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	<title>Lavoro Salute Blog &#187; Risparmio</title>
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	<description>Lo spazio dedicato all&#039;informazione sul lavoro nel mondo della salute</description>
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		<title>Personale Sanitario: errore umano o errore del sistema?</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 17:52:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lavorosalute</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende sanitarie]]></category>
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		<description><![CDATA[Il &#8220;fattore umano&#8221; rappresenta quasi sempre l&#8217;ultimo anello di una catena di difetti del sistema assistenziale, ma lo stress da super lavoro e l&#8217;ossesione-risparmio aumentano il rischio Che il surmenage lavorativo possa produrre effetti negativi non è solo il buon senso a sottolinearlo ma anche numerosi studi scentifici. Alcuni studi hanno dimostrato che dopo 12 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Il &#8220;fattore umano&#8221; rappresenta quasi sempre l&#8217;ultimo anello di una catena di difetti del sistema assistenziale, ma lo stress da super lavoro e l&#8217;ossesione-risparmio aumentano il rischio</h3>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" title="Errore umano" src="http://statico.saperlo.it/thumbs/7379ecefc3198ed165b3323a10a210a7_200x130.jpg" alt="" width="200" height="130" />Che il <strong><em>surmenage</em> lavorativo</strong> possa produrre effetti negativi non è solo il buon senso a sottolinearlo ma anche numerosi studi scentifici. Alcuni studi hanno dimostrato che <strong>dopo 12 ore di veglia</strong> la risposta individuale possa essere considerata alterata. E&#8217; ovvio quindi che più sono le ore di veglia maggiormente <strong>alterata sarà la risposta individuale</strong>. E ancora più ovvio è che se al soggetto si richiedono prestazioni fisicamente ed emozionalmente impegnative la sua risposta sarà fortemente alterata. Un discorso che vale per tutte le professioni ma che è <strong>particolarmente rischioso per gli operatori sanitari</strong>: sempre più pressati da intensi carichi di lavoro può ridurre in maniera significativa la sua capacità di attenzione rischiando quindi di incorrere in errore. &#8220;Molti studi hanno infatti rilevato che <strong>nelle ore finali dei turbi di notte un 30% circa di errori poteva essere evitato</strong>&#8221; conferma Amedeo Bianco Presidente della Federazione dei Medici e Odontoiatri (Fnomceo) &#8220;in ogni caso l&#8217;errore dovrebbe sempre essere analizzato nel suo ruolo &#8220;positivo&#8221;".</p>
<p><span id="more-549"></span></p>
<p><strong>Presidente Bianco, quale può essere il ruolo positivo di un errore?</strong></p>
<p>L&#8217;importanza della sicurezza e il significato non ambiguo dell&#8217;imparare dall&#8217;errore sono specificati con chiarezza all&#8217;<strong>articolo 14 del Codice di Deontologia Medica</strong> del 2006 che impone al medico &#8220;la rilevazione, segnalazione e valutazione degli errori al fine del miglioramento della qualità delle cure&#8221;. Punto preliminare per un efficace approccio al problema è pertanto quello relativo al principio secondo cui la<strong> prevenzione e la gestione dell&#8217;errore </strong>è un&#8217;attività che coinvolge l&#8217;esercizio professionale in senso stretto, e che l&#8217;errore manifesto può essere usato per migliorare l&#8217;organizzazione anche attraverso procedure professionali.</p>
<p><strong>C&#8217;è da rilevare che le aziende sanitarie pubbliche passate da una parte ad operare secondo criteri di economicità sul fronte dei costi e dall&#8217;altra a gestire l&#8217;accesso ai servizi spesso pretendono moltissimo dai medici. Come uscirne?</strong></p>
<p>In realtà le valutazioni più attendibili ci dicono che<strong> gli errori </strong>nella stragrande maggiornaza dei casi trovano origine (cause latenti) in <strong>difetti dell&#8217;organizzazione</strong> che oggettivamente favoriscono l&#8217;errore umano. Insomma esiste uno <strong>stretto legame tra i tempi, i ritmi, le condizioni di lavoro e il rischio clinico</strong>. Ma un&#8217;altra riflessione riguarda l&#8217;ovvia considerazione che <strong>la sicurezza ha un costo</strong> anche se in realtà si tratta di un vero e proprio investimento per i cittadini i professionisti e le istituzioni. Pertanto bisogna stare molto attenti quando con l&#8217;intento sia pure nobile, di evitare gli sprechi e di razionalizzare la spesa si finisce magari inconsapevolmente per andare ad<strong> incidere sulla qualità dei serivizi</strong>. Di questo si deve tenere conto sia quando si acquista un&#8217;apparecchiatura (ancora oggi, per esempio, non sono previste prove di ergonomia e usabilità da parte degli utilizzatori) sia quando si organizzano le risorse umane, compresa la valutazione del &#8220;contesto&#8221; in cui si esercita la professione.</p>
<pre>
Fonte: La Stampa</pre>
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