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	<title>Lavoro Salute Blog &#187; Ministro della Salute</title>
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	<description>Lo spazio dedicato all&#039;informazione sul lavoro nel mondo della salute</description>
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		<title>Certificati medici via web: sistema improvvisato?</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Feb 2011 13:21:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavorosalute</dc:creator>
				<category><![CDATA[Operatori Sanitari]]></category>
		<category><![CDATA[Brumetta]]></category>
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		<category><![CDATA[certificati on line]]></category>
		<category><![CDATA[Fazio]]></category>
		<category><![CDATA[Ministro della Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel giorno dell’avvio delle sanzioni per i certificati on-line, il sito è bloccato e per una risposta dal Call Center si impiegano fino a 18 minuti Da oggi i medici italiani che «per colpa esplicita» non invieranno per via telematica all&#8217;Inps i certificati di malattia dei lavoratori potrebbero essere passibili di sanzioni. Scadeva infatti il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Nel giorno dell’avvio delle sanzioni per i certificati on-line, il sito è bloccato e per una risposta dal Call Center si impiegano fino a 18 minuti</h3>
<p><img class="alignleft" src="http://www.sanitaincifre.it/wp-content/uploads/2011/01/certificato-medico-online1-300x202.jpg" alt="" width="147" height="99" /><br />
Da oggi i <a href="http://www.lavorosalute.it" target="_blank">medici italiani</a> che «per colpa esplicita» non invieranno per via telematica all&#8217;Inps i <strong>certificati di malattia dei lavoratori</strong> potrebbero essere passibili di <strong>sanzioni</strong>. Scadeva infatti il 31 gennaio il termine per l&#8217;entrata in vigore di questo nuovo passo avanti verso l&#8217;informatizzazione della sanità. <strong><br />
I medici</strong>, però, hanno chiesto di <strong>prorogare il termine</strong>. Anche nelle regioni più «virtuose», infatti, vengono lamentati <strong>problemi  tecnici</strong> che non consentono la completa applicazione delle nuove  procedure.</p>
<p><span id="more-1440"></span><br />
A Milano diversi dottori segnalano, per esempio, di non riuscire, in  alcuni giorni della settimana, a spedire i certificati per via  elettronica per diverse ore. Il che significa perdere tempo, chiedere ai pazienti di tornare per ritirare la copia del certificato, sottrarre risorse di energia e di ore a quella che dovrebbe essere la loro principale occupazione: la cura dei malati. «La banda larga forse non è ancora così larga» ci ha detto un medico di base del capoluogo lombardo, per il resto sinceramente entusiasta dell&#8217;iniziativa. Altri problemi lamentati sono relativi alla non ancora totale compatibilità del sistema anagrafico dell&#8217;Inps con quello delle Asl e diversi altri.<br />
Brunetta non ha concesso alcuna proroga e dunque scattano da oggi le sanzioni per i medici convenzionati che non invieranno i certificati di malattia per via telematica. Brunetta non incontra i sindacati, che avevano chiesto una proroga, ma in un comunicato stampa assicura che “timori e paure&#8221; riguardo alle sanzioni  &#8220;non hanno ragion d’essere”.<br />
Il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, intanto sollecita il collega Brunetta a trovare un’intesa con i medici sulla trasmissione dei certificati di malattia online “per scongiurare proteste che potrebbero creare  difficoltà ai cittadini e soprattutto ai malati”. Per Fazio “le richieste dei medici di una proroga dell’entrata in vigore del regime sanzionatorio sono giustificate”.</p>
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		<title>Liste d&#8217;attesa &#8211; L&#8217;esame? Tra cinquecento giorni</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 11:50:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavorosalute</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende sanitarie]]></category>
		<category><![CDATA[Operatori Sanitari]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanzattiva]]></category>
		<category><![CDATA[esami]]></category>
		<category><![CDATA[liste d'attesa]]></category>
		<category><![CDATA[Ministro della Salute]]></category>
