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	<title>Lavoro Salute Blog &#187; aifi</title>
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	<description>Lo spazio dedicato all&#039;informazione sul lavoro nel mondo della salute</description>
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		<title>L&#8217;AIFI nazionale esprime solidarietà al Presidente dell&#8217;IPASVI</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Nov 2010 11:22:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavorosalute</dc:creator>
				<category><![CDATA[ANNUNCI IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[aifi]]></category>
		<category><![CDATA[Infermieri]]></category>
		<category><![CDATA[Ipasvi]]></category>
		<category><![CDATA[lettera]]></category>
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		<category><![CDATA[pronto soccorso]]></category>
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		<description><![CDATA[Solo pochi giorni fa abbiamo riportato la notizia del via in alcuni ospedali della Toscana di un nuovo progetto &#8220;See &#38; Treat&#8221;, che consente ad infermieri esperti affiancati per i 6 mesi di sperimentazione da un medico tutor, di curare alcuni problemi clinici &#8220;minori&#8221; all&#8217;interno del Pronto Soccorso. Non tutti però avevamo anche detto, avevano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Solo pochi giorni fa abbiamo riportato la notizia del via in alcuni ospedali della Toscana di un nuovo progetto &#8220;See &amp; Treat&#8221;, che consente ad <a href="http://www.lavorosalute.it/Offerte_di_lavoro.aspx" target="_blank">infermieri</a> esperti affiancati per i 6 mesi di sperimentazione da un medico tutor, di curare alcuni problemi clinici &#8220;minori&#8221; all&#8217;interno del Pronto Soccorso.</h3>
<p><a href="http://newsblog.lavorosalute.it/wp-content/uploads/images13.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-1294" title="images" src="http://newsblog.lavorosalute.it/wp-content/uploads/images13.jpeg" alt="" width="225" height="225" /></a><br />
Non tutti però avevamo anche detto, avevano abbracciato con entusiasmo questo progetto, tanto che oggi il <strong>Presidente nazionale Aifi</strong> ha scritto alla Dr.ssa Annalisa Silvestro, Presidente Ipasvi per <strong>esprimere la solidarietà di tutta l&#8217;Associazione alla categoria degli Infermieri</strong>,  per il recentemente  <strong>&#8220;attacco&#8221; subito</strong>, che viene ritenuto ingiustificato e grave che sembra voler mettere in discussione il loro stesso profilo sanitario.</p>
<p>Il Presidente si riferisce al fatto che, lo scorso 5 ottobre, <strong>l&#8217;Ordine provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Bologna ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica contro le Regioni Emilia Romagna e Toscana</strong>, per le attività svolte dagli Infermieri in pronto soccorso, sulle ambulanze e prima di interventi chirurgici che, secondo l&#8217;Ordine, potrebbero prefigurare il reato di esercizio abusivo della professione medica.</p>
<p>Di seguito riportiamo la lettera integrale, e il punto di vista dell&#8217;AIFI, che contesta in particolare il fatto che <strong>da tempo in ogni ambito organizzativo sanitario, si parla d&#8217;integrazione professionale ma, sembra che anche il più semplice principio di rispetto tra le diverse professioni sia ancora una chimera.</strong></p>
<p><span id="more-1292"></span><strong>Oggetto: riflessioni e sdegno in merito all’esposto dell’Ordine provinciale dei medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Bologna</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Cara Annalisa,<br />
A nome di A.I.FI. vorrei esprimere sentita solidarietà a tutta la categoria degli Infermieri che da sempre operano con tanta professionalità sul territorio nazionale, all’interno del Sistema Salute e che recentemente hanno subito un “attacco” ingiustificato e grave che sembra voler mettere in discussione il loro stesso profilo sanitario. Da tempo, in ogni ambito organizzativo sanitario, tutti parlano d’integrazione professionale ma, purtroppo, sembra che anche il più semplice principio di rispetto tra le diverse professioni sia ancora di difficile raggiungimento. Quasi una “chimera”. È una chiara prevaricazione che non reca vantaggio ad alcuno.<br />
A tutela dell’evoluzione e valorizzazione delle nostre professioni stiamo divulgando, attraverso i nostri mezzi di diffusione, la notizia dell’accaduto a supporto delle vostre ragioni. Ho inoltre chiesto a tutti i nostri Colleghi di non rimanere indifferenti e di cogliere ogni occasione e contesto per far conoscere e meglio spiegare la situazione che state subendo, sottolineando sempre quanto la responsabilizzazione e/o la valorizzazione dei laureati sanitari possa solo portare valore aggiunto ai nostri pazienti, soprattutto in un momento storico del Sistema Sanitario nazionale alquanto caotico ed impreciso.<br />
