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	<title>Lavoro Salute Blog &#187; medico</title>
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	<description>Lo spazio dedicato all&#039;informazione sul lavoro nel mondo della salute</description>
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		<title>Fare il medico in Francia</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 10:10:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavorosalute</dc:creator>
				<category><![CDATA[ANNUNCI IN EVIDENZA]]></category>
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		<description><![CDATA[Se una volta si andava all’estero da ragazzi per completare la formazione, oggi si può andare quasi in ogni momento della carriera professionale. La professione del medico è richiesta in molti paesi: a Manchester lavorano più medici del Malawi di quelli che sono rimasti in patria. Quasi 800 medici tedeschi sono stabilmente insediati in Svezia. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Se una volta si andava  all’estero da ragazzi per completare la formazione, oggi si può  andare quasi in ogni momento della carriera professionale.</h3>
<p><a href="http://newsblog.lavorosalute.it/wp-content/uploads/images24.jpeg"><img class="alignleft size-full wp-image-2095" title="images" src="http://newsblog.lavorosalute.it/wp-content/uploads/images24.jpeg" alt="" width="259" height="194" /></a><br />
La professione del <strong>medico</strong> è richiesta in molti paesi:<br />
a Manchester lavorano più medici del Malawi di quelli che sono rimasti in patria. Quasi 800 medici tedeschi sono stabilmente insediati in Svezia. La Danimarca assume tutto l’anno tra i polacchi. La Svizzera cerca specialisti di ogni tipo e la <a href="http://www.lavorosalute.it/Offerte_di_lavoro.aspx" target="_blank">Francia</a> non è di meno.</p>
<p><strong>In Francia si stanno cercando<a href="http://www.lavorosalute.it/Offerte_di_lavoro.aspx" target="_blank"> </a><a href="http://www.lavorosalute.it/dettaglio_annuncio.aspx?EVENTID=1788" target="_blank">medici specialisti</a></strong> (anestesista, radiologo, gastroenterologo, cardiologo, psichiatra, internista) ed in particolare ci teniamo a segnalare la ricerca di <a href="http://www.lavorosalute.it/dettaglio_annuncio.aspx?EVENTID=1757" target="_blank"><strong>medici del lavoro</strong></a>.<br />
<strong></strong></p>
<p>Perchè dunque provare una esperienza in Francia:</p>
<p><span id="more-2093"></span></p>
<p>1. il numero di medici in Italia ha ormai raggiunto la percentuale di 6 x 10-3 abitanti, <strong>quasi il doppio rispetto a Francia</strong></p>
<p>2. <strong>L’Italia è il paese europeo con il maggior tasso di disoccupazione/sottoccupazione medica </strong>(circa 85000 medici→ il 26,46% del totale). In Francia la disoccupazione medica è poco più dello 0,5%,</p>
<p>3. Contratto e retribuzione: <strong>In Italia solo il 35,4% dei medici riesce a essere inquadrato con un contratto a tempo indeterminato entro i 45 anni</strong>, mentre rimane occupato in lavori atipici &#8211; a termine, Co.co.co. o collaborazioni occasionali che nella maggior parte dei casi durano dai sei ai dodici mesi &#8211; il 28,2%. Con una retribuzione che è in media intorno a 1.460 euro, contro i 2.243 euro netti di chi è in regola.<br />
<strong>Esistono forti diversità fra i paesi europei in merito al tipo di contratto, all’orario di lavoro settimanale, ai criteri di selezione ed all’esercizio della libera professione.</strong> A tipologie di contratto tipiche del pubblico impiego si affiancano tipologie di contratto privato normale/speciale (Austria, Francia, Germania, Regno Unito, Olanda, Svezia). I criteri di selezione ed il soggetto che conferisce gli incarichi sono diversi; <strong>in alcuni paesi i medici sono assunti per chiamata diretta sulla base del curriculum professionale con contratti gestiti a livello dipartimentale. </strong></p>
<p>In ultima alcune informazioni sul <strong>Sistema Sanitario francese</strong>, ispirato al “modello bismarkiano” tedesco, è rinomato in tutto il mondo per la qualità e l’efficacia dei servizi offerti ai cittadini.</p>
<p>Esso è caratterizzato dalla presenza di molteplici soggetti sia per quanto riguarda il finanziamento della spesa, sia per quanto concerne l’erogazione dei servizi di assistenza sanitaria. Sul piano del finanziamento, <strong>tale sistema combina una copertura sanitaria nazionale con assicurazioni supplementari, mentre dal punto di vista dell’offerta comprende fornitori pubblici e privati.</strong></p>
<p>Detto questo, se in qualche modo vi abbiamo stuzzicato la voglia di lanciarvi nella vostra avventura parigina e siete pronti a fare i  bagagli per lasciare lo Stivale e raggiungere l’Esagono, sappiate che  non avrete bisogno di molti documenti.</p>
<p>Per la vostra permanenza sul<strong> territorio francese necessiterete</strong>, infatti, solamente della <strong>carta d’identità</strong>. <strong>Se intendete risiedere a lungo </strong>a Parigi o in Francia,<strong> dovrete iscrivervi all’AIRE</strong> (albo italiani residenti all’estero),<strong> entro tre mesi </strong>dall’espatrio, recandovi al consolato italiano.<br />
