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	<title>Lavoro Salute Blog &#187; Badanti</title>
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	<description>Lo spazio dedicato all&#039;informazione sul lavoro nel mondo della salute</description>
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		<title>Da badanti ad assistenti familiari</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 08:26:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavorosalute</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assistenti Personali]]></category>
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		<description><![CDATA[Si prende cura dei nostri anziani, dei malati e senza di lei il nostro sistema sanitario sarebbe ormai al collasso, ma è una figura fragile. Chi sono le “badanti”? Sono in gran parte straniere le “assistenti familiari”, definite comunemente con il termine poco appropriato di “badanti”, occupate nell’assistenza di anziani e di persone non autosufficienti. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Si prende cura dei nostri anziani, dei malati e senza di lei il  nostro sistema sanitario sarebbe ormai al collasso, ma è una figura  fragile. Chi sono le “badanti”?</h3>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1060" title="tre_anziani938" src="http://newsblog.lavorosalute.it/wp-content/uploads/tre_anziani938-300x225.jpg" alt="tre_anziani938" width="300" height="225" />Sono in gran parte straniere le “<strong>assistenti familiari</strong>”, definite comunemente con il termine poco appropriato di “<a href="http://www.lavorosalute.it/Cerca_Lavoro.aspx" target="_blank">badanti</a>”, <strong>occupate nell’assistenza di anziani e di persone non autosufficienti</strong>. Una marea di 500mila o forse 700mila donne (le cifre in questo caso non sono ufficiali così come il fenomeno in gran parte sotterraneo, complesso quanto molto diffuso) che si è <strong>estesa in ogni luogo d’Italia</strong>, dal più piccolo paese alla più grande metropoli, ha fatto ingresso nelle nostre case e <strong>si prende cura di noi, delle nostre famiglie, dei nostri anziani. Senza di loro oggi nel nostro Paese il sistema di assistenza sarebbe in seria crisi. </strong>Per questo <strong><a href="http://www.lavorosalute.it" target="_blank">LavoroSalute.it</a></strong> dedica uno<strong> <a href="http://www.lavorosalute.it/privato.aspx" target="_blank">spazio</a> alle famiglie</strong> per trovare informazioni , assistenza e la persona giusta.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1053"></span></p>
<p>La maggior parte di loro proviene dall’Est Europa e<strong> arriva in Italia regolarmente con un visto turistico che dura pochi giorni</strong>. In genere sono alla prima esperienza lavorativa e restano in media un anno nel nostro Paese. Il tempo di accantonare un gruzzolo che servirà a tamponare le difficoltà per le quali sono state costrette a partire, poi fanno rientro a casa.</p>
<p>Secondo i dati raccolti <strong>circa la metà di loro sarebbe clandestina</strong>, le altre sono contattate attraverso conoscenti o parenti ma solo per una minima parte di loro il contatto con le famiglie avviene mediante un servizio pubblico o un’agenzia.<br />
Il lavoro è molto duro e chiede spesso un’assistenza continua agli anziani e ai malati, 24 ore su 24, in cambio di 700/800 Euro mensili. E quando si perde il lavoro si perdono anche la casa e i mezzi per vivere. Alcune Regioni hanno ratificato formalmente la figura dell’assistente familiare. Su questa base già da tempo in Italia si stanno svolgendo esperienze significative per sostenere le famiglie nelle spese legate al carico di cura, per l’avvio di percorsi formativi rivolti alla qualificazione del lavoro delle assistenti familiari e di progetti finalizzati a sollevare dall’isolamento le donne che svolgono questa attività.</p>
<p><strong>Le famiglie italiane che si avvalgono delle lavoratrici curanti appartengono a tutti i ceti sociali</strong>: è la prima volta nella storia che famiglie operaie diventano datrici di lavoro con una serie di problemi e contraddizioni non preventivate.<br />
