Tutti hanno scritto e detto “Tornano i ticket sanitari“. Una non notizia, perchè in realtà ci sono già. E da tempo.

Come quelli da 25 euro sui codici bianchi di pronto soccorso, fino al 2007 applicati solo in 12 regioni, poi estesi in tutta Italia in modo non uniforme. E sappiamo che visite, esami, analisi di laboratorio non sono gratis (tranne che per gli esenti): attualmente si pagano fino a 36,15 euro di franchigia per un massimo di 8 prestazioni della stessa branca specialistica.

In realtà sembra che in manovra sparisca il riferimento esplicito ai ticket da 10 euro (assistenza specialistica ambulatoriale) e 25 euro (codici bianchi di pronto soccoroso). Che per molte famiglie peseranno – bisognerà vedere se gli utenti preferiranno – a parità di spesa – rivolgersi ai privati a causa dei tempi di attesa che si registrano in troppe Asl.

Siccome però la copertura per evitarli non c’è, nel 2012 torneranno tutti e due. E ad essi si aggiungeranno nuovi ticket previsti per il 2014, disposti dalle Regioni (anche sui farmaci) e che dovrebbero garantire allo Stato il 40% dei risparmi.

Comunque va ricordato che i ticket hanno fatto la loro parte sia con il centrosinistra che con il centrodestra: la compartecipazione alla spesa per la salute è sempre stata un’idea ampiamente condivisa. Però nei momenti di forte crisi colpisce di più le fasce meno abbienti: per questo il nuovo ticket sarà proprio un balzello