In realtà potete iscrivervi all’AIRE anche dopo tre mesi dal vostro arrivo in Francia senza essere multati o ricevere sanzioni. Per iscrivervi vi basterà compilare il modulo, che trovate anche sul sito del consolato italiano di Parigi, fornire un documento d’identità e un giustificativo di domicilio. Il consolato provvederà a comunicare il vostro stato d’italiani residenti all’estero al vostro Comune e quest’ultimo aggiornerà il vostro profilo come AIRE inviandovi una notifica via posta. Uno dei principali vantaggi dell’iscrizione all’AIRE per un cittadino italiano residente a Parigi è sicuramente la possibilità di potere richiedere il rinnovo della carta d’identità o del passaporto direttamente in consolato.</p>
<p>Per quanto riguarda <strong>la patente di guida</strong>, potete tranquillamente utilizzare la patente che avete ottenuto in Italia che vi consente di guidare in tutta Europa.<br />
<strong>E’ possibile eventualmente chiedere di convertire la propria patente italiana in quella francese.</strong> La conversione della patente al formato francese non è obbligatoria ma comporta alcuni vantaggi da non sottovalutare: uno tra tutti, il fatto che la patente francese (a differenza di quella italiana) non scade mai.</p>
<p>Ah infine la cosa più importante naturalmente, <strong>il lavoro. Quello ve lo offriamo noi <img src='http://newsblog.lavorosalute.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </strong></p>
<p><a href="http://www.lavorosalute.it/dettaglio_annuncio.aspx?EVENTID=1788" target="_blank">Medici specialisti (anestesista, radiologo, gastroenterologo, cardiologo, psichiatra, internista)</a></p>
<p><a href="http://www.lavorosalute.it/dettaglio_annuncio.aspx?EVENTID=1757" target="_blank">Medici del lavoro per gruppi bancari e industriali d&#8217;importanza internazionale</a></p>
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		<title>&#8220;Mani calde&#8221;, il bel romanzo d&#8217;esordio di un&#8217;Infermiera di sala operatoria</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 12:53:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavorosalute</dc:creator>
				<category><![CDATA[Operatori Sanitari]]></category>
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		<description><![CDATA[Un medico, un bambino, le infermiere e i genitori. Una storia intensa con una morale: “chi guarisce il prossimo guarisce sé stesso” Le vicende (drammatiche ma al tempo stesso coinvolgenti ed emozionanti) di “Mani calde” si snodano all’interno di un reparto di terapia intensiva, dove il piccolo Davide è in coma dopo un incidente stradale. Ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Un medico, un bambino, le infermiere e i genitori. Una storia intensa con una morale: “chi guarisce il prossimo guarisce sé stesso”</h3>
<p><em><a href="../wp-content/uploads/images_stories_mani_calde_jpg_w_153_h_2262.jpg"><img class="alignleft" title="____________images_stories_mani_calde_jpg_w_153_h_226" src="../wp-content/uploads/images_stories_mani_calde_jpg_w_153_h_2262.jpg" alt="" width="149" height="226" /></a></em><br />
Le vicende (drammatiche ma al tempo stesso coinvolgenti ed emozionanti) di “Mani calde” si snodano all’interno di un <strong>reparto di terapia intensiva</strong>, dove il piccolo Davide è in coma dopo un incidente stradale. Ad occuparsi di lui ci pensa Pierluigi Bozzi, detto ‘il cafone’, un <strong>medico incapace di instaurare rapporti con gli altri</strong> a causa del suo carattere freddo e distaccato. Ma con Davide qualcosa cambia.<br />
Intervista a Giovanna Zucca, autrice di questo sorprendente romanzo d&#8217;esordio</p>
<p>&#8220;<em>Ciao Giovanna, presentati ai lettori del nostro blog</em>&#8221;<br />
Sono <strong>un&#8217;infermiera di sala operatoria</strong> da ormai 23 anni, ne ho 46 e vivo e lavoro a Treviso. A <a href="../wp-content/uploads/276288_1092854780_1941863431_n1.jpg"><img class="alignright" title="276288_1092854780_1941863431_n" src="../wp-content/uploads/276288_1092854780_1941863431_n1.jpg" alt="" width="180" height="135" /></a>quarant&#8217;anni ho deciso di <strong>realizzare un vecchio sogno di gioventù</strong> e mi sono iscritta all&#8217;università per laurearmi in filosofia. Sono stati anni densi di scoperte e sono convinta che questo percorso di studi ha fatto di me una persona migliore,sia umanamente che professionalmente. Continuo a collaborare con la cattedra di filosofia morale all&#8217;interno del CISE(centro interuniversitario di studi sull&#8217;etica).</p>
<p>&#8220;<em>Per <strong>guarigione</strong> si intende solitamente un <strong>complesso processo biologico</strong>, nel tuo libro invece si intuisce che  potrebbe  esserci anche qualcosa di più, è corretto</em>?&#8221;<br />
