venezia ma sono residente a Belluno, con grandi sacrifici e non pochi problemi i miei genitori mi danno la possibilità di poter vivere in un appartamento con altri studenti nella stupenda Venezia, ma i costi della vita sono elevati e sento il peso di questo mantenermi che grava sulle loro spalle.

Ho per questo fatto un sacco di piccoli lavori, cameriere, commesso al supermercato, call center, ma immancabilmente sotto il periodo degli esami dovevo mollare o ridurre le ore di lavoro o ancor peggio dedicare minor impegno alla mia preparazione universitaria.

Ma da febbraio 2009 mi è stata offerta la possibilità di guadagnare qualche soldo, con un contratto in regola e con una grande flessibilità di orario, come assistente personale ad un ragazzo disabile.

Mi occupo infatti di Francesco, ragazzo di 32 anni affetto da un forma di distrofia muscolare, che ha deciso di assumermi come suo assistente personale.

Il mio compito è aiutarlo a fare la spesa per la casa, accompagnarlo a fisioterapia, nei suoi corsi di disegno e una volta a settimana nelle pulizie domestiche. Lo alzo dalla carrozzina quando serve, me lo trasporto sulle spalle quando ci sono gradini per entrare in un locale e nel periodo estivo ero accanto a lui durante i corsi di nuoto. Tutto ciò che faccio per lui mi è stato insegnato da Francesco stesso, mi dice come devo fare per alzarlo oppure per trasportarlo, sono le sue braccia e le sue gambe, e il mio orario è assolutamente flessibile, accordato tra noi stessi secondo le sue esigenze e naturalmente anche le mie, quindi a seconda delle mie lezioni o dei miei esami di università.

Ho un contratto regolare e mi vengono pagati i contributi, ho soddisfazione personale perché sento inoltre di fare del bene, e anche se non posso dire che sia sempre bello e facile il mio lavoro, ho istaurato un ottimo rapporto con Francesco che mi sento di definirlo oramai come amico.

Io sono un assistente personale, e ne sono felice e soddisfatto, ma mi rendo conto che ci sono così tante persone che cercano e così pochi che conoscono questa possibilità lavorativa.”