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	<title>Lavoro Salute Blog &#187; errori</title>
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	<description>Lo spazio dedicato all&#039;informazione sul lavoro nel mondo della salute</description>
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		<title>Lo spot sugli errori medici alimenta la sfiducia nel sistema sanitario</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 06:25:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavorosalute</dc:creator>
				<category><![CDATA[Operatori Sanitari]]></category>
		<category><![CDATA[errori]]></category>
		<category><![CDATA[medici]]></category>
		<category><![CDATA[ordine dei medici]]></category>
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		<description><![CDATA[L’ORDINE DI ROMA REAGISCE AGLI SPOT DEGLI STUDI LEGALI L’Ordine provinciale dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Roma scende in campo contro la martellante campagna pubblicitaria che in questi giorni, attraverso Tv e quotidiani, incita ad attivare procedure di risarcimento per danni conseguenti a presunti casi di malasanità, rivolgendosi a studi legali anche con la lusinga [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><strong><strong>L’ORDINE DI ROMA REAGISCE AGLI SPOT DEGLI STUDI LEGALI</strong></strong></h3>
<p><a href="http://newsblog.lavorosalute.it/wp-content/uploads/errori_medici.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1736" title="errori_medici" src="http://newsblog.lavorosalute.it/wp-content/uploads/errori_medici.jpg" alt="" width="180" height="207" /></a><br />
L’Ordine provinciale dei Medici-Chirurghi e Odontoiatri di Roma scende in campo contro la martellante campagna pubblicitaria che in questi giorni, attraverso Tv e quotidiani, incita ad attivare procedure di risarcimento per danni conseguenti a presunti casi di malasanità, rivolgendosi a studi legali anche con la lusinga della gratuità.</p>
<p><strong>L’Ordine capitolino</strong> – il più numeroso d’Italia con i suoi oltre 41mila iscritti – fa proprie le proteste già espresse dai vari sindacati di categoria e recepisce gli inviti a intervenire ufficialmente, con opportune valutazioni deontologiche, a tutela di medici e collettività.</p>
<p>“E’ una campagna con fini palesemente commerciali, eticamente censurabile, sleale anche nei confronti della maggioranza degli avvocati – <strong>protesta Mario Falconi, Presidente dei camici bianchi romani </strong>– e auspichiamo che anche il loro Ordine professionale intervenga per vagliarne la liceità.<br />
<span id="more-1734"></span></p>
<p><strong>E’ un messaggio scorretto che non tolleriamo, che alimenta la sfiducia nel sistema sanitario e la propensione alle liti, a solo vantaggio degli studi legali.</strong></p>
<p>Ciò mentre è diventato obbligatorio il ricorso preventivo alla conciliazione.</p>
<p>Inoltre – evidenzia Falconi &#8211; in caso di soccombenza del cittadino chi pagherà le spese dell’avvocato del medico?<br />
Chi sosterrà l’onere economico in caso di rivalsa del medico o di attivazione delle sanzioni da parte dei giudici per lite temeraria?” Proprio sulla conciliazione delle liti tra paziente e medico, l’Ordine di Roma ricorda che è stato il primo ad aver istituito già nel 2005 Accordia come strumento di mediazione in grado di offrire un’efficace alternativa alle aule del Tribunale.</p>
<p>In quanto alla natura delle cause intentate contro i medici, ricorda altresì di aver costituito l’<strong>Osservatorio sulla Responsabilità Medica (O.R.Me.)</strong>, in collaborazione, tra gli altri, con il Tribunale di Roma.</p>
<p>“A fronte di queste iniziative istituzionali e alla recente legge sulla mediazione, che mirano a contenere le liti tra i cittadini-pazienti e i loro medici, <strong>dobbiamo invece assistere ora a un incoraggiamento, a solo scopo di lucro, di tale conflittualità, spesso infondata”</strong>, commenta con amarezza Falconi.</p>
<p><strong>“Ma non staremo passivamente a guardare e attiveremo ogni procedura di tutela, compreso il Tribunale dei Diritti del Medico.</strong><br />
Allo stesso tempo, invitiamo i giudici ad applicare la sanzione pecuniaria prevista dal codice di procedura civile ogni qual volta dovessero riscontrare che la lite è stata temeraria, poiché non supportata da un fondamento scientifico”.</p>
<p><strong>L’Ordine sollecita i medici al rispetto rigoroso del codice deontologico e a non prestarsi mai a operazioni azzardate e di tipo speculativo quando incaricati di fornire, a qualunque titolo, perizie o consulenze medico-legali.</strong></p>
<p>“Siamo certi – afferma Falconi &#8211; che tutti i colleghi, nell’esercizio del loro delicato compito certificativo di presunti danni causati ai cittadini, comprendendo la gravità del momento sapranno reagire, collaborando con l’Ordine, anche segnalando richieste improprie da parte degli avvocati: non ascoltare mai le loro eventuali sirene è la prima regola per non incorrere in comportamenti scorretti.</p>