Rimango a disposizione per affiancarvi in ogni iniziativa che riterrete opportuna, con tutta la nostra stima professionale ed amicizia personale.<br />
Il Presidente Nazionale A.I.FI. Dott. Antonio Bortone</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Campagna pubblicitaria AifiLiguria contro l&#8217;Abusivismo in Fisioterapia</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 09:28:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavorosalute</dc:creator>
				<category><![CDATA[Operatori Sanitari]]></category>
		<category><![CDATA[abusivismo]]></category>
		<category><![CDATA[aifi]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapia]]></category>
		<category><![CDATA[liguria]]></category>

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		<description><![CDATA[A.I.F.I. Liguria (Associazione Italiana Fisioterapisti) ha lanciato una importante campagna informativa pubblica rivolta all’intera cittadinanza genovese. Sulle fiancate degli autobus A.M.T. di Genova saranno visibili due manifesti AIFI contro l’abusivismo. Sono sempre più numerose infatti figure come massaggiatori, millantatori, “santoni” o “guaritori”, addirittura laureati in scienze motorie che si presentano come fisioterapisti professionisti, praticano l’attività, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" title="abusivismo in fisioterapia" src="http://www.aifiliguria.org/Immagini/aifi1cartellone.jpg" alt="" width="274" height="203" /><strong><br />
A.I.F.I. Liguria</strong> (Associazione Italiana <a href="http://www.lavorosalute.it/operatore_sanitario.aspx" target="_blank">Fisioterapisti</a>) ha lanciato una importante<strong> campagna informativa </strong>pubblica rivolta all’intera cittadinanza genovese. Sulle fiancate degli autobus A.M.T. di Genova saranno visibili due manifesti AIFI <strong>contro l’abusivismo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono <strong>sempre più numerose</strong> infatti figure come massaggiatori, millantatori, “santoni” o “guaritori”, addirittura laureati in scienze motorie che si presentano come fisioterapisti professionisti, praticano l’attività, <strong>vantano professionalità</strong> e qualifiche sanitarie ma in realtà <strong>mancano</strong> dei <strong>requisiti</strong> necessari per essere riconosciuti come tali.<br />
<span id="more-701"></span><br />
Tale iniziativa va ad aggiungersi all’attivazione nel 2008 presso l’Aifi regionale di una commissione contro l’abusivismo, alla campagna informativa svolta sempre nel 2008 nella quale sono state distribuite brochure informative alla cittadinanza e ai nuovi contatti che stiamo prendendo con i vari ordini professionali e con gli enti preposti al controllo di tale fenomeno.</p>
<p><strong>“Giù le mani! Non mettere la tua salute nelle mani sbagliate.”</strong> È lo <strong>slogan</strong> di questa campagna. Un grido forte contro chi pratica illegalmente la fisioterapia ma che vuole mettere in allerta anche i pazienti sui rischi che si corrono quando si mette la propria salute nelle mani di persone non qualificate professionalmente. Obiettivo della campagna è anche quello di fare riflettere tutti a <strong>non sottovalutare i danni alla salute</strong> che mani inesperte possono provocare.</p>
<p>Per la Regione Liguria, un’iniziativa senza precedenti, schietta ed audace, e che avrà un secondo momento importante durante le celebrazioni della <strong>Giornata Mondiale della Fisioterapia</strong> ed il mese a cavallo della stessa.</p>
<p>Due i <strong>patrocini</strong> richiesti ed ottenuti, quello di <strong>Cittadinanza Attiva</strong> e dell’<strong>Assessorato alla salute della Regione</strong>, che qualificano ulteriormente la campagna informativa dandole una dimensione “sociale” e liberandola da rischi di visioni “corporativistiche”.</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;Aifi scrive al Presidente del Consiglio</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 16:05:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavorosalute</dc:creator>
				<category><![CDATA[Operatori Sanitari]]></category>
		<category><![CDATA[aifi]]></category>
		<category><![CDATA[Bertolaso]]></category>
		<category><![CDATA[Capo protezione civile]]></category>
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		<category><![CDATA[massaggi]]></category>