Si è corretta la tua affermazione. La guarigione implica una serie di accadimenti che coinvolgono più livelli, ed è ormai risaputo che<strong> un ruolo non certo marginale lo svolge l&#8217;aspetto interiore e personale della persona malata</strong>. Senza addentrarmi in dettaglio in questo aspetto, sottolineo che quello che volevo mettere in evidenza è la <strong>relazione reciproca o meglio di reciproco riconoscimento che si sviluppa tra un bambino apparentemente impossibilitato a comunicare e un medico che invece ha scelto di non comunicare</strong>. ll logos muto che esplode in tutta la sua potenza trovando canali diversi dai consueti e permette al bambino di farsi sentire e al medico di buttare alle ortiche la sua maschera di cinico e anaffettivo. In questo modo uno guarisce l&#8217;altro.</p>
<p><span id="more-1872"></span></p>
<p>&#8220;<em>Quando ti è venuta l’idea di raccontare questa storia? E perché ne hai sentito l’esigenza</em>?&#8221;<br />
L&#8217;idea di &#8220;<strong>Mani calde&#8221;</strong> mi è venuta improvvisamente una domenica di novembre. Sai quelle giornate che la mattina arriva e pare già sera,con i giorni corti e le luci accese dal mattino&#8230; Ero in macchina per andare a fare due passi in centro con la mia amica, percorro la circonvallazione e improvvisamente mi colpisce l&#8217;immagine di Davide che spiega ai cosiddetti grandi le cose della vita.  Sono tornata in me quando si è sviluppata l&#8217;idea di come <strong>la comunicazione può nascere laddove meno te l&#8217;aspetti</strong>&#8230; <strong>Sono tornata a casa mi sono messa a scrivere e dopo 20 giorni avevo finito. </strong>Era bellissimo ogni notte ritrovarmi all&#8217;appuntamento con Davide,Giulia e gli altri. Erano amici e membri della mia famiglia ormai&#8230;</p>
<p><em>&#8220;Hai voluto sottolineare una <strong>sanità fatta di persone e non di ticket</strong>?&#8221;</em><br />
La sanità è fatta di persone. E nella grande maggioranza dei casi si tratta di <strong>persone straordinarie</strong>. Sono medici, infermieri, tecnici che in situazioni di estrema difficoltà riescono a far andare avanti la nave <strong>mettendoci il cuore</strong> e l&#8217;anima. Magari <strong>lamentandosi dei turni e dei carichi di lavoro</strong>, ma poi rimanendo in servizio anche oltre l&#8217;orario di lavoro perchè incapaci di andarsene. <strong>Medici </strong>che dopo dodici ore di guardia ancora hanno la forza di studiare per gli aggiornamenti e di fare due battute con i pazienti, <strong>infermieri</strong> che pieni di responsabilità nuove e altissimi livelli di specializzazione si vedono poco riconosciuti a livello sociale come professionisti insostituibili&#8230;e chi ci pensa ai ticket quando in tre di pomeriggio fai il lavoro di cinque persone vedendo che improvvisamente ti sono spuntate tre mani?</p>
<p><em>&#8220;Le <strong>professioni sanitarie</strong> sono considerate quelle a più <strong>alto rischio di stress occupazionale</strong>, come questo può influire sull’agire lavorativo quotidiano?&#8221;</em><br />
<strong>Lo stress è innegabile.</strong> Basta pensare ai turni. Io sono più di vent&#8217;anni che lavoro a turni e il ritmo sonno veglia non so cos&#8217;è. Tuttavia <strong>lo stress si può neutralizzare se il gruppo di lavoro funziona</strong>. Io sono fortunata da questo punto di vista. Da anni ormai lavoro in un micro-cosmo che è diventato una specie di<strong> famiglia alternativa</strong>. Siamo cresciuti e invecchiati insieme. Abbiamo assistito a nascite, matrimoni e avvenimenti vari della vita di ognuno. Quando mi sono laureata la più bella festa è stata con i colleghi. Andiamo d&#8217;accordo nonostante le mandate a quel paese reciproche siano all&#8217;ordine del giorno e le litigate pure, però come nelle famiglie quando serve il gruppo c&#8217;è. Non èuna descrizione idilliaca, ma anni e anni di urgenze di ogni tipo hanno cementato l&#8217;unione di persone diverse che si sono trovate ad affrontare insieme momenti importanti.</p>
<p><em>&#8220;C’è qualcos’altro che vuoi aggiungere di cui non abbiamo parlato?&#8221;<br />
</em>Ci sono molte cose che vorrei aggiungere ma temo di ammorbare i lettori e cosi mi limito a dire che i<strong>l nostro lavoro è prezioso</strong> e a volte quando sei proprio stanco morto e non vedi l&#8217;ora di tornare a casa basta vedere lo splendore di bambina appena nata col cesareo urgente che neanche tagliato il cordone ombelicale apre gli occhietti e ti guarda (non è che ti guarda davvero ma a te pare di sì) ed è tutta rosa e grassa e ti dimentichi che non hai mangiato e che anche per questa sera mangerai alle undici&#8230;.</p>
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		<title>Nella carriera medica in Italia esiste il mentore?</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Nov 2011 15:08:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavorosalute</dc:creator>
				<category><![CDATA[Operatori Sanitari]]></category>
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		<category><![CDATA[sanità]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella carriera medica, avere un mentore, è estremamente importante per sviluppare le vostre competenze e per nutrire la vostra passione. Il mentore sarà la vostra guida, il vostro coach e il vostro sostegno nella pratica medica. Anni dopo, vi renderete conto dell&#8217;impatto sorprendente che esso ha avuto sulla vostra carriera e sulla vostra vita. Lauren [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Nella carriera medica, avere un mentore, è estremamente importante per sviluppare le vostre competenze e per nutrire la vostra passione.</h3>