<p>Chiediamo, peraltro, a tutti i medici chiamati in causa per motivi professionali di segnalarci, al termine di procedure conciliative o giudiziarie, quelle perizie in contrasto palese con gli unici possibili criteri guida: scienza e coscienza.”</p>
<p>Da Mario Falconi arriva poi un <strong>elogio ai medici italiani: “Sono tra i migliori a livello internazionale</strong> – afferma con orgoglio – e grazie a loro il nostro Paese può vantare indicatori di salute tra i più alti al mondo: diminuzione della mortalità infantile, aumento della longevità, guarigione o cronicizzazione di patologie impensabile sino a pochi decenni fa, solo per citare alcuni esempi.</p>
<p>Ciò nonostante, <strong>andrebbe ricordato costantemente che, purtroppo, il rischio zero nell’atto medico non esiste.</strong></p>
<p>Vorremmo che anche il Ministro della Salute, Ferruccio Fazio, spendesse la sua autorevolezza per affermare questo concetto basilare in ogni contesto pubblico.</p>
<p>Altrimenti – avverte il Presidente dell’Ordine dei medici romani – la caccia alle streghe, cioè al camice bianco, s’intensificherà sempre di più”.</p>
<p><strong>Campagne pubblicitarie, come quella in atto, hanno come effetto di favorire ad arte la litigiosità</strong> e – viene sottolineato dai vertici dell’Ordine capitolino &#8211; il ricorso alla medicina difensiva, con costi enormi per l’intera collettività e l’aggravio delle liste di attesa.</p>
<p>“E’ allarmante – conclude Falconi &#8211; dover constatare che <strong>c’è una crescente crisi di valori che viaggia parallela alla grave crisi economica e politica del Paese</strong>.</p>
<p>Una caduta di valori dominata principalmente da speculazione e ingordigia che trascina con sè anche dei professionisti regolarmente iscritti ad albi, i quali dimenticano, come in questo caso, di seguire sempre e comunque il percorso tracciato dal loro codice deontologico”.</p>
<p>Fonte: Ordine dei Medici di Roma</p>
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		<title>Personale Sanitario: errore umano o errore del sistema?</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 17:52:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavorosalute</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende sanitarie]]></category>
		<category><![CDATA[Infermieri]]></category>
		<category><![CDATA[Operatori Sanitari]]></category>
		<category><![CDATA[errore del sistema]]></category>
		<category><![CDATA[errore umano]]></category>
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		<category><![CDATA[medici]]></category>
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		<category><![CDATA[Risparmio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il &#8220;fattore umano&#8221; rappresenta quasi sempre l&#8217;ultimo anello di una catena di difetti del sistema assistenziale, ma lo stress da super lavoro e l&#8217;ossesione-risparmio aumentano il rischio Che il surmenage lavorativo possa produrre effetti negativi non è solo il buon senso a sottolinearlo ma anche numerosi studi scentifici. Alcuni studi hanno dimostrato che dopo 12 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Il &#8220;fattore umano&#8221; rappresenta quasi sempre l&#8217;ultimo anello di una catena di difetti del sistema assistenziale, ma lo stress da super lavoro e l&#8217;ossesione-risparmio aumentano il rischio</h3>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" title="Errore umano" src="http://statico.saperlo.it/thumbs/7379ecefc3198ed165b3323a10a210a7_200x130.jpg" alt="" width="200" height="130" />Che il <strong><em>surmenage</em> lavorativo</strong> possa produrre effetti negativi non è solo il buon senso a sottolinearlo ma anche numerosi studi scentifici. Alcuni studi hanno dimostrato che <strong>dopo 12 ore di veglia</strong> la risposta individuale possa essere considerata alterata. E&#8217; ovvio quindi che più sono le ore di veglia maggiormente <strong>alterata sarà la risposta individuale</strong>. E ancora più ovvio è che se al soggetto si richiedono prestazioni fisicamente ed emozionalmente impegnative la sua risposta sarà fortemente alterata. Un discorso che vale per tutte le professioni ma che è <strong>particolarmente rischioso per gli operatori sanitari</strong>: sempre più pressati da intensi carichi di lavoro può ridurre in maniera significativa la sua capacità di attenzione rischiando quindi di incorrere in errore. &#8220;Molti studi hanno infatti rilevato che <strong>nelle ore finali dei turbi di notte un 30% circa di errori poteva essere evitato</strong>&#8221; conferma Amedeo Bianco Presidente della Federazione dei Medici e Odontoiatri (Fnomceo) &#8220;in ogni caso l&#8217;errore dovrebbe sempre essere analizzato nel suo ruolo &#8220;positivo&#8221;".</p>
<p><span id="more-549"></span></p>
<p><strong>Presidente Bianco, quale può essere il ruolo positivo di un errore?</strong></p>