<strong>Le famiglie devono, da sole, gestire operazioni e procedure complesse (la ricerca, il contratto, l’addestramento) intrecciando passaparola e uffici che si muovono secondo logiche settoriali</strong>. Tendono a negoziare il contratto a volte in modo discutibile a causa sia della difficoltà in cui si trovano, sia di una fatica economica legata a situazioni che si prolungano in presenza, soprattutto oggi, di lavoratrici sempre più consapevoli dei loro diritti e della loro strategica utilità.</p>
<p>Molte famiglie di fatto non hanno altra scelta che quella di impiegare lavoratrici in nero (in particolare quelle che abitano in zone non”appetibili”, dalle lavoratrici regolari o che si presentano con situazioni molto pesanti alle spalle) con una serie di problemi a cascata che rendono la situazione a rischio o molto critica. Si stanno rendendo conto sempre più che la badante non è la soluzione di tutti i loro problemi per cui occorre continuare ad aggiungere sempre nuovi servizi di supporto o adottare la soluzione delle strutture protette a causa di aggravamenti terminali non più sostenibili a domicilio.</p>
<p><strong>Le famiglie cercano dalla badante innanzitutto una copertura temporale massima, disponibilità per tutte le esigenze che si presentano, amorevolezza, affidabilità, affetto</strong>. In sostanza, anche perché prese da sensi di colpa nei confronti di anziani delusi nelle loro aspettative, cercano una figura che li sostituisca e una sorta di servizio complessivo. La conoscenza della lingua, per quanto venga ritenuta importante, è un aspetto che la famiglia valuta in subordine al primo punto, pur dovendo sempre più registrare, soprattutto ad esperienza avviata, che si tratta di un elemento fondamentale per stabilire delle relazioni e dei “legami”.<br />
La competenza professionale o comunque un approfondimento di ciò che la badante sa realmente fare sul versante assistenziale e del governo della casa fa parte di un approfondimento successivo dopo aver considerato gli aspetti per così dire relazionali e di tipo etico legati innanzitutto a un saper “essere”.</p>
<p>In sostanza i familiari ritengono di poter compensare le competenze mancanti legate al sapere e al saper fare assumendosi il carico di un accompagnamento lavorativo e formativo che si sta rivelando molto più pesante e complesso del previsto e che non può essere gestito solo secondo un’ottica del “fai da te”.</p>
<p><strong>Gli anziani hanno sempre sperato di essere assistiti dalla propria famiglia e dai propri figli (anzi figlie) ma si stanno rendendo ben conto che questa speranza non può più essere “coltivata”</strong>(anche perché i figli sono sempre meno) per quanto cerchino di “farsi curare poco” per non essere di peso. Nell’insieme gli anziani si stanno adattando alla cura delle badanti bianche, sebbene siano presenti fenomeni di resistenza, agiti in modi diversi e spesso sotterranei che, in certe situazioni portano a “consumare” una badante dopo l’altra. Sta di fatto che, generalmente,<strong> gli anziani partecipano troppo poco al percorso di scelta e decisionale che riguarda la persona con cui dovranno condividere il quotidiano</strong> anche perché la ricerca delle “badanti” è sempre fatta dai familiari in situazioni di emergenza.</p>
<p>Ovviamente l’assenza di una esperienza della cura che avviene in situazione di convivenza fa sì che anche gli anziani non abbiano riferimenti a cui collegarsi per cui a volte passano da rapporti di tipo “padronale” e di controllo esasperato a rapporti di tipo genitoriale e familiare con una serie di complessità di cui oggi ci si comincia a rendere conto anche in funzione di necessari interventi mediativi da assicurare.</p>
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		<title>L&#8217;Italia spiegata alle colf filippine</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Apr 2010 10:07:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavorosalute</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assistenti Personali]]></category>