<p><a href="http://newsblog.lavorosalute.it/wp-content/uploads/thumb.php_.jpeg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1865" title="thumb.php" src="http://newsblog.lavorosalute.it/wp-content/uploads/thumb.php_-300x105.jpg" alt="" width="300" height="105" /></a><br />
<strong>Il mentore sarà la vostra guida</strong>, il vostro coach e il vostro sostegno nella pratica medica.<br />
Anni dopo, vi renderete conto dell&#8217;impatto sorprendente che esso ha avuto sulla vostra carriera e sulla vostra vita.</p>
<p>Lauren A.Ş. Bush, senior Assistente amministrativo, Centro per la Politica e la Ricerca Educativa presso l&#8217;Associazione Americana Dental Education scrive  un articolo molto utile per tutti gli studenti e praticanti nel mondo in Sanità, enfatizzando i <strong>vantaggi di avere un mentore e cosa ancora più importante, riuscire a trovare un mentore adatto a voi. </strong></p>
<p>Qualunque sarà il rapporto con il proprio mentore, a breve termine, a lungo termine o per un compito specifico, avere un buon mentore <strong>potrebbe fare la differenza tra successo e fallimento in ogni campo della salute.</strong></p>
<p><strong>Ma quali sono i vantaggi di avere un Mentore?</strong></p>
<p><strong><span id="more-1863"></span><br />
</strong></p>
<p>Innanzi tutto dare una reale idea di quello che può essere il percorso da fare dopo la laurea o contribuire a <strong>dare una traccia di carriera</strong> attraverso la condivisione di storie, errori, ed esperienze passate che potrebbero risultare una buona guida per orientarsi in modo più chiaro.</p>
<p>In seconda analisi, il mentore può aiutare a <strong>identificare i problemi, fornire soluzioni o formulare critiche costruttive</strong> in modo da rendere periodi difficili della vostra carriera più facili da superare o sopportare, <strong>abbassando il livello di stress</strong> che questi periodi possono portare.</p>
<p>Il mentore può farvi farvi conoscere altri colleghi ed <strong>introdurvi in una rete di conoscenze</strong> che potrebbero aiutare ulteriormente la vostra carriera fornendo raccomandazioni o dandovi  suggerimenti su opportunità di stage e lavoro, ma potrebbe anche fungere da avvocato personale, dare consigli preziosi e contribuire ad aumentare la fiducia in voi stessi</p>
<p><strong>Come trovare il mentore giusto?</strong></p>
<p><strong>Cercate qualcuno che abbia conoscenze e competenze che voi non avete</strong> e che abbia accumulato una certa esperienza nel settore lavorativo che anche voi avete scelto.</p>
<p>Prendete in considerazione persone che già conoscete ma <strong>siate cauti nello scegliere una persona solo per via della sua popolarità</strong>. Questi persone popolari infatti potrebbero non avere abbastanza tempo da dedicarvi e quindi non sarebbero un mentore positivo!</p>
<p><strong>E&#8217; buona cosa riflettere su ciò che anche voi potete offrire al vostro mentore in cambio della sua pazienza, del suo aiuto, del suo spendersi per voi</strong> e la vostra preparazione. Le vostre conoscenze, infatti potrebbero essere un valido contributo e di grande aiuto ad un mentore che ha bisogno di sostegno ai suoi progetti di ricerca, esperimenti di laboratorio, procedure cliniche, o semplicemente che deve scrivere delle presentazioni sui suoi lavori.</p>
<p><strong>Siate prudenti</strong>: un mentore dovrebbe contribuire a far avanzare i vostri obiettivi accademici e professionali nella direzione che si desidera perseguire. Ricordatevi dunque di ascoltare i consigli del mentore e di stare sempre attenti a ciò che suggerisce, ma ricordatevi che le decisione finali dovrete sempre essere solo voi a prenderle.</p>
<p><strong>Conclusione</strong></p>
<p><strong>I tutor possono rendere più facilmente gestibili le vostre paure ed incertezze</strong> su come affrontare alcune fasi del vostro lavoro quotidiano o più in generale scelte importanti da fare per la vostra carriera.<br />
Dopo aver costruito un rapporto con il vostro mentore, si avrà una <strong>migliore comprensione di quello su cui impiegare al meglio i vostri talenti e risorse</strong> per sfruttare a pieno il vostro potenziale e che cosa invece possiamo permetterci di trascurare o tenere in minor considerazione.<br />
I tutor dal canto loro invece possono trarre vantaggio dal prendervi sotto la loro ala, perché <strong>voi potreste risultare dell imporatnti risorse per mantenere sempre elevato il loro livello di aggiornamento su conoscenze e tecnologie. </strong></p>
<p>Questo articolo è stato scritto da Lauren A.Ş. Bush, senior Assistente amministrativo, Centro per la Politica e la Ricerca Educativa presso l&#8217;Associazione Americana Dental Education.</p>