<p>L&#8217;importanza della sicurezza e il significato non ambiguo dell&#8217;imparare dall&#8217;errore sono specificati con chiarezza all&#8217;<strong>articolo 14 del Codice di Deontologia Medica</strong> del 2006 che impone al medico &#8220;la rilevazione, segnalazione e valutazione degli errori al fine del miglioramento della qualità delle cure&#8221;. Punto preliminare per un efficace approccio al problema è pertanto quello relativo al principio secondo cui la<strong> prevenzione e la gestione dell&#8217;errore </strong>è un&#8217;attività che coinvolge l&#8217;esercizio professionale in senso stretto, e che l&#8217;errore manifesto può essere usato per migliorare l&#8217;organizzazione anche attraverso procedure professionali.</p>
<p><strong>C&#8217;è da rilevare che le aziende sanitarie pubbliche passate da una parte ad operare secondo criteri di economicità sul fronte dei costi e dall&#8217;altra a gestire l&#8217;accesso ai servizi spesso pretendono moltissimo dai medici. Come uscirne?</strong></p>
<p>In realtà le valutazioni più attendibili ci dicono che<strong> gli errori </strong>nella stragrande maggiornaza dei casi trovano origine (cause latenti) in <strong>difetti dell&#8217;organizzazione</strong> che oggettivamente favoriscono l&#8217;errore umano. Insomma esiste uno <strong>stretto legame tra i tempi, i ritmi, le condizioni di lavoro e il rischio clinico</strong>. Ma un&#8217;altra riflessione riguarda l&#8217;ovvia considerazione che <strong>la sicurezza ha un costo</strong> anche se in realtà si tratta di un vero e proprio investimento per i cittadini i professionisti e le istituzioni. Pertanto bisogna stare molto attenti quando con l&#8217;intento sia pure nobile, di evitare gli sprechi e di razionalizzare la spesa si finisce magari inconsapevolmente per andare ad<strong> incidere sulla qualità dei serivizi</strong>. Di questo si deve tenere conto sia quando si acquista un&#8217;apparecchiatura (ancora oggi, per esempio, non sono previste prove di ergonomia e usabilità da parte degli utilizzatori) sia quando si organizzano le risorse umane, compresa la valutazione del &#8220;contesto&#8221; in cui si esercita la professione.</p>
<pre>
Fonte: La Stampa</pre>
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		<title>Serial medici, quanti errori di pronto soccorso!</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 15:54:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavorosalute</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende sanitarie]]></category>
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		<category><![CDATA[pronto soccorso]]></category>
		<category><![CDATA[serial medici]]></category>

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		<description><![CDATA[Sempre più spesso assistiamo nei serial televisivi a scene che si svolgono in corsie d&#8217;ospedale e in sale operatorie. Dottori e infermieri attirano milioni di telespettatori, ma quasi la metà dei gesti che compiono mentre &#8220;lavorano&#8221; sul set costituiscono cattivi esempi di come si affrontano le emergenze sanitarie in corsia. Lo ha rilevato uno studio canadese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Sempre più spesso assistiamo nei serial televisivi a scene che si  svolgono in corsie d&#8217;ospedale e in sale operatorie.</h3>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" title="LavoroSalute.it" src="http://www.raucci.net/wp-content/uploads/2006/11/drhouse.jpg" alt="" width="209" height="280" /><br />
Dottori e infermieri attirano milioni di telespettatori, ma <strong>quasi la  metà dei gesti</strong> che compiono mentre &#8220;lavorano&#8221; sul set  costituiscono<strong> cattivi esempi di come si affrontano le emergenze  sanitarie in corsia</strong>. Lo ha rilevato uno studio canadese che ha preso in  esame popolari serie tra cui anche <strong><em>House</em> </strong>e<strong> <em>Private Practice</em></strong>.<br />
<strong>Ricercatori</strong> della <em>Dalhousie University di Halifax</em>, nella  Nuova Scozia, esaminando 327 episodi <strong>hanno rilevato che nel 46% dei casi  di ricovero d&#8217;urgenza sono state mostrate pratiche inappropriate</strong> come  il tener giù il paziente, bloccarne movimenti involontari o mettergli  qualcosa in bocca. Un corretto primo soccorso è stato riconosciuto  solo nel 29% dei casi.</p>
<p style="text-align: justify;">
<p><span id="more-528"></span>Il ricercatore <strong>Andrew Moeller</strong>,  in una nota, ha ricordato che i serial televisivi sono potenzialmente  un buon metodo per educare il pubblico ed<strong> è</strong> quindi<strong> preoccupante che  questi programmi siano sbagliati per quasi la metà. </strong><br />
Lo studio  integrale sarà presentato a Toronto, in aprile, all&#8217;assemblea annuale  dell&#8217;<em>Academy of Neurology</em>.</p>
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