		<category><![CDATA[ordine professionale]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo la confusione che ne è uscita sull&#8217;effettiva qualifica della Sig.ra Francesca, individuata come &#8220;la Fisioterapista del Capo della Protezione Civile&#8220;,  l&#8217;Aifi ha deciso di scrivere direttamente al Presidente del Consiglio, affinché venga regolamentata una volta per tutte la situazione delle Professioni sanitarie con l&#8217;istituzione dell&#8217;Ordine professionale, unico strumento in grado di dare le garanzie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-541" title="AIFI" src="http://newsblog.lavorosalute.it/wp-content/uploads/AIFI.jpg" alt="AIFI" width="137" height="133" /></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la confusione che ne è uscita sull&#8217;effettiva qualifica della Sig.ra Francesca, individuata come &#8220;<strong>la Fisioterapista del Capo della Protezione Civile</strong>&#8220;,  l&#8217;Aifi ha deciso di scrivere direttamente al Presidente del Consiglio, affinché venga <strong>regolamentata una volta per tutte la situazione delle Professioni sanitarie con l&#8217;istituzione dell&#8217;Ordine professionale</strong>, unico strumento in grado di dare le garanzie necessarie ai Cittadini e dignità ai Professionisti del Sistema Salute.</p>
<p style="text-align: justify;">La signora infatti risulta avere la qualifica di &#8220;<strong>estetista con attestato di specializzazione per varie tipologie di massaggio</strong>&#8221; e,  la cattiva informazione sulle competenze delle Professioni sanitarie, come in questo caso,  avvalora l&#8217;ambiguità dell&#8217;ambiente in cui prolifera l&#8217;abusivismo professionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Di seguito quindi vi riportiamo la lettera scritta dall&#8217;Associazione Italiana Fisioterapisti</strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><span id="more-535"></span></strong><em>Roma, 16 febbraio 2010<br />
Preg.mo Presidente del Consiglio,</em></p>
<p><em>&#8220;A nome dell’A.I.FI. (Associazione Italiana Fisioterapisti), che si onora di rappresentare la categoria<br />
professionale dei Fisioterapisti, sottopongo alla Sua cortese ed autorevole attenzione una questione delicata<br />
quanto emblematica.</em></p>
<p><em>La recente cronaca, in merito alle vicende accadute al Sottosegretario On. Bertolaso, continua a<br />
diffondere messaggi ambigui e fuorvianti sulla non meglio specificata qualifica professionale della “Sig.ra<br />
Francesca”, operatrice presso il Salaria Beauty &#8211; centro estetico di Roma.</em></p>
<p><em>Senza voler entrare nel merito delle vicende personali e politiche del Dr. Bertolaso, mi corre<br />
l’obbligo di sottolineare quanta confusione continui ad ingenerarsi nel lettore, a causa dell’inspiegabile<br />
assenza di uno strumento semplice e preciso qual è l’Ordine professionale, in grado di supportare lo Stato ed<br />
il Cittadino nel delicato orientamento verso le qualifiche e le competenze appropriate del Sistema Salute.</em></p>
<p><em>Sono certo che non trascurerà questo appello che Le rivolgiamo, al fine di porre rimedio ad un<br />
ritardo “cronico” delle Istituzioni che mantengono il panorama giuridico colpevolmente carente di uno<br />
strumento di fondamentale importanza per tutelare la salute del Cittadino e salvaguardare la dignità di tutte<br />
quelle Professioni sanitarie, puntualmente considerate di serie “B” e pericolosamente confuse con altre<br />
qualifiche che di sanitario non hanno niente.</em></p>
<p><em>Le Professioni sanitarie hanno piena titolarità, rispondono direttamente delle scelte terapeutiche ed<br />
intervengono autonomamente nel profilo di cura per il paziente.</em></p>
<p><em>Preg.mo Presidente, si adoperi al fine di concludere, una volta per tutte, questo iter legislativo dando<br />
pari dignità e garantendo un cambio culturale nel Sistema Salute. I Cittadini e i Professionisti glielo chiedono<br />
ed il Paese gliene sarà grato&#8221;.</em></p>
<p><em>Il Presidente Nazionale A.I.FI.<br />
Dott. Antonio Bortone<br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Fisioterapia: sai in che mani ti metti?</title>
		<link>http://newsblog.lavorosalute.it/fisioterapia-sai-in-che-mani-ti-metti/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 14:39:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavorosalute</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende sanitarie]]></category>
		<category><![CDATA[Operatori Sanitari]]></category>
		<category><![CDATA[aifi]]></category>
		<category><![CDATA[fisioterapisti]]></category>
		<category><![CDATA[laurea in fisioterapia]]></category>