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		<title>Ginecologia e cattiva informazione</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Nov 2011 10:23:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavorosalute</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il passaparola online non deve sedurre le giovani donne Siti, forum, blog e social network realizzati da utenti non professionisti che, semplicemente, condividono le proprie esperienze, stanno diventando per molti giovani donne, le cosiddette native digitali, l&#8217;unica fonte di informazione per un argomento delicato come la ginecologia. Questo è uno dei casi in cui la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Il passaparola online non deve sedurre le giovani donne</h3>
<p><a href="http://newsblog.lavorosalute.it/wp-content/uploads/sdas.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1837" title="LavoroSalute.it ginecologia" src="http://newsblog.lavorosalute.it/wp-content/uploads/sdas-300x291.jpg" alt="" width="240" height="233" /></a><br />
Siti, forum, blog e social network realizzati da utenti non professionisti che, semplicemente, condividono le proprie esperienze, stanno diventando per molti giovani donne, le cosiddette <em><strong>native digitali</strong></em>, l&#8217;unica fonte di informazione per un argomento delicato come la <strong>ginecologia</strong>.</p>
<p>Questo è uno dei casi in cui la tecnologia e internet possono generare una <strong>cattiva informazione</strong> che può stimolare la diffusione di credenze e pratiche dannose per le persone. Il perchè di questo comportamento è presto spiegato: <strong>la ginecologia è un aspetto intimo</strong> e un argomento delicato per una adolescente e la presenza di tanta informazione disponibile in rete e facilmente raggiungibile fa sì che per molte ragazze si possa credere di poter evitare l&#8217;imbarazzante atto di richiedere il parere della propria madre, di una sorella o di una amica più grande (che si limitano quasi sempre, saggiamente, ad accompagnare la ragazza dal proprio <strong><a href="http://www.lavorosalute.it" target="_blank">ginecologo</a></strong>).</p>
<p><span id="more-1835"></span></p>
<p>Tra gli argomenti che vengono maggiormente dibattuti in rete troviamo quelli relativi alla <strong>contraccezione</strong> (e, purtroppo, i dati relativi alla sottovalutazione delle malattie di natura sessuale da parte dei giovani sono allarmanti), quelli sulle <strong>irregolarità del ciclo mestruale</strong>, quelle sulla <strong>gravidanza</strong> e, infine, quelle inerenti le possibili <strong>infezioni ginecologiche</strong> e sulla sterilità.</p>
<p>Il consiglio che si deve dare alle ragazze è quello di utilizzare il mondo delle medicina online in modo differente, senza abbandonarlo del tutto. Per prima cosa, è bene <strong>limitare la frequentazione di forum e blog </strong>in cui non ci sono pareri di medici ma solo di utenti, cercando invece di reperire informazioni su siti che rispettano gli standard <strong>HONcode</strong> per l&#8217;affidabilità dell&#8217;informazione medica. Siti cioè in cui è possibile rilevare informazioni scientifiche redatte solo da medici e in cui richiedere consulti e pareri medici che abbiano come base filosofica il dogma della scienza.</p>
<p>Successivamente, siccome mai la rete può sostituirsi a visite mediche e diagnosi, è utile utilizzare un servizio come quello proposto da <a href="http://www.trova-medico.com/" target="_blank"><strong>Trova Medico</strong> </a>in cui per ogni provincia italiana, è possibile reperire un elenco completo dei medici specialisti di ogni campo medico</p>
<p>Tra i difetti dell&#8217;informazione online fai da te si sottolinea in particolare quello relativo ai <strong>racconti sugli esami</strong> quali quello relativo per l&#8217;isterosalpingografia, un esame che consente di valutare la pervietà delle tube, e di cui si parla come di un esame doloroso ed invasivo quando, in realtà, dolore ed invasività sono minimi e, ad ogni modo, risentono del livello di tolleranza e di sopportabilità del dolore che ognuno di noi ha, in modo soggettivo.</p>
<p>Il <strong>passaparola in medicina</strong> è assolutamente dannoso, perchè induce le persone alle pericolosissime cure fai da te e si sviluppa maggiormente, purtroppo, proprio in quegli ambiti personali e delicati quali la ginecologia e l&#8217;andrologia.</p>
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		<title>Conversioni delle strutture ospedaliere e conseguente riduzione del personale medico e paramedico. Ecco l&#8217;ultimo Piano Sanitario Nazionale!</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Jan 2011 11:16:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavorosalute</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende sanitarie]]></category>
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		<description><![CDATA[Giunge sul tavolo del Consiglio dei ministri, a Roma, lo schema di Piano sanitario nazionale 2011-2013 per l&#8217;esame preliminare. Il documento è stato preparato dal ministero della Salute, successivamente esaminato da un gruppo misto ministero e dalle Regioni ed infine approvato dalla Commissione salute. Tra gli obiettivi e le azioni per rendere il Sistema sanitario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Giunge sul tavolo del Consiglio dei ministri, a Roma, lo schema di Piano sanitario nazionale 2011-2013 per l&#8217;esame preliminare.</h3>