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		<category><![CDATA[assunzione colf e badanti]]></category>
		<category><![CDATA[colf]]></category>
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		<description><![CDATA[Preparare il caffè con la moka o cucinare lasagne. Così a Mindanao si preparano le giovani filippine che vogliono lavorare in Italia L&#8217;iniziativa è di Mario  ed Elisabeth Lizio, arrivati in Asia dopo aver lasciato il Lago Maggiore. I Lizio hanno 7 figli e alloggiano sulle colline di San Roque, ai piani superiori della Casa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Preparare il caffè con la moka o cucinare lasagne. Così a Mindanao si preparano le giovani filippine che vogliono lavorare in Italia</h3>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" title="colf filippine" src="http://media.panorama.it/media/foto/2007/06/22/482ec94de75c8_normal.jpg" alt="" width="206" height="142" /><br />
L&#8217;iniziativa è di Mario  ed Elisabeth Lizio, arrivati in Asia dopo aver lasciato il Lago Maggiore. I Lizio hanno 7 figli e alloggiano sulle colline di San Roque, ai piani superiori della Casa di Carità che ospita i <strong>corsi integrativi</strong> di <strong><a href="http://www.lavorosalute.it/Come_assumere.aspx" target="_blank">colf e badanti</a></strong> <strong>che sperano in un ingaggio in Italia</strong>. Nel grande salone dove insegnano<strong> usi e costumi del Belpaese</strong>, hanno affisso mappe geografiche dello stivale e delle isole, sul tavolo fanno bella mostra pile di libri divulgativi della storia e del costume, <strong>ricette</strong>, dizionari di italiano. In un&#8217;altra stanza sono le cucine con i formelli e le attrezzature.<br />
Al di là del buonumore contagioso delle<strong> <a href="http://www.lavorosalute.it/Cerca_Lavoro.aspx" target="_blank">candidate colf</a> per l&#8217;Italia</strong>, non ci vuole molto a capire che tutte cercano di <strong>fuggire da una realtà difficile</strong>.</p>
<p><span id="more-729"></span></p>
<p>Le prime ad arrivare sono state le<strong> donne</strong>. In media, ogni immigrato spedisce a casa 300€ al mese. Ad oggi i filippini in Italia lavorano in casa e costituiscono una comunità unita di circa <strong> 100mila </strong>persone. Guadagnano in media 1850€ al mese (per nucleo famigliare), vivono generalmente<strong> in affitto</strong> (29%) o in case di proprietà (24,5%) e trovano lavoro soprattutto come <strong>domestici</strong> (le famiglie rappresentano il datore di lavoro non solo per quasi sei filippine su dieci, ma anche per poco meno di un quarto degli uomini).</p>
<p>&#8220;<strong>L&#8217;immigrazione filippina</strong> -racconta Raffaella Maioni, responsabile nazionale delle<strong> Acli Colf </strong>- è storicamente <strong>radicata nel lavoro domestico</strong>. I filippini vengono generalmente considerati miti e<strong> affidabili </strong>e non è secondario il loro essere in maggioranza <strong>cattolici</strong>. Ma il punto è un altro: nel loro paese vengono organizzati corsi di formazione molto severi, lo Stato filippino li considera una sorta di eroi nazionali, per le<strong> rimesse</strong> che garantiscono. Non manca il risvolto negativo: le  autorità cercano di scoraggiare i ricongiungimenti familiari, proprio perchè solo tenendo figli o mariti lontani dalle lavoratrici si assicura quel flusso imponente di denaro&#8221;.</p>
<p>La Maioni sottolinea un altro aspetto tipico dell&#8217;immigrazione filippina: &#8220;Le loro comunità sono molto strutturate e radicate sul territorio. Si danno mutua assistenza&#8221;.</p>
<h6>Fonte: La Repubblica</h6>
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		<title>Sanatoria colf e badanti 2009</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 12:56:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Assistenti Personali]]></category>
		<category><![CDATA[Badanti]]></category>
		<category><![CDATA[domande di sanatoria]]></category>
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		<category><![CDATA[Sanatoria colf e badanti 2009]]></category>