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		<description><![CDATA[Accanto a professionisti seri, purtroppo ci sono molti impostori Sono circa un milione in Italia i &#8220;furbetti&#8221; a cui manca un titolo di abilitazione sanitaria alla professione. Il problema dell&#8217;abusivismo riguarda in particolar modo i fisioterapisti: infatti, su 50.000 abilitati ad esercitare la professione, ne esistono almeno altri 100.000 che praticano attività fisioterapiche in modo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Accanto a professionisti seri, purtroppo ci sono molti impostori</h3>
<p><img class="alignleft" title="fisioterapista" src="http://www.entelechia.info/immagini/physiotherapy.jpg" alt="" width="216" height="269" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Sono circa un milione in Italia i &#8220;furbetti&#8221; a cui manca un titolo di abilitazione sanitaria alla professione</strong>. Il problema dell&#8217;abusivismo riguarda in particolar modo i <a href="http://www.lavorosalute.it/operatore_sanitario.aspx" target="_blank">fisioterapisti</a>: infatti, su 50.000 abilitati ad esercitare la professione, ne esistono almeno altri 100.000 che praticano attività fisioterapiche in modo illegale. <strong>Anche logopedisti, igienisti e dietisti lamentano una situazione analoga</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il problema è tutto italiano. <strong>Nel nostro Paese infatti, manca un Ordine che attesti serietà e qualità del professionista sanitario</strong>. La creazione di tale Ordine sarebbe utile anche per garantire corretti aggiornamenti e corsi di formazione indispensabili.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-467"></span></p>
<p style="text-align: justify;">Dal 2006, però, è in corso un importante iter legislativo che quest&#8217;anno dovrebbe portare all&#8217;approvazione di una legge in tal senso.<br />
<strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Prima di tutto, rivolgersi al medico: </strong><br />
in caso di problemi o disturbi del movimento, è bene rivolgersi ad un medico (<strong>ortopedico, fisitra o altro</strong>), che è anche <strong>l&#8217;unico autorizzato a prescrivere farmaci</strong>. Dopo la visita, sarà lo specialista ad indirizzare la persona dal fisioterapista, con una indicazione dettagliata dei trattamenti da eseguire (tecniche manuali o apparecchiature come gli ultrasuoni). Anche il fisioterapista, che svolge il lavoro a stretto contatto con la persona, se noterà miglioramenti più veloci o, al contrario, più lenti del previsto e/o riterrà che sia opportuno modificare quanto prescritto per un recupero migliore o più veloce, ne parlerà prima con il medico.</p>
<p><strong>Come evitare i truffatori?</strong><br />
Ben diverso è il caso degli <strong>abusivi veri e propri</strong>. Spesso, per esempio, queste persone vantano titoli e diplomi conseguiti all&#8217;estero, in scuole non conosciute e dalle quali non si può avere conferma. Molti attuano una pubblicità aggressiva, sono ambulanti o forniscono servizi a domicilio. In altri casi, prestano la loro opera all&#8217;interno di strutture che non hanno competenze adeguate a quelle richieste dal trattamento riabilitativo. Quest&#8217;ultima forma di abusivismo è ancora più difficile da indiviuare per il cittadino, che si affida ad una struttura credendola seria.</p>
<p><strong>Come riconoscere un vero fisioterapista?</strong><br />
Si diventa fisioterapista dopo aver frequentato un corso di laurea triennale in fisioterapia all&#8217;Università (Facoltà di Medicina e Chirurgia) e conseguito la laurea con abilitazione all&#8217;esercizio della professione. Il fisioterapista può svolgere trattamenti di prevenzione, cura e riabilitazione per problematiche congenite o acquisite a livello motorio, neurologico e cognitivo, cardio-respiratorio. <strong>Anche chi ha ottenuto una laurea o un titolo &#8220;equipollente&#8221; può svolgere attività fisioterapica</strong>. Per legge è considerato equipollente la laurea in scienze motorie, ma solo se il diplomato ha compiuto un&#8217; integrazione del piano di studi con appositi corsi universitari.</p>
<p><strong>In attesa dell&#8217;istituzioe di un Ordine</strong>, per verificare la competenza di un operatore sanitario ci si può rivolgere alle associazioni affiliate al Conaps (<strong>www.conaps.it</strong>). Gli operatori delle associazioni che fanno capo al Conaps rispettano un codice deontologico autoimposto e garantiscono qualità e professionalità della prestazione. Un altro riferimento utile è l&#8217;associazione italiana fisioterapisti, al sito <strong>www.aifi.net<br />
Fonte: Livia Zacchetti</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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