<p><a href="http://newsblog.lavorosalute.it/wp-content/uploads/consiglio-dei-ministri21.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1430" title="consiglio-dei-ministri2" src="http://newsblog.lavorosalute.it/wp-content/uploads/consiglio-dei-ministri21-300x199.jpg" alt="" width="240" height="159" /></a><br />
Il documento è stato preparato dal ministero della Salute, successivamente esaminato da un gruppo misto ministero e dalle Regioni ed infine approvato dalla Commissione salute.</p>
<p>Tra gli obiettivi e le azioni per rendere il Sistema sanitario nazionale compatto, in termini di qualità, efficienza e corretto utilizzo delle risorse, <strong>il Psn. si occupa, fra le altre cose, del numero dei <a href="http://www.lavorosalute.it/Offerte_di_lavoro.aspx" target="_blank">medici.</a></strong> &#8220;Considerando il numero medio di laureati in medicina e chirurgia per anno accademico e la quota di questi che viene immessa annualmente nel S.S.N. , <strong>ci si aspetta, a partire dal 2012, un conto in negativo tra pensionamenti e nuove assunzioni,</strong> recita un documento. I professionisti sanitari, secondo quanto comunicato nel Piano, rappresentano la larga maggioranza delle risorse umane impiegate nel Sistema sanitario nazionale. Basti considerare che quasi <strong>il 70% dei circa 690.000 dipendenti del S.S.N. con contratto a tempo indeterminato, e&#8217; costituito da personale dirigente e del comparto afferente ai ruoli sanitari (circa 478.000 operatori tra medici, veterinari, odontoiatri, dirigenti sanitari non medici, <a href="http://www.lavorosalute.it/Offerte_di_lavoro.aspx" target="_blank">personale infermieristico,</a> <a href="http://www.lavorosalute.it/dettaglio_annuncio.aspx?EVENTID=839" target="_blank">della riabilitazione</a>, <a href="http://www.lavorosalute.it/dettaglio_annuncio.aspx?EVENTID=840" target="_blank">tecnico-sanitario</a> e di vigilanza ed ispezione). In particolare, oltre l&#8217;80% del solo personale dei ruoli sanitari e&#8217; costituito da dirigenti medici e infermieri (circa 112.000 medici e 276.000 infermieri per un totale di 388.000 dipendenti).</strong> Si stima, inoltre, che la forbice tra uscite ed entrate nel S.S.N. tenderà ad allargarsi negli anni a seguire, data la struttura per età e il numero di immatricolazioni al corso di laurea in Medicina e Chirurgia.<br />
<span id="more-1425"></span>E proprio per regolare questo fenomeno, che a breve potrebbe determinare una insufficienza di camici bianchi, <strong>il ministero della Salute ha richiesto un ampliamento dell&#8217;offerta formativa, ossia del numero delle immatricolazioni ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia già a partire dall&#8217;anno accademico 2008/2009.</strong> Tuttavia, tenendo conto che il percorso formativo di un medico si completa in circa 10 anni, occorrerà attendere il 2019 affinché il maggior numero di laureati/specializzati sia disponibile sul mercato del lavoro. In sintesi, <strong>ci si attende una carenza, dal 2012 al 2018, di 18.000 unità di personale medico nel Servizio sanitario nazionale e di circa 22.000 medici</strong>. <strong>Dal 2014 al 2018, in totale si passerà da 3,7 medici attivi per 1000 abitanti a 3,5 medici &#8216;attivi&#8217; per 1000 abitanti, contro una media europea di 3,1 medici attivi per 1000 abitanti.</strong> Le linee generali di Piano sanitario nazionale poi considerano poi <strong>&#8220;prioritario,</strong> nell&#8217;ambito dei finanziamenti previsti nel programma straordinario di investimenti in sanità, <strong>la riqualificazione della rete ospedaliera</strong>, con la riconversione degli ospedali di piccole dimensioni e la loro trasformazione nei nuovi modelli di offerta territoriale sviluppati dalle Regioni tenendo conto delle indicazioni programmatiche nazionali&#8221;. <strong>La trasformazione dei piccoli ospedali deve essere avviata</strong>, si legge nel Piano, &#8220;contestualmente al <strong>pieno funzionamento della rete dell&#8217;emergenza-urgenza</strong>; allo<strong> sviluppo del sistema delle cure domiciliari</strong>; alla <strong>disponibilità di strutture residenziali</strong>, in particolare per la riabilitazione e per gli anziani non autosufficienti. Al momento si registrano<strong> insicurezze da parte dei cittadini </strong>all&#8217;attuazione di queste norme che oltre che a vedersi privati di strutture sanitarie idonee e di riferimento sul loro territorio di appartenenza, <strong>sono perplessi sulle strutture convenienti al soddisfacimento immediato delle loro esigenze che fino ad oggi invece avevano trovavano molto vicino alle loro dimore abituali e quindi potevano erogare risposte certamente più rapide</strong>, specialmente in zone ove vi sia già una rete stradale precaria, la quale rende difficile il raggiungimento