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		<description><![CDATA[Per una Moc 545 giorni a Bologna, 522 a Genova, 300 a Bari. E le visite specialistiche? Possono aspettare anche un anno. Attese record a Genova per una mammografia, 459 giorni, ma per una densitometria ossea (Moc) se ne aspettano anche 522, mentre a Bari &#8220;solo&#8221; 300. A Roma per una visita specialistica si può [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Per una Moc 545 giorni a Bologna, 522 a Genova, 300 a Bari. E le visite specialistiche? Possono aspettare anche un anno.</h3>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" title="Liste dattesa - lavorosalute.it" src="http://www.ulss7.it/magnoliaPublic/istituzionale/notizie-e-comunicazione/comunicazione-per-la-salute/sacro_cuore/corpo_files/file/DSC_0212.JPG" alt="" width="226" height="152" /><strong><br />
Attese record</strong> a Genova per una mammografia, 459 giorni, ma per una densitometria ossea (Moc) se ne aspettano anche 522, mentre a Bari &#8220;solo&#8221; 300. A Roma per una visita specialistica si può attendere in alcune strutture fino a un anno, <strong>per un&#8217;ecografia tra i 129 e 260 giorni</strong>.<strong><br />
La fotografia </strong>di <em>Salute &#8211; La Repubblica</em> in 12 città sulle liste d&#8217;attesa per esami e visite specialistiche <strong>è disarmante</strong>. E non si discosta dai precedenti sette anni.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-588"></span>&#8220;<strong>Le lunghe liste d&#8217;attesa sembrano un problema che non si riesce a risolvere</strong> &#8211; commenta Francesca Moccia, Coord. naz. Tribunale diritti del malato &#8211; <strong>Cittadinanzattiva</strong> &#8211; o forse, non si vuole.<br />
L&#8217;inchiesta di Salute &#8211; La Repubblica evidenzia ancora una volta come <strong>la situazione</strong>, nonostante i piani, promesse e leggi, <strong>stenti davvero a mutare</strong>. E, come sempre, <strong>è il cittadino quello che paga</strong> il conto più salato, in termini di costi &#8220;indiretti&#8221;. Tutto questo si traduce spesso in ricerche spasmodiche, fatte di telefonate nel migliore dei casi, ma spesso e volentieri in veri e propri pellegrinaggi di Asl in Asl o di struttura in struttura. A cui si aggiungono, spesso, anche gli spostamento da regione in regione, soprattutto sulla direttrice Sud-Nord.<br />
Sono <strong>costi che gravano direttamente sul cittadino</strong>, in termini di tempo impiegat, nervosismo e ansie, che davveronon sembrano interessare nessuno. <strong>Eppure, non sono pochi gli esempi di buona amministrazione</strong> che in questi anni sono stati registrati, come la centralizzazione delle prenotazioni, che però non è ancora omogeneamente diffusa o che non integra davvero tutti i presidi presenti sul territorio. Negli ultimi anni abbiamo anche registrato <strong>un crescente ricorso al proprio portafogli per potersi pagare prestazioni che non venivano erogate in tempi accettabili</strong>.<br />
Come già denunciato in diverse occasioni, questo espone il cittadino a rischi economici e il sistema a ulteriori difficoltà. Infatti, a causa della crescente crisi, in quest&#8217;ultimo anno molti non si sono più potuti permettere di pagare e questo ha causato un ulteriore ingolfamento delle liste d&#8217;attesa.<br />
<strong>Quello che ci chiediamo è perchè il nostro Paese non viga il principio della responsabilità</strong>. Sono <strong>numerosissime</strong> infatti le <strong>Regioni</strong> che ancora <strong>non rispettano le norme che impongono la pubblicazione dei tempi medi di attesa</strong>, così come troppe le strutture (in particolare al Sud) che impongono liste chiuse, divisioni in cui il libro delle prenotazioni è gestito direttamente dai primari o ospedali che non comunicano o non si collegano con i centri unici di prenotazione regionali.</p>
<p>Siamo ora in attesa del <strong>nuovo piano annunciato dal ministro Fazio</strong>, in cui si intravedono a nostro parere alcuni <strong>limiti</strong>. Anzitutto un <strong>federalismo ancora più acuito</strong>, poichè i tempi non saranno fissati a livello nazionale, ma dalle singole Regioni, con il rischio di aumentare ulteriormente le disparità terriotriali. Inoltre, <strong>dalle 100 prestazioni obiettivo del precedente piano, si passa ora a 58</strong> e restano escluse dal tetto dei tempi massimi quelle relative ai pazienti affetti da patologie croniche.&#8221;</p>