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		<description><![CDATA[Badanti, da martedì 1 settembre le domande online Dopo il versamento di 500 euro, è possibile presentare le domanda sul sito del Viminale fino al 30 settembre Se dal 21 agosto si poteva versare il contributo di 500 euro per la regolarizzazione delle badanti, da domani, 1 settembre, si devono presentare le domande. Scatta così [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>Badanti, da martedì 1 settembre le domande online <img class="alignleft" title="Sanatoria Badanti" src="http://www.lavorosalute.it/images/imgHeader2.jpg" alt="" width="380" height="130" /><br />
</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Dopo il versamento di 500 euro, è possibile presentare le domanda sul sito del Viminale<strong> </strong>fino al 30 settembre</p>
<p style="text-align: justify;">Se dal 21 agosto si poteva versare il contributo di 500 euro per la <strong>regolarizzazione</strong> delle <strong>badanti</strong>, da domani, 1 settembre, si devono presentare le domande. Scatta così la fase due del procedimento. Secondo una prima stima del Viminale saranno da 500 a 750mila i moduli compilati. Un numero che potrebbe essere superato. Da Milano a Bologna, passando per Vicenza, è boom di richieste in tutta Italia.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-92"></span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>COME SI PROCEDE?</strong> &#8211; Da martedì quindi si possono scaricare i moduli e completare le richieste. Welfare e Anci hanno firmato un&#8217;intesa, grazie alla quale i servizi comunali offriranno assistenza ai cittadini nell&#8217;iter di presentazione delle istanze. La sanatoria riguarda solo i lavoratori che al 30 giugno erano occupati irregolarmente da almeno tre mesi come colf o badante. <strong>Le domande di sanatoria</strong> non sono collegate né a graduatorie a tempo né a quote d&#8217;ingresso. Quindi, le richieste presentate il 30 settembre avranno le stesse possibilità di ammissione di quelle presentate il 1°. Ogni datore di lavoro può regolarizzare una colf e due badanti. La domanda può essere presentata da cittadini italiani e comunitari, o anche extracomunitari in possesso del titolo di soggiorno. Se si deve regolarizzare una colf e a presentare la domanda è un singolo, bisogna attestare un reddito 2008 non inferiore ai 20mila euro, se invece è una famiglia in cui più soggetti concorrono al reddito, il limite minimo è di 25 mila euro. Per le badanti che assistono persone malate o con handicap, serve una certificazione rilasciata da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;ITER</strong> &#8211; Il primo passo rimane il <strong>versamento di 500 euro</strong>. Poi c&#8217;è la presentazione dell&#8217;istanza sul sito del ministero. Per qualsiasi domanda, ecco il vademecum del Viminale. La procedura prevede che l&#8217;utente si registri sul sistema, richieda un modulo di domanda, installi un apposito software sul proprio computer, importi e compili il modulo per effettuare la domanda e lo invii per via telematica. Poi, dal 1° ottobre, le domande andranno allo Sportello unico per l&#8217;immigrazione. Dopo le verifiche delle Questure, datore di lavoro e lavoratore saranno convocati per le verifiche. Successivamente si procederà alla stipula del contratto di soggiorno. Le domande con documentazione priva dei requisiti previsti dalla legge saranno rigettate e il contributo di 500 euro non verrà restituito.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>LE DOMANDE</strong> &#8211; Il Viminale si attende oltre 500mila domande: questo significa che già con il pagamento del forfait di 500 euro, lo Stato dovrebbe incassare entro un mese tra i 300 e i 450 milioni. Ma bisogna tener conto anche degli 80 euro pagati dallo straniero per il rilascio del permesso di soggiorno. In base alle prime stime, la sanatoria di colf e badanti potrebbe far entrare nelle casse dello Stato da 1,2 a 1,6 miliardi di euro.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: Corriere.it</p>
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