di un&#8217;altra struttura competente in tempi celeri. Questo fenomeno si nota in particolare al Sud Italia e nella fatti specie nelle zone montane, dove bisogna fare i conti oltre che alla rete viaria, anche alle condizioni climatiche non sempre favorevoli agli spostamenti di un paziente. Quello che vogliamo augurarci che in queste conversioni delle strutture ospedaliere e nella conseguente riduzione del personale medico e paramedico, si voglia tenere conto di tutti questi fattori affinché si creino maggiori disagi ai bacini di utenza interessati, i quali già in passato avevano fatto registrare grandi bisogni proprio per le stesse cause perchè già sembravano non pienamente sufficienti. Presto comunque vedremo i risultati di tale scelta e speriamo di poterla monitorare prima che possa avvenire il peggio, perché ahimé <strong>il ramo sanitario è un settore che da poco margine di errore, visto la sua delicatezza .</strong></p>
<p>Fonte: Superabile</p>
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		<title>Medici igienisti, federalismo produce iniquità</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Oct 2010 13:20:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavorosalute</dc:creator>
				<category><![CDATA[ANNUNCI IN EVIDENZA]]></category>
		<category><![CDATA[Operatori Sanitari]]></category>
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		<description><![CDATA[«In Italia soffriamo del federalismo vaccinale, che non dà la possibilità a tutti i cittadini di avere accesso a vaccinazioni libere e gratuite, producendo così delle iniquità». L&#8217;atto di accusa arriva dalla Società italiana di Igiene (Siti), riunita a Venezia per il suo 44/o congresso e in occasione dell&#8217;avvio della campagna di vaccinazione anti-influenzale. Nonostante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="vaccini" src="http://www.omeopatiapossibile.it/wp-content/uploads/2010/05/vaccini.jpg" alt="" width="227" height="151" /></p>
<p style="text-align: justify;">«In Italia <strong>soffriamo del</strong> <strong>federalismo vaccinale</strong>, che non dà la possibilità a tutti i cittadini di avere accesso a vaccinazioni libere e gratuite, producendo così delle iniquità».</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;atto di accusa arriva dalla <strong>Società italiana di Igiene (Siti)</strong>, riunita a Venezia per il suo 44/o congresso e in occasione dell&#8217;avvio della campagna di vaccinazione anti-influenzale.</p>
<p style="text-align: justify;">Nonostante le iniquità, <strong>a Torino si ricerca <a href="http://www.lavorosalute.it/dettaglio_annuncio.aspx?EVENTID=624" target="_blank">Medico Igienista</a></strong> per poliambulatorio specializzato in specialistica medica.</p>
<p><span id="more-1199"></span></p>
<p>«<strong>Gli approcci curativi e preventivi sono diversi a seconda delle regioni</strong> &#8211; rileva Carlo Signorelli, vicepresidente della Siti &#8211; ma non vengono stabiliti sulla base dei dati epidemiologici, come ad esempio dimostra il comportamento della Campania nel non offrire gratuitamente a tutti il vaccino contro lo pneumococco, o la politica di alcune regioni nel non favorire i meccanismi di co-payment per la vaccinazione anti-hpv. <strong>La spesa per la prevenzione nelle regioni ha delle oscillazioni ingiustificate dalle situazioni locali</strong>».</p>
<p>E Francesco Blangiardi, presidente della Siti, rincara la dose: «<strong>si spende pochissimo per la profilassi vaccinale</strong> &#8211; conclude &#8211; Per questo la nostra proposta è che il nuovo calendario vaccinale da noi proposto venga inserito nei livelli essenziali di assistenza, così si porrà fine al federalismo vaccinale».</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Haiti, l&#8217;emergenza continua e servono Pediatri</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 14:50:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavorosalute</dc:creator>
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		<category><![CDATA[unicef]]></category>

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		<description><![CDATA[Nuovo rapporto sull&#8217;azione umanitaria dell&#8217;UNICEF a tre mesi dal terremoto: risultati raggiunti e obiettivi a medio termine «Mesi dopo il terribile terremoto che ha sconvolto Haiti e ha lasciato il suo segno su oltre un milione di bambini, l&#8217;UNICEF sottolinea che la risposta umanitaria senza precedenti ha permesso di evitare una crisi ancora peggiore per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Nuovo rapporto sull&#8217;azione umanitaria  dell&#8217;UNICEF a tre mesi dal terremoto: risultati raggiunti e obiettivi a  medio termine</h3>
<h3><img class="alignleft size-medium wp-image-952" title="progetti_sudan_vis_pezzo-principale_1" src="http://newsblog.lavorosalute.it/wp-content/uploads/progetti_sudan_vis_pezzo-principale_1-300x257.jpg" alt="progetti_sudan_vis_pezzo-principale_1" width="210" height="180" /></h3>