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		<title>La mobilitazione della Sanità</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Feb 2010 11:18:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavorosalute</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende sanitarie]]></category>
		<category><![CDATA[Operatori Sanitari]]></category>
		<category><![CDATA[Fp cgil medici]]></category>
		<category><![CDATA[Ministro della Salute]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero generale]]></category>
		<category><![CDATA[vertenza salute]]></category>

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		<description><![CDATA[La mobilitazione è partita il 19 gennaio, con presidi e assemblee, per culminare il 9 marzo con una manifestazione nazionale a Roma La mobilitazione è partita il 19 gennaio, con presidi e assemblee organizzate nei più importanti ospedali (Fondazione Policlinico di Milano, San Martino di Genova, San Camillo di Roma, Policlinico di Bari, Cardarelli di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>La mobilitazione è partita il 19 gennaio, con presidi e assemblee, per culminare il 9 marzo con una manifestazione nazionale a Roma</h3>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" title="Blog LavoroSalute.it" src="http://loravesuviana.files.wordpress.com/2009/07/medici_sciopero.jpg" alt="" width="314" height="210" /><br />
La <strong>mobilitazione</strong> è partita il 19 gennaio, con presidi e assemblee organizzate nei più importanti ospedali (Fondazione Policlinico di Milano, San Martino di Genova, San Camillo di Roma, Policlinico di Bari, Cardarelli di Napoli, Policlinico di Palermo) e continuerà con <strong>iniziative interregionali il 4 Febbraio a Napoli e il 16 a Milano</strong>, per culminare il <strong>9 Marzo</strong> con una <strong>manifestazione nazionale a Roma e uno sciopero generale dei 115.000 operatori sanitari, previsto sempre nella prima decade di Marzo</strong>.</p>
<p><span id="more-459"></span></p>
<p>E&#8217; il programma della &#8220;<strong>vertenza salute</strong>&#8220;, messa a punto da FP Cgil medici, assieme alle principali sigle sindacali del settore, per <strong>porre all&#8217;attenzione</strong> del governo e istituzioni <strong>i problemi del sistema sanitario</strong>. &#8220;Il nostro &#8211; dice Massimo Cozza, segretario nazionale Fp medici &#8211; è un grido d&#8217;allarme per <strong>fermare l&#8217;impoverimento della sanità pubblica</strong>, che vogliamo difendere e migliorare con l&#8217;aiuo dei cittadini, contro chi vuole distruggerla e screditarla&#8221;.<br />
Materia oggetto anche della prima convocazione dei sindacati da parte del neo <strong>Ministro della Salute Fazio</strong>, avvenuta il 21 gennaio.</p>
<p>&#8220;E&#8217; stato un incontro di presentazione ed elencazione delle nostre rivendicazioni al responsabile dell&#8217;esecutivo &#8211; precisa Cozza -, che si è detto disponibile per <strong>rendez vous tematici a scadenza quindicinale</strong>&#8220;. Al centro della trttativa:<br />
- i <strong>piani di rientro</strong> delle regioni in deficit (Lazio, Campania, Abruzzo),<br />
- la riduzione dei servizi e organici prevista dalla Finanziaria 2010, che contempla un taglio di 10.000 posti letto negli ospedali,<br />
- i <strong>livelli essenziali di assistenza</strong>,<br />
- il <strong>governo clinico</strong> (il ruolo dei medici e operatori sanitari all&#8217;interno delle aziende ospedaliere)<br />
- il <strong>rischio clinico</strong> (la prevenzione sugli errori sanitari, oggetto del ddl del governo, da tempo fermo al Senato).</p>
<p>&#8220;Abbiamo poi richiesto &#8211; conclude Cozza &#8211; una <strong>valorizzazione per i dirigenti che scelgano di lavorare</strong> esclusivamente <strong>per il servizio pubblico</strong> e una particolare <strong>attenzione al precariato</strong>&#8220;.<br />
Non ultimo, il <strong>rinnovo del contratto</strong>, scaduto a fine 2007. La trattativa sul 2° biennio economico 2008-09 non è ancora conclusa, malgrado sia già stata fissata da governo e confederali la cifra dell&#8217;aumento salariale (179 € lorde mensili, pari al 3,2% , percentuale comune a tutto il pubblico impiego.</p>
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