<p align="justify">«<em>Mesi dopo il  terribile terremoto che ha sconvolto Haiti e ha lasciato il suo segno su  oltre un milione di bambini, l&#8217;UNICEF sottolinea che la risposta  umanitaria senza precedenti ha permesso di evitare una crisi ancora  peggiore per l’infanzia</em>» dichiara il Presidente dell’UNICEF Italia <strong>Vincenzo  Spadafora. </strong>«<em>Ma dobbiamo ricordare che c&#8217;è molto ancora  molto da fare, anche perché nell’isola si avvicina la stagione delle  piogge</em>.»</p>
<p align="justify">Sul portale <a href="http://www.lavorosalute.it/default.aspx" target="_blank">LavoroSalute.it</a> è presente una ricerca urgente per un <a href="http://www.lavorosalute.it/dettaglio_annuncio.aspx?EVENTID=476" target="_blank">Medico Pediatra</a> disponibile a lavorare 10 mesi a Port-au Prince.</p>
<p><span id="more-937"></span>Nel rapporto di sintesi sugli interventi realizzati  dopo il 12 gennaio, intitolato<strong><em> &#8220;Children in Haiti &#8211; 3 months  after the earthquake&#8221;</em></strong> (“<em>I bambini di Haiti: tre mesi  dopo il terremoto</em>”), l&#8217;UNICEF  fa notare che, nonostante la  distruzione e il collasso dei servizi di base:</p>
<ul>
<li>
<div><strong>non </strong>si sono avuti significativi <strong>focolai  di malattie</strong> o aumenti dei tassi di malnutrizione</div>
</li>
<li>
<div>oltre<strong> un milione</strong> di persone  colpite riceve regolarmente <strong>acqua potabile</strong></div>
</li>
<li>
<div>oltre <strong>200.000 donne</strong> e bambini  beneficiano di programmi mirati di <strong>sostegno alimentare</strong></div>
</li>
<li>
<div>più di <strong>100.000 bambini</strong> sono stati  raggiunti da campagne di <strong>vaccinazione</strong> di massa</div>
</li>
<li>
<div>sono stati monitorati e hanno ricevuto aiuti  (alimenti e medicine) istituti per l’infanzia che ospitano <strong>più  di 25.000 bambini</strong></div>
</li>
<li>
<div>le <strong>scuole </strong>stanno gradualmente  riaprendo in sistemazioni  temporanee, grazie alla fornitura di <strong>migliaia  di tende e kit di materiali didattici</strong></div>
</li>
</ul>
<p>Fonte: www.unicef.it</p>
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		<title>E al Pronto Soccorso finiscono le Guardie Mediche</title>
		<link>http://newsblog.lavorosalute.it/e-al-pronto-soccorso-finiscono-le-guardie-mediche/</link>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 09:35:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavorosalute</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende sanitarie]]></category>
		<category><![CDATA[Operatori Sanitari]]></category>
		<category><![CDATA[guardia medica]]></category>
		<category><![CDATA[medico]]></category>
		<category><![CDATA[sindacato medici italiani]]></category>
		<category><![CDATA[smi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 90 per cento dei camici bianchi, secondo il sindacato, ha subito un&#8217;aggressione in servizio Intimidite, aggredite, perfino uccise. Le donne in servizio come guardia medica chiedono aiuto. L&#8217;episodio più noto tra quelli recenti, uno stupro, è avvenuto a marzo a Scicli, in provincia di Ragusa. Ma a essere aggrediti sono anche i colleghi maschi: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Il 90 per cento dei camici bianchi, secondo il sindacato, ha subito un&#8217;aggressione in servizio</h3>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" title="GUARDIA MEDICA" src="http://2.bp.blogspot.com/_wtUMPGyjnkc/S4VpH_iXrII/AAAAAAAADOo/PMM65p3JXN4/s400/guardia+medica.jpg" alt="" width="179" height="145" /><br />
Intimidite, aggredite, perfino uccise. Le donne in servizio come <a href="http://www.lavorosalute.it/operatore_sanitario.aspx" target="_blank"><strong>guardia medica</strong></a> chiedono aiuto. L&#8217;episodio più noto tra quelli recenti, uno stupro, è avvenuto a marzo a Scicli, in provincia di Ragusa.<br />
Ma a essere aggrediti sono anche i colleghi maschi: l&#8217;8 marzo a Verbicaro, in Calabria, un medico di 35 anni è stato sequestrato nell&#8217;ambulatorio, costretto a fumare uno spinello. E il 17 marzo, in provincia di Lecce, un medico di 52 anni s&#8217;è ritrovato con un coltello alla gola, a scopo di rapina.</p>
<p style="text-align: justify;">
<span id="more-859"></span>Secondo i dati del<strong> Sindacato Medici Italiani</strong>,<strong> il 90 per cento delle guardie mediche ha subito un&#8217;aggressione</strong>: il 64 per cento minacce verbali, il 20 percosse, il 13 intimidazioni a mano armata, l&#8217;11 ha assistito ad atti di vandalismo.</p>
<p>&#8220;I dati sono sottostimati&#8221; spiega il segretario dello SMI Cosimo De Matteis &#8220;perchè <strong>non sempre i medici sporgono denuncia</strong>. E c&#8217;è chi ha preso il porto d&#8217;armi per potersi difendersi&#8221;.<br />
Osserva Anna Lampugliano, aggredita a Bari per avere chiesto un documento d&#8217;identità a un paziente: &#8220;Servono telecamere, la registrazione delle telefonate&#8230; E <strong>il servizio di guardia medica assorbe meno dello 0,9 per cento del fondo nazionale sanitario</strong>&#8220;.</p>
<p>Fonte: Venerdì di Repubblica</p>
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